US Air National Guard Vermont F-35A - componenti F-35 dirottati a Hong Kong
© 158th Fighter Wing / Tech. Sgt. Ryan Campbell

Componenti F-35 dirottati a Hong Kong: cosa sappiamo dell’incidente nella catena logistica?

Un carico di componenti non operativi di un F-35 australiano, destinato agli Stati Uniti per ispezione, riparazione o smaltimento, ha raggiunto Hong Kong e le autorità cinesi ne hanno preso possesso. La spedizione dei componenti F-35 dirottati a Hong Kong, effettuata da UPS per conto di Lockheed Martin a fine maggio 2026, comprendeva un canopy della cabina di pilotaggio e una porta del vano armi, entrambi rivestiti di materiale radar-assorbente. L’episodio ha rafforzato le indagini di Pentagono, Congresso americano e autorità australiane sulla catena logistica del caccia stealth. Il primo media internazionale a riportare la notizia è stato POLITICO.

Fonti informate citate da Bloomberg riferiscono che il carico, proveniente da un F-35A della Royal Australian Air Force, ha fatto scalo in Corea del Sud e da lì è stato dirottato a Hong Kong. Le autorità cinesi hanno acquisito i pezzi e non li hanno restituiti. Lockheed Martin, UPS e il Pentagono non hanno fornito un resoconto pubblico dettagliato sul percorso o sulle ragioni del dirottamento. Il Joint Program Office dell’F-35 conferma di lavorare con le autorità americane e i partner industriali per recuperare i componenti, indagare e introdurre misure di salvaguardia.

Si tratta di parti sensibili?

Il canopy dell’F-35 non è una semplice copertura trasparente. Si tratta di una struttura in acrilico stirato rivestita di un sottile strato di materiale radar-assorbente trasparente, progettato per ridurre le riflessioni radar e preservare la firma a bassa osservabilità del velivolo. La Defense Logistics Agency americana ha indicato in passato che il degrado di questo strato può creare vulnerabilità nella firma radar e influire sulla piena capacità operativa. Rapporti del Government Accountability Office avevano documentato alcuni problemi del rivestimento su alcuni canopy, con interventi correttivi introdotti dal 2019.

La porta del vano armi svolge un ruolo analogo nella gestione della firma radar. Nasconde le armi all’interno della fusoliera e contribuisce all’integrazione delle superfici stealth. Entrambi i pezzi, secondo le fonti, portavano il rivestimento radar-assorbente. La loro condizione attuale resta sconosciuta. Non è chiaro quanto del rivestimento sia integro, se le autorità cinesi li abbiano esaminati o quali informazioni possano ricavarne.

Il Ministro della Difesa australiano Richard Marles continua a sostenere che, secondo la sua comprensione, non si tratta di parti sensibili. Lockheed Martin ha descritto i componenti come non operativi e a basso rischio di sfruttamento, ribadendo di aver rispettato tutte le norme sui controlli all’esportazione. Analisti e osservatori del settore sottolineano, tuttavia, che l’accesso fisico a componenti reali offre opportunità di esami tecnici su materiali, trattamenti, geometrie e tolleranze, che fotografie o dati già acquisiti non necessariamente consentono.

Perché i componenti F-35 dirottati a Hong Kong restano rilevanti

Come sappiamo, la bassa osservabilità dell’F-35 deriva dall’integrazione di forma, materiali, sensori, sistemi e software. Un singolo canopy o una porta del vano armi potrebbero non permettere di reverse-ingegnerizzare l’intero aereo. Possono però fornire indicazioni utili su aspetti specifici della tecnologia legata alla bassa osservabilità. La Cina ha perseguito da anni diverse vie per ottenere informazioni sull’F-35. POperazioni cibernetiche, trasferimenti non autorizzati di dati tecnici, esposizione della supply chain e, secondo accuse americane, reclutamento di expertise occidentale.

L’Australia non dispone di impianti per riparare i canopy della propria flotta di F-35A. I componenti non operativi transitano quindi nella rete logistica multinazionale del programma, gestita da Lockheed Martin e affidata in parte a operatori commerciali. L’uso di canali commerciali per pezzi che incorporano trattamenti stealth ha suscitato perplessità tra osservatori del settore, dato il livello di sensibilità che circonda certi aspetti del progetto.

Almeno due commissioni del Congresso americano indagano su come i pezzi siano finiti in possesso cinese. Le autorità australiane esaminano il lato locale della catena logistica. Il Pentagono prosegue gli sforzi di recupero. Finora non è emersa conferma pubblica di un’operazione deliberata di intelligence. Tuttavia la perdita di controllo su hardware fisico che incorpora elementi della progettazione stealth rappresenta un fatto concreto.

L’episodio evidenzia le criticità di una rete logistica globale che movimenta parti tra depositi di diversi paesi partner. Mentre le indagini stanno cercando di chiarire le dinamiche del dirottamento dalla Corea del Sud a Hong Kong e le eventuali lezioni da trarre, i componenti restano, secondo le fonti più recenti, in possesso delle autorità cinesi.