Si è concluso, presso il 66° reggimento fanteria aeromobile “Trieste”, il corso di Addestramento Individuale al Combattimento Aeromobile (A.I.C.A.), il primo organizzato secondo il nuovo iter recentemente approvato, volto a conferire al personale appartenente all’unità le capacità tecnico-tattiche che costituiscono l’essenza identificativa e requisito cardine per l’appartenenza alle unità aeromobili.

Il nuovo iter, della durata di 10 settimane, introdotto dal Comandante della Brigata “Friuli” Generale Stefano Lagorio, prevede il superamento di un Test Pratico di Sbarramento (TPS1). Ottenuto l’accesso al Corso di Aeromobilità di base e a quello di Aeromobilità avanzata l’aspirante fante aeromobile acquisisce le capacità a confezionare e agganciare i carichi al gancio baricentrico di un aeromobile, ad effettuare il cosiddetto target handover e ad apprendere le capacità di inserzione con le tecniche di discesa da elicottero mediante “rappelling” (discesa in corda doppia) e “fast roping” (canapone) in ambiente diurno e notturno. Il personale risultato idoneo, dopo aver ricevuto l’ambito basco azzurro, viene assegnato alle compagnie operative del 1° battaglione aeromobile.

Le intense attività addestrative, considerata l’emergenza sanitaria relativa al Covid-19, sono state pianificate e condotte attuando le previste misure di contenimento e gestione dell’emergenza, con l’adozione dei previsti dispositivi di protezione individuale e garantendo il distanziamento tra i frequentatori. L’impiego massivo del sistema di simulazione di tiro, Fire Arms Training Simulator (FATS), ha permesso, inoltre al personale di consolidare gli elevati livelli addestrativi raggiunti nelle attività a fuoco individuali e di squadra condotte presso il Poligono militare di Foce Reno.

La Brigata Aeromobile “Friuli”, anche in un momento emergenziale, continua ad addestrare ed approntare il proprio personale, attività ineludibili che consentono alla Forza Armata di mantenere il necessario livello di “prontezza operativa” espressa negli oltre 20.000 militari impegnati quotidianamente nelle operazioni all’estero e sul territorio nazionale.

La Brigata Aeromobile “Friuli”

La “Friuli” fa parte delle forze di manovra ed è stata concepita per esprimere un potenziale bivalente, cioè in grado di sfruttare tutte le possibilità che l’aeromobilità e l’aeromeccanizzazione offrono nei diversi ambienti operativi. Dispone sia di forze terrestri sia di una forte componente di elicotteri multiruolo e da esplorazione e scorta in grado di condurre operazioni anche in maniera indipendente. La capacità aeromobile è risultante dall’integrazione delle specifiche capacità proprie delle unità di volo e di fanteria leggera, poste sotto unico comando e in grado di assolvere missioni nell’ambito delle quali, le forze, con i loro equipaggiamenti, manovrano nell’Area di Operazione per mezzo di aeromobili, al fine di ingaggiare il combattimento dall’aria e proseguirlo sia a terra che dall’aria.

NH90 7° Reggimento AVES Vega

Il perno della Brigata Aeromobile è quindi rappresentato dal ruolo delle componenti ad ala rotante e di fanteria aeromobile che possono assurgere, in funzione del tipo di missione, ad elemento principale della manovra, lasciando ad altre componenti il compito di supporto. Lo strumento aeromobile/aeromeccanizzato è contraddistinto da flessibilità, rapidità e precisione di ingaggio degli assetti ad ala rotante e consente, altresì, il dispiegamento, con ridotto preavviso ed in profondità nel territorio ostile o potenzialmente ostile, delle forze terrestri, al fine di proseguire congiuntamente lo sforzo principale. La manovra dall’aria e la manovra a terra corrispondono, pertanto, a differenti e complementari modalità di condotta di un’operazione terrestre, nella quale le due forme si integrano ed assumono un ruolo, più o meno preponderante, in funzione dei compiti assegnati alla componente ad ala rotante.

Fonte e immagini: Comando Forze Operative Nord, Brigata Aeromobile Friuli, Archivio Aviation Report / Stefano Monteleone

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