Il 15 dicembre scorso, è stato consegnato all’Aeronautica Militare il nono Joint Strike Fighter Lockheed Martin F-35A Lightning II. L’aeromobile, con codice operativo 32-09 e progressivo di produzione AL-9 (dove A indica la versione convenzionale e L la nazione Italia), è stato preso in carico presso la FACO  (Final Assembly & Check-Out) di Cameri dai piloti del 32° Stormo.

Un altro F-35A (il 32-07), è giunto a Cameri in mattinata con il compito di accompagnare il 32-09 nel suo volo di trasferimento verso l’unica base italiana al momento abilitata per ricevere e gestire gli F-35. I 2 JSF hanno poi lasciato Cameri intorno le 12:30 diretti presumibilmente verso Amendola.

L’Aeronautica Militare italiana ha già commissionato 9 F-35, di cui 4 si trovano negli Stati Uniti presso Luke AFB, sede della scuola internazionale di addestramento dei velivoli stealth di 5a generazione mentre 5 sono in carico al 32° Stormo di Amendola, primo reparto italiano a ricevere e gestire i nuovi aerei. L’Italia ha in programma di ricevere 60 F-35A entro il 2027 mentre nel 2018 dovrebbero venire consegnati due F-35A secondo il programma di consegne a basso ritmo di produzione LRIP 10.

Il primo modello STOVL (BL-1) che ha effettuato il suo volo inaugurale lo scorso 24 ottobre dovrebbe invece essere consegnato entro la fine dell’anno e ad oggi il Ministro della Difesa non ha ancora ufficializzato se sarà l’Aeronautica italiana o la Marina Militare italiana a ricevere il primo F-35B Lightning II assemblato fuori dagli Stati Uniti.

Il programma Joint Strike Fighter di Lockheed Martin consiste in una famiglia di caccia multiruolo ognitempo, stealth, monoposto e, monomotore ed è progettato per eseguire missioni di attacco al suolo, difesa aerea e sorveglianza elettronica grazie alle sue caratteristiche di bassa osservabilità e sensoristica integrata allo stato dell’arte.

Sono tre i modelli attualmente in produzione: la variante F-35A a decollo ed atterraggio convenzionali (CTOL), il modello F-35B a decollo corto ed atterraggio verticale (STOVL) e la versione C destinata all’US Navy per decollo ed appontaggio su portaerei (CATOBAR) che è anche quella che differisce lievemente dai precedenti due modelli.

Gli F-35C imbarcati sono dotati di ali più grandi per garantire maggior carburante in dotazione e migliore controllabilità dell’aereo nelle delicatissime fasi di decollo da catapulta ed atterraggio sui ponti delle portaerei.

Come la versione B, anche l’F-35C è privo di cannone interno (disponibile invece in un pod ventrale naturalmente a bassa osservabilità) ed è dotato di sistema di rifornimento in volo “probe and dogue” laddove la versione CTOL è progettata con il ricettacolo dorsale per il rifornimento tramite sonda ad asta rigida (boomer).

Dopo una lunga serie di tests, il 31 luglio 2015 gli F-35B dei Marines hanno ricevuto la IOC (Initial Operational Capability) rischierando subito dopo  il primo squadrone da comattimento nel sud-est asiatico. Il 2 agosto 2016, dopo poco più di un anno, anche l’USAF ha dichiarato la IOC per il suo primo reparto montato su F-35A.

Nel teatro europeo e medio orientale, gli F-35 operano in Italia, Norvegia ed Israele che ha dichiarato a sua volta la IOC per i propri F-35I Adir, mentre il Regno Unito accoglierà i primi jet a metà del 2018 e saranno destinati alla portaerei HMS Queen Elizabeth ed alla RAF Marham dove sono in corso i lavori di adeguamento delle strutture.

Gli F-35B britannici parteciperanno  alla Royal International Air Tattoo 2018 nel quadro delle celebrazioni per i “100 anni della RAF”

Proseguono nel frattempo in Germania i colloqui (e le polemiche) volti a scegliere il sostituto degli anziani Panavia Tornado IDS ed ECR. Ne risultano in inventario ancora 93 anche se meno della metà risulterebbero operativi. L’F-35 è in cima alla “lista dei desideri” della Luftwaffe, ma i candidati sul tavolo sono anche Eurofighter Typhoon T3, Boeing con una versione avanzata di F-15 Strike Eagle e F / A-18 Super Hornet.

Testo: Gianluca Conversi
Photo credits: Sergio Marzorati 

A proposito dell'autore

Nato a Parma, vive a Brescia. Grande appassionato di fotografia aeronautica e sportiva, annovera un passato da radiocronista sportivo per alcune radio private emiliane. Collabora come fotografo sportivo con l’associazione Oldmanagency. Si occupa di processi aziendali i e formazione presso una multinazionale leader nei settori del trasporto internazionale e logistica integrata.
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