Il Carrier Strike Group della Royal Navy si è riunito per la prima volta, segnando l’inizio di una nuova era per le operazioni aero navali britanniche. La portaerei HMS Queen Elizabeth, con il suo gruppo imbarcato di F-35B, è al centro del gruppo da combattimento.

Nove unità navali, 15 aerei da combattimento, 11 elicotteri e 3.000 membri del personale provenienti dal Regno Unito, Stati Uniti e Paesi Bassi stanno effettuando una serie di esercitazioni nel Mare del Nord. Questo gruppo d’attacco internazionale è la forza marittima guidata dall’Europa più grande e potente degli ultimi 20 anni.

Il Commodoro Steve Moorhouse, Comandante del Carrier Strike Group del Regno Unito, ha dichiarato: “Il nuovo Carrier Strike Group del Regno Unito è l’incarnazione della potenza marittima britannica e si trova al centro di una Royal Navy modernizzata e rafforzata. Protetta da un anello di cacciatorpedinieri, fregate, elicotteri e sottomarini avanzati e dotata di caccia di quinta generazione, l’HMS Queen Elizabeth è in grado di colpire dal mare in un momento e in un luogo di nostra scelta; e con i nostri alleati della NATO al nostro fianco, saremo pronti a combattere e vincere nelle circostanze più impegnative. Il Carrier Strike offre alla Gran Bretagna scelta e flessibilità sulla scena globale; rassicura i nostri amici e alleati e rappresenta un potente deterrente per gli aspiranti avversari

Il Carrier Strike Group comprende i cacciatorpedinieri più sofisticati della NATO: HMS Diamond e HMS Defender della Royal Navy Type 45 e la USS The Sullivans di classe Arleigh Burke della US Navy, oltre alle fregate HMS Northumberland e HMS Kent inglesi e la HNLMS Evertsen della marina olandese.

Non solo proteggeranno le portaerei Queen Elizabeth da navi, sottomarini, aerei e missili nemici, ma saranno anche in grado di condurre una serie di missioni di supporto, dalla sicurezza marittima ai soccorsi in caso di calamità. Nel frattempo, due navi ausiliarie della Royal Fleet, RFA Tideforce e RFA Fort Victoria, forniranno carburante, cibo, ricambi e munizioni, per consentire operazioni sostenute dal mare senza il supporto della nazione ospitante.

Il comandante Vince Owen, comandante dell’HMS Defender, ha dichiarato: “Fornire difesa aerea e missilistica a un Carrier Strike Group è esattamente il compito per cui la HMS Defender e le unità navali Type 45 sono state progettate. Avendo precedentemente supportato la portaerei francese FGS Charles de Gaulle nella lotta contro l’ISIL nel 2015 e più recentemente fatto parte del task group della USS Abraham Lincoln mentre transitava attraverso lo Stretto di Hormuz l’anno scorso, è entusiasmante integrare la HMS Defender. per la prima volta nel Carrier Strike Group guidato dal Regno Unito. Avendo appena completato con successo un periodo di Basic Operational Sea Training durante l’estate, gli uomini e le donne che compongono l’equipaggio della mia nave sono motivati ​​e pronti a prendere parte alla fase successiva della nostra formazione in preparazione per il dispiegamento con il Carrier Strike Group il prossimo anno.

L’HMS Queen Elizabeth e il suo Strike Group si stanno attualmente esercitando a fianco delle nazioni alleate nel Mare del Nord, come parte della più grande esercitazione annuale della NATO, Joint Warrior. Il comandante Rick Ongering, comandante dell’HNLMS Evertsen, ha aggiunto: “La Marina reale olandese e la Marina britannica sono stati partner marittimi molto stretti per decenni. I nostri marines lavorano insieme attraverso la Forza anfibia del Regno Unito e dei Paesi Bassi da quasi cinquant’anni e le nostre navi effettuano regolarmente l’addestramento operativo della flotta marittima nel Regno Unito. Tuttavia, l’opportunità di accompagnare la HMS Queen Elizabeth è una nuova esperienza e la HNLMS Evertsen è entusiasta di lavorare con il Carrier Strike Group del Regno Unito durante l’Esercitazione Joint Warrior questo ottobre.

UK Carrier Strike Group assembles for the first time

L’obiettivo di queste manovre, secondo il Ministero della Difesa britannico, è fornire un ambiente complesso in cui i partecipanti possano addestrarsi insieme, affinando tattiche e abilità in preparazione per il dispiegamento come Combined Joint Task Force. Lo scenario dell’esercitazione Joint Warrior è progettato per riflettere le tensioni politiche contemporanee, come la Guerra al Terrore e la minaccia rappresentata dall’ISIS, e per simulare le ostilità che potrebbero derivarne. L’obiettivo finale? Garantire la massima preparazione di fronte a qualsiasi minaccia.

La portaerei HMS Queen Elizabeth II ha imbarcato due squadroni di jet stealth F-35B Lightning II, il 617° Squadron della RAF (The Dambusters) e il VMFA-211 (The Wake Island Avengers) del Corpo dei Marines degli Stati Uniti. Con un totale di 15 jet e otto elicotteri Merlin, è la più grande concentrazione di caccia da combattimento in mare su una portaerei della Royal Navy dal 1983 con la portaerei HMS Hermes, ed è anche il più grande gruppo aereo di caccia di quinta generazione in mare in tutto il mondo.

Solitamente basato presso la Marine Corps Air Station (MCAS) di Yuma, in Arizona, il VMFA-211 è arrivato nel Regno Unito circa tre settimane fa atterrando a casa della Lightning Force, la base aerea RAF Marham dopo il volo transatlantico. Prima dell’imbarco sulla portaerei britannica i caccia stealth dei Marines hanno partecipato con il 617° Squadron all’esercitazione Point Blank, organizzata dalla RAF.

Il capitano James Blackmore, comandante della Carrier Air Wing del Regno Unito, aveva affermato che: “Impareremo moltissimo dall’utilizzo degli F-35B in mare con l’USMC, li hanno avuti più a lungo e possiamo condividere idee e pratiche. Ma questo è molto di più; questa è l’alleanza transatlantica in azione, a dimostrazione che due stretti alleati non solo possono volare reciprocamente dalle portaerei dell’altro, ma possono combattere l’uno accanto all’altro se necessario. Questo livello di integrazione offre una flessibilità decisiva in tempi di crisi e di conflitto“.

La portaerei HMS Queen Elizabeth e i suoi caccia F-35B Lightning II

La HMS Queen Elizabeth II, è la prima di una classe di 2 portaerei STOVL da 65.000 tonnellate, un bestione di 280 metri di lunghezza e 70 metri di larghezza; la seconda unità che ha recentemente preso il mare, è la HMS Prince of Wales. La sostenibilità di due navi di questa portata e di una flotta di aerei imbarcati di almeno due squadroni di circa 40 velivoli (oltre alla normale dotazione di elicotteri) rappresenta ancora un’incognita per gli analisti poichè la difesa britannica non avrebbe ancora messo a disposizione fondi per un numero sufficiente di jet Lightning II per sostenere anche le operazioni del Carrier Strike Group nei prossimi anni.

Dal 2015 l’intenzione era quella di acquistare 138 jet F-35 Lightning II per sostenere le operazioni delle due nuove portaerei almeno fino al 2060. Il Regno Unito è un partner di primo livello del programma Joint Strike Fighter e l’apporto, in termini monetari si può quantificare nel 15% di ciascun aereo prodotto dagli stabilimenti di Fort Worth, Cameri e Nagoya.

Il Dipartimento della Difesa ha inizialmente ordinato 48 jet nella variante B, ma non si è ancora impegnato ad acquistarne altri e non ha definito ancora se i restanti 90 aerei saranno tutti nella versione B o un mix di A e B. Il mix, se mantenuto l’ordine iniziale di 138 velivoli, porterebbe ad un risparmio di circa 1,3 miliardi di sterline e porterebbe alla difesa inglese anche maggiori benefici di tipo operativi dato che gli F-35A, rispetto ai B, hanno più autonomia e maggior carico bellico. Ricordiamo che ad oggi un F-35A costa 77,9 milioni di dollari, mentre un F-35B costa 101,3 milioni di dollari.

Gli F-35B furono prescelti, insieme alle due portaerei classe QEII senza propulsione nucleare e senza le catapulte ma dotate di sky jump, proprio per ricostruire la capacità di proiezione aeronavale del Regno Unito e per dare un forte impulso all’industria della difesa britannica  con BAE Systems e Rolls-Royce partners di prima linea del programma JSF.

E’ però logico anche ipotizzare ad una riduzione del numero di F-35 per liberare risorse finanziarie da destinare al programma del caccia stealth di sesta generazione Tempest che richiederà importanti investimenti per la ricerca, la progettazione e lo sviluppo di tutte le nuove tecnologie, intelligenza artificiale compresa, che lo caratterizzerà.

Photo credits: UK MOD © Crown copyright 2020

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