Belgio nel FCAS
@ ERIDIA Studio / Dassault Aviation - V. Almansa

Belgio nel FCAS: nel 2025 Bruxelles si unirà al programma europeo del caccia di nuova generazione Future Combat Air System

A metà giugno avevamo riportato che il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato che il Belgio si sarebbe unito al programma del futuro caccia di nuova generazione FCAS franco-tedesco-spagnolo. Sebbene avesse affermato che Bruxelles parteciperà inizialmente come osservatore, aveva affermato che l’inclusione del Belgio nel FCAS – Future Combat Air System, servirà ad “ancorare ulteriormente in Europa questo progetto nel cuore del sistema di difesa aerea di domani”.

Un alto funzionario belga ha rivelato, pochi giorni fa, che entro giugno 2025 la sua nazione diventerà la quarta nazione partner insieme a Germania, Francia e Spagna ad aderire al programma del caccia di sesta generazione Future Combat Air System FCAS/SCAF (Système de Combat Aérien du Futur come viene chiamato in Francia). Ludivine Dedonder, il Ministro della Difesa belga, ha annunciato la tempistica prevista in un post su LinkedIn, notizia che arriva, come appena accennato, dopo che il paese si era impegnato per la prima volta nel progetto all’Air Show di Parigi di giugno.

Inoltre, secondo Dedonder, Bruxelles firmerà anche un accordo di adesione allo status di osservatore del programma FCAS nelle prossime settimane, firma che ha definito un “passo cruciale verso la sicurezza e l’innovazione globale”.

Lo sviluppo di una capacità di combattimento aereo di prossima generazione rappresenta un’opportunità unica per l’Europa. In tal modo, il Belgio si impegna a favore della pace, della stabilità e dell’innovazione nella difesa, costruendo insieme un futuro sicuro e prospero per la nostra nazione e i nostri partner”, ha affermato.

Una volta che Bruxelles aderirà al programma come partner a pieno titolo, si prevede che verranno condivisi i dettagli sul ruolo che svolgerà sia a livello di finanziamento che a livello industriale. La francese Dassault, la tedesca Airbus e la spagnola Indra costituiscono attualmente un trio di leader del settore FCAS, impegnati nello sviluppo del un caccia di nuova generazione (NGF – Next Generation Fighter), dei Remote Carriers, dei droni Loyal Wingmen e di un cloud da combattimento, progettato come un sistema di rete multi-dominio ricco di dati che consentirà la condivisione delle informazioni su più piattaforme.

A differenza della Francia con il suo Rafale e della Germania e della Spagna con i loro Eurofighter Typhoon, il Belgio non ha un’esperienza attiva nell’ambito di un programma europeo di aerei da combattimento e per questo, l’ingresso del Belgio nel FCAS non è stato privo di controversie, nonostante anche la Germania sarà presto un operatore di F-35 come tante altre nazioni europee.

Un mese prima che Bruxelles decidesse di unirsi al programma, il CEO di Dassault Eric Trappier si era opposto a tale mossa a causa dell’acquisizione dell’F-35 di Lockheed Martin da parte di Bruxelles, che batteva la proposta del costruttore francese di sostituire i jet F-16 con i Rafale. Secondo il Bruxelles Times, Trappier era arrivato al punto di dire che avrebbe “combattuto” contro qualsiasi decisione futura che includesse l’assegnazione di posti di lavoro alle aziende belghe nel programma FCAS. Tuttavia tornando sui suoi passi al Paris Air Show aveva detto che … “forse, tra quarant’anni per sostituire i loro F-35, i belgi acquisteranno lo SCAF. È una decisione politica. La rispettiamo. Lo status del Belgio quale osservatore mi si addice.

Inoltre, come parte del suo impegno nei confronti dell’F-35, attraverso il programma Essential Security Interest (ESI), la partecipazione industriale belga al Joint Strike Fighter coinvolge una serie di aziende più piccole espandendo le competenze e le conoscenze dell’industria belga e fornendo posti di lavoro ad alta tecnologia ai belgi per i decenni a venire, conoscenze che potrebbero comunque essere riversate del FCAS. Per il momento, Francia, Germania e Spagna stanno valutando quattro progetti NGF prima di selezionarne uno definitivo nel primo trimestre del 2025.

Come sappiamo, ma vale la pena sempre ricordarlo, in Europa si stanno sviluppando due progetti simili, il Future Combat Air System (Francia, Germania, Spagna e Belgio) e il Global Combat Air Program (Italia, Regno Unito e Giappone)  con caratteristiche speculari in termini di “Sistema di Sistemi” e risorse collaborative gestite dal caccia di nuova generazione al centro dei due progetti, e si discute da tempo se il continente sia effettivamente in grado di supportare due programmi di aerei da combattimento di prossima generazione, con risorse limitate per sostenerli entrambi. Oltre tutto entrambi i programmi mirano a mettere in servizio la componente caccia con equipaggio tra il 2035 e il 2040.

Intervistato a Firenze da Aviation Report quest’anno a margine del Simposio Storico del Centenario dell’Aeronautica Militare, il Generale Luca Goretti, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare ci aveva detto che “… io me lo auguro … sono convinto che alla fine ci sarà una confluenza tra i due programmi … come abbiamo visto con il consorzio Tornado e con il consorzio Eurofighter dove l’unione fa la forza e porta un prodotto di qualità, di estrema qualità e di alta competitività e sono convinto che anche in futuro la stessa filosofia porterà a delle dicisioni più sagge …”.

Tornando ai paesi utilizzatori degli F-35 in Europa, oggi abbiamo Italia e Regno Unito entrambe del GCAP, Germania e Belgio entrambe del FCAS ma con anche la Spagna che sta pensando a quale aereo potrebbe sostituire gli AV-8B II+ Harrier dell’Armada. Ci viene in mente solo l’F-35B! E poi abbiamo Danimarca, Grecia, Finlandia, Norvegia, Olanda, Polonia, Romania, Repubblica Ceca e Svizzera. Aggiungiamo che anche il Giappone è operatore di F-35 ed è il terzo partner del GCAP. Questo per dire che il programma F-35 potrà avere un impatto significativo sul successo o meno di questi due programmi di caccia di prossima generazione.

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