In un recente sondaggio condotto in 11 mercati mondiali,

  • L’84% dei viaggiatori ha affermato che le misure di quarantena erano una delle loro principali preoccupazioni per i viaggi in aereo
  • Il 69% ha sostanzialmente affermato che non sarebbero tornati a viaggiare in tali condizioni

Tra le preoccupazioni che la IATA – International Air Transport Association fa emergere per la ripresa dei voli, c’è la sicurezza dei voli e le misure quarantene che molti governi hanno introdotto per i viaggiatori in arrivo. A questa si aggiungono il problema dei voucher e dell’eventuale aumento dei prezzi causato dal far volare gli aerei non a piena occupazione.

Ai sensi della legge europea UE 261, le compagnie aeree europee dovranno restituire circa 9,2 miliardi di euro per voli cancellati entro la fine di maggio. La IATA ha chiesto la flessibilità di emettere buoni rimborsabili che consentirebbe alle compagnie aeree di conservare un po ‘di denaro prezioso per sopravvivere alla crisi e garantire ai consumatori di ottenere i loro fondi. Circa 16 stati dell’UE che rappresentano il 70% della popolazione dell’Unione Europea hanno sostenuto la richiesta. Se le compagnie aeree finiscono i soldi, le persone perderanno il lavoro, le compagnie aeree potrebbero fallire e si verificherebbero ricadute negative sulla catena del valore dei viaggi e del turismo.

Mentre i passeggeri hanno un chiaro diritto al rimborso dei loro biglietti, riteniamo che i buoni rimborsabili, o un rimborso ritardato, rappresentino un compromesso equo e ragionevole, data la situazione di liquidità senza precedenti che le compagnie aeree stanno attualmente affrontando“, ha affermato Thomas Reynaert, Amministratore delegato di A4E – Airlines for Europe.

Secondo l’analista John Strickland, il temuto aumento del prezzo dei biglietti aerei non ci sarà. “Anche se le compagnie aeree dovranno vendere pochi posti, a causa delle restrizioni sanitarie, useranno la leva di sconti e prezzi bassi per stimolare una domanda al momento debole e una clientela impaurita, e si volerà meno”. Ma sul lungo periodo le compagnie aeree dovranno salvaguardare la propria redditività e tornare a proporre tariffe normali.

Causa dell’eventuale aumento dei prezzi è sicuramente anche la nuova problematica del distanziamento “fisico”, sul quale molte compagnie aeree avevano mostrato molti dubbi. Il discorso del posto vuoto centrale era stato definito senza senso dal ceo di Ryanair O’Leary: “Anche se voleremo con l’occupazione consigliata il sedile di mezzo non fornirà alcun distanziamento sociale. È solo un’idea idiota, che non può raggiungere alcun risultato.” Così la Commissione Europea ha annunciato che le compagnie aeree non avranno l’obbligo di lasciare il sedile centrale vuoto. Le linee guida però richiedono l’uso delle mascherine a bordo e negli aeroporti nel quadro del ripristino graduale dei viaggi aerei.

Al 1 maggio 2020 oltre il 60% della flotta aerea commerciale globale era in deposito e i livelli di utilizzo per l’Europa erano in calo del 95% rispetto all’anno precedente. Inoltre a questa data i dati di monitoraggio di Cirium hanno registrato voli per un totale di 4.138 aeromobili a corridoio singolo rispetto ai 13.934 del 3 gennaio.

Nessuno avrebbe potuto prevedere la realtà di oggi, anche se la flotta aerea in servizio si è stabilizzata a circa 10.300 velivoli negli ultimi giorni. Lo stato di utilizzo degli aerei commerciali nel mondo è passato attraverso due fasi, quella di messa a terra conclusa il 21 aprile 2020 con oltre il 65%, circa 16.500, degli aerei passeggeri classificati come in-storage e quella di ibernazione durante la quale un aeromobile è classificato in deposito se non ha eseguito un ciclo per almeno 14 giorni consecutivi. Al 7 maggio i dati hanno mostrato che ancora il 61% della flotta mondiale degli aerei passeggeri è rimasta in-storage.

A questo punto i tempi della fase di ibernazione non sono noti perchè i mercati nelle diverse aree geografiche entreranno nelle fasi di ricostruzione e consolidamento in momenti diversi a seconda della diffusione del Covid-19.

A livello globale, il 13 maggio scorso ha visto circa il 5% di guadagno sia sugli aerei tornati in volo che sui voli stessi rispetto al 6 maggio, mentre le ore di volo sono migliorate del 6,7%. La media a sette giorni sugli aerei tracciati, nel frattempo, è aumentata del 3,1% rispetto allo stesso giorno della settimana precedente, mentre i voli e le ore sono aumentati rispettivamente del 4,5% e del 6,4%.

Su base mondiale, un confronto tra il 13 maggio 2020 e il 15 maggio 2019 ha mostrato sul tracciamento degli aerei un calo del 71%, sul numero di voli un calo del 81% e sulle ore di volo un calo del 82%. Anche se il 15 maggio è stato visto un calo dei velivoli passeggeri in-storage, la percentuale complessiva degli aeromobili inattivi rimane a circa il 60% della flotta totale.

Compagnie aeree e Low Cost in Italia

Le compagnie aeree low cost uniscono le forze per tornare nei cieli italiani. Blue Air, easyJet, Norwegian, Ryanair, Volotea e Vueling hanno dato vita a una associazione italiana delle compagnie a basso costo: “Voliamo per l’Italia”.

Questi vettori, che rappresentano oltre il 50% del traffico italiano a corto raggio, hanno annunciato di aver dato vita a questa associazione per rappresentare gli interessi delle compagnie aeree low cost nell’ambito delle relazioni con le autorità governative italiane e gli altri interlocutori istituzionali. L’associazione ha sottolineato come l’avvento delle low cost abbia contribuito negli anni e in maniera decisiva all’aumento del traffico aereo, con enormi benefici per il turismo e il lavoro.

L’economia italiana è stata gravemente colpita dalla crisi dovuta al Covid-19 e quindi l’associazione è impegnata a offrire posti di lavoro e crescita economica e a ripristinare collegamenti e flussi turistici in tutta Italia nell’immediato futuro, al fine di sostenere una rapida ripartenza dell’economia italiana.” L’’associazione si concentrerà sulle sfide e sulle opportunità esistenti per ripristinare la competitività del trasporto aereo italiano.

Nel frattempo, e con le notizie delle aperture sia nazionali che verso l’estero del 3 giugno e del 15 giugno prossimi, molte compagnie aeree stanno ri-schedulando i voli sia in Europa che da e verso il territorio nazionale.

Ryanair, la più grande compagnia low cost d’Europa il 12 maggio ha annunciato l’intenzione di tornare al 40% dei normali orari dei voli a partire dal 1 Luglio 2020, voli sempre soggetti ad eventuali restrizioni dei governi sui voli intra-UE. Ryanair opererà un programma di volo giornaliero di quasi 1.000 voli, ripristinando il 90% della sua rete di rotte pre-Coronavirus.

Dopo le restrizioni sui voli Covid-19 a metà marzo, Ryanair aveva operato un programma giornaliero di 30 voli tra Irlanda, Regno Unito ed Europa. Da luglio, Ryanair riprenderà a volare dalla maggior parte delle sue 80 basi in tutta Europa. Ci saranno meno frequenze giornaliere/settimanali sulle rotte, poiché Ryanair sta lavorando per ripristinare alcuni servizi sul numero più ampio di rotte, piuttosto che operare servizi ad alta frequenza su un numero limitato. Per il 2020, Ryanair prevede di trasportare meno di 100 milioni di passeggeri, oltre il 35% in meno rispetto all’obiettivo di più di 155 milioni per l’anno che si chiuderà a marzo 2021.

Purtroppo contemporaneamente alla fase di ripresa dei voli la compagnia aerea low cost irlandese, il 15 maggio scorso, ha confermato di aver ridotto il suo organico negli uffici a Dublino, Stansted, Madrid e Breslavia di oltre 250 unità attraverso una combinazione di fine contratto, dimissioni e licenziamenti. Queste persone non torneranno al lavoro dal 1 giugno, quando riapriranno gli uffici Ryanair, a causa del sostanziale calo del traffico che la Ryanair Group Airlines sta affrontando e affronterà nel 2020.

Albastar riparte dalla Sicilia e ha annunciato due nuove rotte dal prossimo 10 luglio che verranno operate dall’aeroporto di Trapani Birgi. Lo scalo siciliano si prepara così ad avviare il rilancio con l’avvio dei collegamenti su Milano Malpensa e su Cuneo Levaldigi. I voli saranno operati utilizzando i velivoli B737-800 configurati a 189 posti in classe unica.

Emirates a partire dal prossimo 21 maggio riattiverà nove rotte su Europa, Nord America e Australia e tra queste ci dovrebbe essere anche la rotta su Milano Malpensa. Il volo giornaliera sull’Italia verrà effettuato utilizzando i velivoli B777-300er.

Lufthansa ed Eurowings, a partire dall’inizio di giugno, offriranno nuovamente le rotte da Napoli, Catania e Olbia – potenziando al contempo i collegamenti per Milano Malpensa – per Francoforte, Dusseldorf e Stoccarda. Queste destinazioni si aggiungono al programma già in essere: da Milano Malpensa (operato due volte al giorno da Air Dolomiti) e da Roma Fiumicino a Francoforte. L’offerta di voli dall’Italia passerà così dalle attuali 21 a 33 partenze settimanali. Questi nuovi collegamenti fanno parte del programma complessivo che a fine giugno prevede 150 destinazioni in più rispetto all’attuale programma limitato ai voli di rimpatrio, che terminerà quindi il 31 maggio.

Austrian Airlines ha deciso di prolungare la sospensione dei voli di linea per un’ulteriore settimana, dal 31 maggio al 7 giugno. La compagnia aerea sta valutando la possibilità di riprendere il servizio nel mese di giugno.

compagnia aerea Albastar

@ Albastar

Pianificare per ricostruire il mondo di domani, i grandi aerei hanno le ore contate?

Con la previsione della IATA di un calo del traffico aereo del 48% quest’anno, Rob Morris  Global Head of Consultancy di Cirium ha condiviso la sua opinione di espert0 sulle nuove prospettive per il settore, compresa quella che almeno sette anni di crescita dei passeggeri potrebbero essere spazzati via se le previsioni della IATA fossero dimostrate. È una previsione che fa riflettere e che solleva una moltitudine di domande per l’intero settore dell’aviazione civile a livello globale, così come l’effetto a catena del Covid-19 avrà sui viaggi e sul turismo.

Questo spostamento sismico dalla crescita della previsione originale IATA del 4,7% presenta sfide senza precedenti. Richiederemo una crescita composta del 100% per tornare ai livelli del traffico passeggeri del 2019. Una crescita del 10-30% ci vedrà solo tornare ai livelli di traffico del 2014.

È facile prevedere uno scenario in cui la domanda di trasporto aereo relativamente lenta in questo momento ma che potrebbe tornare a crescere a breve e medio termine. Un ritorno alla domanda di traffico della quale abbiamo goduto nel 2019 richiederebbe una crescita del 100% rispetto alla domanda di traffico del 2020, da quanto emerge dallo scenario della IATA, scenario che anche nei prossimi due anni 2021/2022 sembra molto ottimista.

Il 2020 si è aperto con circa 23.710 aerei passeggeri commerciali in servizio e se il 2020 si chiudesse secondo le previsioni della IATA, fino a 7000 di questi velivoli saranno potenzialmente e immediatamente eccedenti. Anche se si vedrà una crescita significativa nel 2021 e nel 2022, ci sarà un numero considerevole di aeromobili che supereranno la possibile domanda dei clienti e di traffico aereo.

L’attuale scenario della domanda si tradurrà, quindi, molto probabilmente in pensionamenti prematuri, in particolare per aeromobili widebody, oggi fermi e in-storage, costruiti tra il 2001 e il 2005 come molti Airbus A340 e Boeing 777. In aggiunta a questi, ci sono più di 2.000 velivoli immagazzinati costruiti prima o poco prima del 2000. Anche questi velivoli potrebbero non tornare mai in servizio, oppure potrebbero avere un contratto di noleggio se trasformati in velivoli da trasporto cargo.

Pax to freighter cargo conversion

@ Lufthansa Technik / Patrick Kuschfeld

Per il lungo raggio, si imporrà il modello che già stava prendendo piede di aerei modulabili, ma non big size, come il Boeing 787 e l’Airbus A350. L’Aibrus A380 e il Boeing 747 hanno le ore contate. Virgin Atlantic ha comunicato il 5 maggio scorso che, per quanto riguarda la sua flotta, la compagnia aerea sta ritirando i suoi sette Boeing 747-400 consegnati tra giugno 1997 e marzo 2012. Delta Air Lines ha confermato, il 14 maggio, che ritirerà i suoi 18 Boeing 777 entro la fine del 2020. Il 777, nelle serie /200ER e /200LR, era entrato in servizio nella flotta del vettore nel 1999. A far compagnia ai B-777 anche gli MD-88 e gli MD-90. Ad oggi, la compagnia aerea Delta ha parcheggiato più di 650 aeromobili mainline e regionali per adeguare la capacità e soddisfare la domanda ridotta dei clienti.

Lufthansa Technik invece ha avuto il primo ordine per la trasformazione del primo Airbus A380 da passeggeri a cargo. Dal comunicato stampa rilasciato non è ancora chiaro se la trasformazione sarà o meno temporanea, ma è emerso che sono in corso già più 15 progetti del genere scaturiti dalle richieste di più di 40 vettori aerei.

A breve termine è difficile capire come sarà il panorama dell’aviazione civile nel 2021. Una cosa è certa, le parti interessate dovranno monitorare attentamente sia la domanda che l’offerta anche dal lato industriale.

Photo credits: Lufthansa Technik / Patrick Kuschfeld; Lufthansa / Alex Tino Friedel – ATF Pictures; Albastar; Cirium

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