Dassault Falcon 2000 LXS
© Direction Générale de l’Armement (DGA)

Consegnati alla Marine nationale i primi due Dassault Falcon 2000 LXS destinati alla sorveglianza e all’intervento marittimo

La Marine Nationale francese ha iniziato a ricevere la nuova generazione di velivoli per la sorveglianza marittima. La Direction Générale de l’Armement (DGA) ha consegnato i primi due Dassault Falcon 2000 LXS, aprendo ufficialmente una nuova fase nel programma AVSIMAR destinato a rinnovare le capacità dell’Aéronautique navale nel controllo degli spazi marittimi.

I due esemplari sono stati consegnati alla Flottille 24F presso la base aeronavale di Lann-Bihoué, in Bretagna. Si tratta dei primi velivoli di una flotta destinata a comprendere complessivamente 12 Albatros. Il programma costituisce uno dei più significativi interventi di ammodernamento della componente francese dedicata alle missioni di sorveglianza e intervento marittimo e porterà progressivamente al ritiro degli attuali Falcon 50M e Falcon 200 Guardian.

Dassault Falcon 2000 LXS: dal business jet al pattugliatore marittimo

Alla base dell’Albatros c’è una piattaforma ben nota nel settore dell’aviazione d’affari: il Dassault Falcon 2000 LXS. La scelta di questa cellula risponde alla volontà di combinare l’elevata efficienza aerodinamica della famiglia Falcon con una configurazione ottimizzata per missioni di lunga durata.

La trasformazione da business jet a velivolo militare ha richiesto l’integrazione di una completa architettura di missione. Il risultato è una piattaforma compatta rispetto ai grandi pattugliatori marittimi, ma caratterizzata da un’autonomia e da una velocità che le permettono di raggiungere rapidamente l’area d’interesse e di operare su distanze considerevoli.

Il concetto operativo è quindi diverso da quello di un tradizionale pattugliatore marittimo pesante. L’Albatros è destinato soprattutto alle missioni nelle quali sono fondamentali rapidità di intervento, autonomia, capacità di sorveglianza e disponibilità di sensori avanzati.

Il radar SearchMaster del Dassault Falcon 2000 LXS

Uno degli elementi più importanti della configurazione è il radar multifunzione Thales SearchMaster, basato sulla tecnologia AESA e operante in banda X. Il radar costituisce uno dei principali strumenti attraverso i quali l’equipaggio può effettuare la sorveglianza della superficie marittima, individuando e seguendo contatti di interesse.

L’impiego di un’antenna a scansione elettronica consente di gestire rapidamente differenti settori di ricerca e di mantenere una maggiore flessibilità nell’impiego operativo. Il SearchMaster è integrato nell’architettura complessiva del velivolo e lavora insieme agli altri sensori, permettendo all’equipaggio di costruire un quadro della situazione marittima il più possibile completo.

Per un velivolo destinato a operare in missioni di sorveglianza, la capacità di rilevare, classificare e seguire contatti è infatti altrettanto importante della semplice autonomia.

L’occhio elettro-ottico

A completare la dotazione sensoristica è il sistema elettro-ottico Safran EuroFLIR 410. Installato per fornire capacità di osservazione e identificazione a distanza, il sistema permette di acquisire immagini utili alla classificazione dei contatti e alla conduzione delle missioni anche in condizioni di luce ridotta.

L’integrazione tra radar e sensore elettro-ottico rappresenta uno degli aspetti fondamentali dell’architettura Albatros: il radar permette di individuare e seguire i contatti, mentre il sistema elettro-ottico fornisce all’equipaggio ulteriori elementi per identificarli e valutarne il comportamento.

Il sistema di missione

Il cuore dell’aereo non è tuttavia rappresentato da un singolo sensore, ma dall’integrazione fra i diversi sistemi. Il sistema di missione sviluppato da Naval Group raccoglie e presenta all’equipaggio le informazioni provenienti dai vari apparati di bordo, trasformando i dati dei sensori in un quadro operativo utilizzabile durante la missione.

Questa capacità di fusione delle informazioni assume particolare importanza nelle operazioni di sorveglianza marittima, nelle quali l’aereo può essere chiamato a controllare contemporaneamente numerosi contatti e a correlare informazioni provenienti da fonti differenti. L’Albatros dispone inoltre di sistemi di comunicazione satellitare e di apparati destinati all’impiego di radioboe e alle missioni di ricerca e soccorso.

Un aereo pensato per coprire grandi distanze

Uno dei punti di forza della piattaforma è l’autonomia. Il Falcon 2000 LXS offre un’autonomia nell’ordine dei 7.400 km, caratteristica particolarmente interessante per la Francia, la cui responsabilità marittima si estende ben oltre le acque metropolitane. Secondo la DGA, rispetto agli attuali velivoli francesi destinati alla sorveglianza marittima, l’Albatros offre un incremento del raggio d’azione compreso tra circa il 10 e il 30 per cento.

La maggiore autonomia non rappresenta soltanto la possibilità di raggiungere aree più lontane. Significa anche poter aumentare la permanenza sulla zona d’interesse oppure ridurre i tempi necessari per raggiungere un’area nella quale si è verificato un evento. È una caratteristica particolarmente preziosa nelle missioni di search and rescue, dove la rapidità può essere determinante.

Dalla sorveglianza al soccorso

Nonostante la sua configurazione militare, l’Albatros non è stato concepito esclusivamente per missioni di carattere strettamente operativo. La Marine Nationale potrà utilizzare il velivolo per una vasta gamma di attività: sorveglianza delle acque territoriali e della zona economica esclusiva, controllo delle attività marittime, ricerca e soccorso, contrasto alle attività illecite e supporto alle autorità civili.

Il velivolo potrà inoltre essere impiegato in occasione di calamità naturali, fornendo una piattaforma capace di raggiungere rapidamente l’area interessata e di trasmettere informazioni utili ai centri di comando e coordinamento. Questa versatilità costituisce uno degli elementi distintivi del programma AVSIMAR.

La sostituzione dei Falcon 50M e Guardian

L’ingresso dell’Albatros assume particolare rilevanza anche in considerazione dell’età delle piattaforme che è destinato a sostituire. La Marine Nationale dispone attualmente di Falcon 50M e Falcon 200 Guardian per una parte delle proprie missioni di sorveglianza marittima. Gli Albatros permetteranno progressivamente di sostituire queste macchine con una piattaforma più moderna e dotata di una suite sensoristica progettata per le esigenze contemporanee.

Il programma prevede complessivamente 12 velivoli: sette ordinati nel 2020 e altri cinque nel 2025. Il primo Albatros aveva effettuato il proprio volo il 24 gennaio 2025, dando avvio alla fase di prove e qualificazione che ha preceduto l’ingresso dei primi esemplari nella flotta.

Verso la prima capacità operativa

Con la consegna dei primi due velivoli, il programma entra ora nella fase più importante. L’integrazione della nuova piattaforma nelle attività quotidiane della Flottille 24F e la formazione degli equipaggi.

Un terzo esemplare è previsto entro la fine del 2026. Le successive consegne proseguiranno a un ritmo indicativo di circa due velivoli all’anno. La Marine Nationale punta a raggiungere la prima capacità operativa entro la fine del 2026.

L’introduzione dell’Albatros non rappresenta quindi soltanto la sostituzione di una generazione di velivoli con un’altra. È soprattutto l’introduzione di un nuovo concetto di sorveglianza marittima, nel quale una piattaforma relativamente compatta può combinare velocità, autonomia, sensoristica avanzata e capacità di elaborazione delle informazioni.

Dassault Falcon 2000 LXS: una nuova sentinella per la Marine Nationale

Con il Falcon 2000 LXS Albatros, la Francia punta a disporre di uno strumento flessibile per controllare un dominio marittimo estremamente vasto. La combinazione fra piattaforma Falcon, radar AESA SearchMaster, sistema elettro-ottico EuroFLIR 410 e sistema di missione Naval Group costituisce il nucleo della nuova capacità.

Il programma AVSIMAR dimostra inoltre come una piattaforma derivata dall’aviazione civile possa essere trasformata in un efficace strumento militare. Tutto questo attraverso l’integrazione di sensori e sistemi di missione specializzati. Per la Marine Nationale comincia così la transizione verso una nuova generazione di sorveglianza aerea del mare. Più moderna, con maggiore autonomia e soprattutto concepita per trasformare rapidamente i dati raccolti dai sensori in informazioni operative.