portaerei americane nel mediterraneo
@ US Navy / MCS 2nd Class Jennifer Newsome

Continua il rafforzamento degli USA in Medio Oriente: saranno due le portaerei americane schierate nella regione

Con l’escalation di tensioni in corso in Medio Oriente a causa del conflitto tra Israele e Hamas scoppiato a seguito degli attacchi terroristici dello scorso 7 ottobre, il Segretario alla Difesa Lloyd Austin ha annunciato che gli Stati Uniti stanno pianificando diverse mosse strategiche nella regione tra le quali la presenza di due portaerei americane.

Come abbiamo già scritto, una di queste decisioni prevede l’arrivo della portaerei USS Dwight D. Eisenhower e del suo gruppo d’attacco nella zona di operazioni del Comando Centrale degli Stati Uniti. Secondo alcuni media internazionali l’Eisenhower prevista in arrivo nel Mediterraneo orientale per affiancare la portaerei USS Gerald R. Ford con il relativo gruppo d’attacco, si potrebbe invece posizionare nel Golfo Persico.

Questo cambiamento sarebbe stato deciso dopo le recenti affermazioni dell’Iran e dei suoi alleati in Medio Oriente di un potenziale coinvolgimento nel conflitto. Inoltre sarebbe anche la risposta ai recenti attacchi con droni alle basi militari statunitensi in Iraq e Siria e alle unità navali americane nel Golfo Persico, con missili da crociera, da parte di gruppi di milizie sostenuti dall’Iran. La USS Eisenhower è comunque attesa nel Mediterraneo nei prossimi giorni per poi dirigersi verso il Golfo Persico attraverso il Canale di Suez.

Oltre alle due portaerei americane, Austin anche dato l’ordine di attivare il dispiegamento di una batteria THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) e di ulteriori battaglioni Patriot in tutta la regione per aumentare la protezione delle forze statunitensi, e ha assegnato un numero aggiuntivo di forze pronte allo schieramento nella regione come parte di una pianificazione di emergenza e per aumentare la prontezza e capacità di rispondere rapidamente come richiesto.

Secondo Austin e la presidenza Biden, questi passi rafforzeranno gli sforzi di deterrenza regionale, aumenteranno la protezione delle forze statunitensi nella regione e contribuiranno alla difesa di Israele. Questo rafforzamento delle forze americane suggerisce, quindi, un passaggio a un nuovo livello delle operazioni nella Striscia. La situazione rimane estremamente complessa e il numero di vittime continua a salire a Gaza, con il ministero della Sanità locale che riporta più 4300 morti, mentre in Israele si contano circa 1400 vittime.

I gruppi da battaglia delle due portaerei americane sono sistemi di armi integrati che offrono capacità di combattimento superiori grazie a più di 5.000 marinai, unità navali di superficie e sottomarine e circa 70 tra velivoli da combattimento, supporto ed elicotteri per ogni gruppo. Solo le due portaerei mettono così in campo circa 140 velivoli per svolgere tutto lo spettro delle missioni di uno scenario di combattimento aeronavale.

La portaerei con li suo gruppo d’attacco, è uno strumento aeronavale molto flessibile che può operare in mare aperto o sotto costa in ogni condizione meteo di giorno come di notte. Il ruolo principale della portaerei e dei suoi velivoli è quello di fornire la forza principale offensiva, mentre le altre unità navali provvedono alla sua difesa e al supporto logistico e di combattimento. Ad esempio, come già visto in tante occasioni, le navi dello Strike Group possono effettuare operazioni offensive come ad esempio il lancio di missili cruise sotto la copertura aerea dei caccia della portaerei.

Dal lato prettamente aeronautico, il Carrier Air Wing CVW-3 della portaerei USS Dwight D. Eisenhower include i seguenti squadroni: i “Gunslingers” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 105, i “Fighting Swordsmen” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 32, i “Rampagers” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 83, i “Wildcats” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 131, gli “Screwtops” del Carrier Airborne Early Warning Squadron (VAW) 123, gli “Zappers” dell’Electronic Attack Squadron (VAQ) 130, i “Dusty Dogs” dell’Helicopter Sea Combat Squadron (HSC) 7, gli “Swamp Foxes” dell’Helicopter Maritime Strike Squadron (HSM) 74 e i “Rawhides” del Fleet Logistics Support Squadron (VRC) 40.

Mentre il CVW-8 della portaerei USS Gerald R. Ford include i “Black Lions” dello Strike Fighter Squadron (VFA) 213, i “Tomcatters” del VFA-31, i “Ragin’ Bulls” del VFA-37 e i “Golden Warriors” del VFA-87; i “Gray Wolves” dell’Electronic Attack Squadron (VAQ) 142; i “Bear Aces” dell’Airborne Command and Control Squadron (VAW) 124; gli “Spartans” dell’Helicopter Maritime Strike Squadron (HSM) 70 e i “Tridents” dell’Helicopter Sea Combat Squadron (HSC) 9. La USS Gerald R. Ford (CVN 78) è la capostipite della nuova classe “Ford” che sta gradualmente sostituendo le portaerei della classe “Nimitz” e attualmente è la più grande in servizio con la US Navy.