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Operazioni militari

I caccia Eurofighter italiani dell’Aeronautica Militare schierati in Romania superano le 1000 ore di volo a copertura del fianco est della NATO

Gli Eurofighter della Task Force Air “Black Storm”, dislocati sull’aeroporto Mihail Kogălniceanu di Costanza – Romania, in meno di sei mesi di operatività hanno raggiunto il simbolico, ma non per questo meno importante, traguardo delle 1000 ore di volo.

Attraverso questo risultato si conferma l’efficienza del velivolo F-2000A nell’assolvimento della missione di vigilanza e sorveglianza dello spazio aereo della NATO, conseguendo allo stesso tempo un elevato grado di interoperabilità con gli assetti aerei dell’Alleanza che in questi mesi sono stati impiegati parallelamente ai velivoli dell’Aeronautica Militare.

Gli Eurofighter, infatti, sono stati rischierati in Romania a novembre scorso per supportare le operazioni di enhanced Air Policing (eAP), svolte anche in coppia con velivoli tedeschi, mentre da aprile, hanno iniziato a svolgere missioni di enhanced Vigilance Activity (eVA) con l’obiettivo di rinforzare il dispositivo di Difesa Aerea della NATO nel fianco orientale, sotto il comando e controllo dell’Air Command di Ramstein (Germania), nel più ampio contesto delle attività di potenziamento della postura di deterrenza della NATO, aumentando la coesione e garantendo la difesa dell’integrità territoriale dei Paesi dell’Alleanza Atlantica.

In questi due periodi, caratterizzati da diversi profili operativi, gli equipaggi dell’Aeronautica Militare hanno principalmente partecipato a missioni di Quick Reaction Alert – Interceptor (QRA-I), cioè tese a garantire un rapido intervento a protezione dello spazio aereo in caso di penetrazione di velivoli non identificati e, successivamente, a operazioni di Combat Air Patrol (CAP), ovvero di pattugliamento aereo in specifiche aree assegnate dalla NATO.

Contestualmente all’attività operativa reale sono state condotte missioni addestrative con le componenti aeronautiche e terrestri presenti nel teatro operativo, con le quali, lavorando in maniera sinergica, si è contribuito all’elevazione sia della standardizzazione in termini di procedure adottate sia dell’integrazione degli assetti coinvolti permettendo la gestione di missioni complesse.

La Task Force Air “Black Storm” è una unità interforze a disposizione del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), composta prevalentemente da personale dell’Aeronautica Militare, che supporta a 360 gradi l’attività dei velivoli impiegati nelle operazioni di Air Policing sul territorio rumeno. I velivoli F-2000A da essa impiegati, unitamente agli equipaggi, gli specialisti e i manutentori, provengono dal 4°, 36°, 37° e 51° Stormo dell’Aeronautica Militare.

La TFA, inoltre, si avvale di ulteriori uomini e donne provenienti da diversi reparti dell’Aeronautica che costituiscono l’articolato insieme di professionalità necessarie per garantire il supporto logistico-operativo all’intera unità senza soluzione di continuità, 24 ore su 24, tutti i giorni.

E’ importante anche Ricordare che l’Aeronautica Militare, con la Task Force Air Iceland, è parallelamente impegnata anche a copertura del fianco nord della NATO con quattro velivoli da combattimento stealth di quinta generazione F-35A del 32° Stormo di Amendola attualmente rischierati in Islanda, presso la base aerea di Keflavik, nell’ambito dell’operazione Northern Lightning III. L’Operazione, che ha l’obiettivo di preservare l’integrità dello spazio aereo della NATO in tempo di pace, rafforzando l’attività di sorveglianza dei cieli dell’Islanda che non possiede proprie capacità di difesa aerea, presenta un elemento di novità rispetto al passato: si tratta del rischieramento italiano più lungo sul territorio islandese.

L’Aeronautica Militare è già stata impegnata in attività di Air Policing in Islanda nel 2013, 2017, 2018, 2019 e nel 2020. Proprio a Keflavik, nel 2019, è stato impiegato per la prima volta il velivolo F-35A in una missione di Air Policing concedendo all’Italia il privilegio di essere il primo paese dell’Alleanza ad impiegare in un’operazione NATO un aeroplano di 5ª generazione.

L’Air Policing (AP) è una missione di cui si è dotata la NATO a partire dalla metà degli anni cinquanta e consiste nell’integrazione dei rispettivi sistemi nazionali dei paesi membri in un unico sistema di difesa aerea e missilistico della NATO. L’attività di Air Policing è condotta sin dal tempo di pace e consiste nella continua sorveglianza dello spazio aereo NATO e nell’identificazione di tutte le eventuali violazioni alla stessa.

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Redazione di Aviation Report

Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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