Boeing ha ripreso la produzione del suo 737 MAX nello stabilimento dell’azienda a Renton, Washington. Il programma 737 ha iniziato la produzione dei velivoli a basso ritmo in quanto implementa più di una dozzina di iniziative incentrate sul miglioramento della sicurezza sul lavoro e della qualità del prodotto. Già a fine marzo 2020 Boeing aveva affermato di poter riavviare la produzione del 737 MAX entro maggio ponendo fine alla sospensione dei voli e della produzione innescata da un divieto di sicurezza sul suo jet più venduto dopo due incidenti mortali.

Ricordiamo il 2019 come l’anno nero per la Boeing con il primo incidente del 29 ottobre 2018 in Indonesia (Lion Air 610) che ha ucciso le 189 persone a bordo e poi il successivo incidente del 10 marzo 2019 in Etiopia (Ethiopian Airlines 302) che ha ucciso 157 persone. Questi due tragici eventi hanno avuto come conseguenze la messa a terra di tutti i velivoli in servizio e in consegna a livello globale a marzo 2019, ingenti perdite economiche sia alle compagnie aeree che al costruttore nord americano e lo stop della produzione del velivolo a gennaio 2020.

Abbiamo fatto uno sforzo importante per evolvere il nostro sistema di produzione e renderlo ancora più forte“, ha dichiarato Walt Odisho, vicepresidente e direttore generale del programma 737. “Queste iniziative sono il prossimo passo nella creazione di un ambiente di costruzione ottimale per il 737 MAX.

Durante la sospensione temporanea della produzione iniziata a gennaio 2020, meccanici e ingegneri hanno collaborato per perfezionare e standardizzare i pacchetti di lavoro in ogni posizione della fabbrica. Nuovi processi assicureranno inoltre che i dipendenti abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno a portata di mano per costruire l’aereo.

I passi che abbiamo intrapreso in fabbrica ci aiuteranno a raggiungere il nostro obiettivo di qualità al 100% per i nostri clienti, sostenendo nel contempo il nostro costante impegno per la sicurezza sul lavoro“, ha affermato Scott Stocker, vicepresidente di 737 Manufacturing. Il programma 737 MAX  aumenterà gradualmente la produzione dei velivoli durante il 2020 fino ad arrivare a 31 aerei 737 Max al mese nel 2021.

Il 737 MAX comunque non tornerà a volare prima di agosto 2020. Anche se molti analisti sono in disaccordo sull’eventuale futuro rientro in servizio dell’aereo, l’unico dato di fatto è che nessuno può sapere realmente se e quando questo accadrà. Un altro dato di fatto sotto gli occhi di tutti era il continuo incremento dei velivoli 737 MAX parcheggiati in attesa della consegna, un “montagna” di circa 400 aerei che il costruttore americano ha posteggiato ovunque, riempiendo ogni spazio possibile, questo perchè il ritmo di produzione, fino a gennaio, continuava ad essere di 42 aerei al mese, circa 1.4 al giorno.

Boeing 737 MAX

La genesi del 737 MAX deriva dalla pressione commerciale dell’Airbus A320neo lanciato nel 2010 dal costruttore europeo. Nel 2011 il progetto del MAX venne approvato dalla Boeing. La famiglia del 737 MAX è basata sulla precedente versione 737NG – Next Generation che avrebbe dovuto sostituire. Una delle modifiche più importanti rispetto alla generazione precedente è l’adozione dei più grandi ed efficienti motori CFM International LEAP-1B che hanno visto il loro riposizionamento più in avanti e più in alto rispetto alle configurazioni precedenti.

Proprio l’adozione di questi nuovi motori ha portato all’introduzione del sistema di controllo automatico MCAS – Maneuvering Characteristics Augmentation System che avrebbe dovuto correggere il comportamento instabile del velivolo solo in alcune circostanze del suo inviluppo di volo, attivando gli stabilizzatori orizzontali di coda solo dopo aver confrontato i dati di un sensore di AoA – Angle-of-Attack e di un accelerometro. In una seconda versione del MCAS, per rispondere ad altre instabilità del velivolo, i dati dell’accelerometro (che nella prima versione impediva l’attivazione del sistema alle basse velocità) furono eliminati, lasciando la decisione dell’attivazione del MCAS solo a quelli del sensore di AoA.

Parlando sempre del MCAS, il nuovo sistema sviluppato da Boeing dovrebbe semplificare la prima versione sviluppata e raccoglierà i dati da due sensori AoA invece di uno e se i dati dei due sensori risulteranno differenti entro certo limiti il MCAS non entrerà in funzione, ma se correttamente innescato la piattaforma memorizzerà tutte le operazioni fatte precedentemente per analizzarle ad ogni sua attivazione stabilendo così dei limiti di utilizzo.

Una delle più gravi accuse mosse a Boeing è quella di aver descritto l’esistenza di questo impianto solo nel manuale di manutenzione del velivolo e di averlo rimosso dai manuali di volo dei piloti. Inoltre Boeing nel 2016 chiese di rimuovere ogni riferimento al MCAS perchè secondo il costruttore era un sistema che aveva un limitato impatto sulla condotta del velivolo. Dopo l’incidente della indonesiana Lion Air tutti i manuali di volo sono stati aggiornati con la descrizione del sistema MCAS.

Print Friendly, PDF & Email
 

Rispondi