caccia AMX Aeronautica Militare
@ Aviation Report / Gianluca Vannicelli

Il caccia AMX dell’Aeronautica Militare va in pensione dopo 35 anni di attività operativa

Lo scorso 5 aprile 2024, presso l’aeroporto militare di Istrana, sede del 51° Stormo Caccia, si è svolta la cerimonia con la quale l’Aeronautica Militare ha salutato il caccia AMX, che è andato “in pensione” dopo 35 anni di intensa attività operativa sia in territorio nazionale che all’estero.

Alla cerimonia, presieduta dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, hanno partecipato i vertici della Forza Armata e numerose autorità, tra cui il Ministro della Giustizia on. Carlo Nordio, il Presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon, il Prefetto di Treviso Angelo Sidoti e il Sindaco di Treviso Maria Grazia Gasperini.

All’evento ha preso parte anche una nutrita rappresentanza del personale che, a vario titolo, nel corso degli anni, ha avuto l’opportunità di operare sul caccia AMX, uno dei velivoli che ha caratterizzato la storia recente dell’Aeronautica Militare e il jet aero-tattico maggiormente impiegato dalla Forza Armata nelle missioni fuori dai confini nazionali.

Oggi salutiamo un velivolo che ha fatto la storia dell”Aeronautica Militare“, ha detto il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti. “Per noi un aeroplano non è un semplice pezzo di ferro, è parte della famiglia. Dietro questo aereo c’è un mondo sommerso di gioie e dolori, di emozioni, di persone che lo hanno gestito, manutenuto, lo hanno portato in volo – e il pensiero va a chi tra loro non è più con noi – consentendo di raggiungere risultati e mantenere standard operativi straordinari“.

Ha poi concluso il Generale Goretti: “Oggi con un po’ di malinconia giriamo una pagina mentre ne teniamo aperte altre. Il futuro è già qui, con le linee Eurofighter e F-35 che sono ormai la spina dorsale della componente aero-tattica della Forza Armata, con i velivoli di sesta generazione a cui stiamo già pensando concretamente e con nuove sfide e nuovi domini, come quello spaziale, che entrano sempre più a far parte del nostro quotidiano e del nostro ambiente operativo“.

Il caccia AMX è uno dei velivoli che ha accompagnato la trasformazione dell’Aeronautica Militare, un processo che dal 2020 ha visto tra l’altro la base di Istrana tornare a essere una delle basi della Difesa aerea nazionale e dove il personale ha potuto trasferire in modo graduale tutto il know how e l’esperienza maturata negli anni sulla linea Eurofighter.

L’evento ha avuto inizio con il decollo di una formazione di AMX che dopo una missione di addestramento si sono ricongiunti in volo con un Tornado, un Eurofighter e un F-35, a riunire idealmente tutte le generazioni di velivoli aero-tattici attualmente in linea nella Forza Armata. Per l’occasione del Phase-Out, l’Aeronautica Militare ha realizzato anche una livrea “special color” applicata ad uno degli AMX monoposto, che ha guidato la formazione dei cinque caccia AMX.

Sulla linea di volo è stata presentata una mostra statica degli ultimi AMX tutti in versione “special color” realizzati nel corso degli ultimi anni, accompagnati da un Eurofighter e da un velivolo storico, il Caproni CA.3.

A suggellare l’evento anche la presenza della Pattuglia Acrobatica Nazionale, presente sulla base trevigiana per una delle ultime sessioni di addestramento lontano dalla sede stanziale di Rivolto, in Friuli, prima dell’inizio della stagione acrobatica 2024. Come sappiamo, un anno importante, che vedrà le Frecce Tricolori protagoniste non solo in Italia, ma anche con un tour in Nord America, dopo torneranno ad esibirsi dopo più di 30 anni dall’ultima volta.

Tuttavia quattro velivoli, due monoposto e due biposto, il 12 aprile hanno concluso effettivamente la loro attività atterrando all’aeroporto di Piacenza, sede individuata per la futura realizzazione del Flying Museum dell’Aeronautica Militare, per consentire a tutti gli appassionati del mondo aeronautico e agli storici del settore di ammirare anche in futuro l’AMX e ricordarne il suo servizio per il Paese.

Pochi giorni prima dell’evento del Phase-Out abbiamo avuto l’opportunità di partecipare ad una delle ultime missioni di addestramento degli AMX potendo prendere delle immagini dei caccia insieme agli Eurofighter e agli F-35. Con il ritiro dell’AMX la linea da combattimento dell’Aeronautica sarà composta da tre linee: Tornado, Eurofighter ed F-35. Il primo rimarrà il servizio ancora per pochi anni dopodiché l’Aeronautica farà affidamento sugli Eurofighter e i caccia di quinta generazione F-35.

Breve storia del caccia AMX

Negli anni Settanta l’Aeronautica Militare avviò studi per un nuovo aeroplano da attacco e ricognizione. Questo avrebbe dovuto integrare e in parte sostituire altri velivoli in servizio, come il G.91R e il G.91 Y e gli F-104G. Dopo un’attenta valutazione di diverse opzioni, l’AMX fu sviluppato in collaborazione tra Aeritalia e Macchi, con l’adozione del propulsore Rolls Royce RB168 “Spey”.

Il velivolo così concepito garantiva un buon rapporto prestazioni/costi e una produzione relativamente rapida, grazie all’utilizzo di un motore collaudato. Le specifiche finali prevedevano una serie di capacità avanzate, tra cui la capacità STOL, un sistema ECM avanzato e una buona resistenza ai danni in combattimento. Parallelamente, il Brasile si unì al progetto, contribuendo ai costi di sviluppo e produzione. Questo consolidò ulteriormente il programma, che portò alla definizione finale del progetto e alla suddivisione dei lavori tra le aziende coinvolte.

Il primo prototipo dell’AMX, denominato A01 MMX594, fu completato il 12 febbraio 1984. Il suo volo inaugurale avvenne il 15 maggio dal campo di volo di Torino Caselle, con ai comandi il Comandante Manlio Quarantelli dell’Aeritalia. Purtroppo, durante il quinto volo il 1° giugno 1984, l’aereo precipitò a bassa quota a causa dello spegnimento del motore, causando la tragica morte del Comandante Quarantelli.

caccia AMX

Il secondo prototipo, denominato A02 MMX595 e prodotto da Aermacchi, decollò il 19 novembre 1984 dall’aeroporto di Venegono con ai comandi il Comandante Egidio Nappi dell’Aeritalia. Questo velivolo fu successivamente trasferito a Caselle per sostituire il primo prototipo nei collaudi. Il terzo prototipo, denominato A03 MMX596, fu il primo ad essere equipaggiato con l’avionica completa mentre il primo biposto, prodotto da Aeritalia e designato MM55024, effettuò il suo primo volo il 14 marzo 1990.

Nato, così, dalla collaborazione tra l’industria aeronautica italiana e quella brasiliana, il primo AMX fu assegnato all’Aeronautica Militare nel 1989, al 103° Gruppo Volo del 51° Stormo di Istrana, per poi entrare in linea successivamente anche al 2° Stormo di Rivolto, al 3° Stormo di Villafranca e al 32° Stormo di Amendola, per andare progressivamente a sostituire i G.91R e gli F-104.

In 35 anni di servizio, con oltre 240 mila ore di volo di cui 18.500 in operazioni reali, il caccia AMX ha solcato i cieli di 33 nazioni, operando in otto diversi teatri operativi e nell’ambito di numerose esercitazioni internazionali, dai climi gelidi della Norvegia e del Canada alla sabbia del Kuwait.

caccia AMX

Per le sue caratteristiche di caccia leggero ed estremamente versatile, anche grazie ai diversi aggiornamenti, tra i quali l’ACOL – , che nel corso degli anni ne hanno implementato le capacità operative in termini di dotazioni avioniche, sensori, armamento di precisione e autonomia, il caccia AMX è stato un assetto in grado di effettuare un’ampia gamma di missioni al servizio del Paese e dell’Alleanza Atlantica, da quelle di interdizione e attacco al suolo, a quelle di scorta e supporto ai contingenti a terra, a quelle di ricognizione nell’ambito di missioni ISR (Intelligence, Surveillance e Recognition).

A metà anni ’90 il velivolo, conosciuto anche con il nickname “Ghibli”, debutta in operazioni reali sui cieli della ex Jugoslavia, poi ancora nel 1999 in Kosovo. Dal 2009 al 2014 partecipa alla missione NATO ISAF in Afghanistan, uno dei teatri operativi dove è stato maggiormente impiegato, poi in Libia nel 2011 e infine in Iraq e Kuwait, dal 2016 al 2019, dove porta a termine il suo ultimo impegno all’estero nell’Operazione anti Daesh “Inherent Resolve”, tuttora in corso.

Importante anche il contributo in campo nazionale, dove è stato utilizzato tra l’altro in preziose missioni di ricognizione fotografica nell’ambito del supporto fornito dalla Difesa alle popolazioni colpite da gravi calamità, come ad esempio per i terremoti in Emilia Romagna e Centro Italia, per l’alluvione in Sardegna, o anche a supporto del piano di azione per il contrasto dei roghi nella Terra dei Fuochi in Campania.

Testo: Stefano Monteleone
Immagini: Michele Monteleone, Stefano Monteleone, Gianluca Vannicelli

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