Grazie alla forma insulare del proprio territorio, gli inglesi sono sempre stati un popolo aperto e curioso del mondo che li circonda. È proprio grazie al loro spirito pionieristico e creativo che la nazione e riuscita a raggiungere gli apici del successo sia in ambito marittimo che ne campo aerospaziale.

Era il 25 agosto 1919 alle 9.10 del mattino, quando l’Air Transport and Travel (AT&T) effettuò il primo volo internazionale di linea della storia dal Hounslow Heath Aerodrome ( l’attuale Aeroporto di Heathrow) a Parigi Le Bourget impiegando un Airco De Havilland DH4A, motorizzato Rolls Royce . Per poter provare il brivido del volo erano necessarie 42 ghinee, l’equivalente di 1700 sterline odierne al tasso di cambio attuale. Cento anni dopo, per celebrare tale ricorrenza, la compagnia di bandiera britannica oltre a lanciare diversi eventi, ha adottato la livrea speciale storica della BEA (British European Airways) per il volo domenicale BA314 diretto da Londra Heathrow a Parigi Charles De Gaulle.

Da allora British Airways non si è mai guardata indietro e ha aperto la propria strada a rotte sempre più lunghe su velivoli ancora più grandi, in grado di portare la Gran Bretagna nel mondo e viceversa.

Una sfida senza ombra di dubbio titanica, che è stata portata a termine con costante impegno e con lungimiranza, attraverso un lunghissimo e duro percorso pluridecennale, che le ha permesso di passare da un solo volo giornaliero per la Francia a più di 800 tradotte al giorno, verso 200 destinazioni in tutto il mondo. Pensiamo solo al fatto che dall’aeroporto di Heathrow decollano giornalmente circa 1300 aerei. Tutto questo è accaduto nell’ultimo secolo. Ma la domanda che in molti si pongono è: dove saremo tra 100 anni? Come sarà l’aviazione tra 20, 40, 60 anni e oltre?

E’ stata infatti da poco inaugurata alla Galleria Saatchi di Londra un’interessantissima mostra che cerca di rappresentare la vision del volo commerciale, della British Airways, nel futuro più prossimo, esplorando quelli che sono gli attuali confini dell’immaginazione ed anticipando come le generazioni future viaggeranno per il globo, in un mondo che si rivolgerà  sempre con più riguardo alla sostenibilità ambientale, alla iper-personalizzazione e all’intelligenza artificiale, coniugando il tutto con un mix di salute e divertimento.

Attraverso ricerche approfondite e in collaborazione con il Royal College of Art, con il supporto del gotha a livello mondiale dei realisti virtuali, la compagnia aerea ha gettato le basi per un ambizioso programma chiamato Ba2119 “Flight of the future”, sviluppando il concept di un ipotetico liner: il “Curio”. Si tratta di un velivolo ipersonico avveniristico di tipo modulare sospinto da propulsori di nuova generazione ad emissioni zero e, secondo British Airways, esso rappresenta il futuro del volo commerciale del XXII secolo. La sua caratteristica principale sarà quella di circumnavigare il globo imbarcando e sbarcando viaggiatori dalle future “megalopoli” del futuro attraverso altri apparecchi più piccoli che fungeranno da navetta. Il tutto sempre durante il volo senza mai effettuare alcuno scalo.

A bordo sarà possibile svolgere molteplici attività nel corso del viaggio; si potrà dunque poter fare yoga o rilassarsi nel comfort più totale; le poltrone infatti si adatteranno anatomicamente al corpo dei singoli passeggeri.  Con tutta probabilità i velivoli del futuro avranno il cielo della fusoliera trasparente e si potrà dunque viaggiare osservando il panorama non più dai finestrini ma alzando lo sguardo verso il tetto. La sensazione sarà quella di toccare le nuvole con un dito.

Copyright: British Airways

Grande attenzione verrà dedicata anche ai pasti. Il cibo servito a bordo infatti potrà essere scelto in base al proprio DNA. Ciascun piatto verrà creato appositamente in un ambiente completamente automatizzato per mantenere le priorità alimentari salutiste di ciascuno dei passeggeri. Addio dunque anche al cabin crew: steward e hostess infatti saranno sostituiti da robot virtuali in grado ( attraverso la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale ) di interpretare le esigenze dei passeggeri e di offrire un servizio adatto alle esigenze di ciascuno. Anche per quanto concerne il capitolo bagagli non sarà più necessario lambiccarsi su cosa portare. In futuro i passeggeri potranno viaggiare senza valigia perché a loro verrà offerto un guardaroba digitale da ritirare all’aeroporto di destinazione.
Si tratta di una realtà lontana ma non necessariamente utopica o immaginaria: nanotecnologia, robotica leggera e biotecnologia applicata all’avionica sono attualmente nel loro stadio embrionale, ma la strada intrapresa dalla scienza e dall’ingegneria moderna fanno capire verso quale destinazione ci stiamo dirigendo. E sarà soltanto questione di tempo.

Testo: Simone Ferrante
Immagini: Stefano Monteleone

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2 Risposte

  1. Giacomo Gulinelli

    Gli assistenti di volo non sono lì solo per darvi da mangiare, ma principalmente per la sicurezza dell’aeromobile, quand’anche un’automa possa sostituire una persona in determinate mansioni, il pensiero critico e razionale è ancora prerogativa umana.

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    • Techedge

      Sistemi robotici ed automi potranno svolgere gli stessi compiti degli umani elaborando una mole di informazioni immensa in una frazione del solo tempo di reazione umano. Ergo sì, sostituiranno le persone, della cui imprecisione e inaffidabilità si spera non ci sarà più bisogno, almeno nel futuro immaginato da BA. (n.b.: un automa si scrive senza apostrofo, gnurant)

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