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B-1B Lancer: passato, presente e futuro del bombardiere strategico americano

In questi giorni molta attenzione è stata posta sul rischieramento in Norvegia di quattro bombardieri strategici americani B-1B Lancer nell’ambito di una missione della BTF – Bomber Task Force Europe. I velivoli americani sono arrivati in Norvegia ad Ørland , per la prima volta, lo scorso mese di febbraio.

L’addestramento del personale dell’aeronautica militare statunitense comprenderà una varietà di aree che vanno dall’operare nell’estremo nord al miglioramento dell’interoperabilità con alleati e partner in tutto il teatro europeo, in primo luogo pensiamo proprio con gli F-35 norvegesi. Naturalmente i bombardieri B-1B, come i B-52H e i B-2A, non sono nuovi a missioni in Europa.

Il B-1B Lancer ha perso nel corso degli anni il suo ruolo nucleare ma ha ampliato le sue capacità convenzionali. Facciamo il punto della situazione sulla flotta di questi bombardieri della US Air Force comunemente chiamati anche Bone (da B-One).

Sviluppato originariamente dalla Rockwell International nell’ambito del programma AMSA – Advanced Manned Strategic Aircraft, il B-1A fu cancellato nel giugno 1977 dopo che quattro prototipi furono costruiti e testati. Il programma fu successivamente resuscitato e lo sviluppo del B-1B iniziò nell’ottobre 1981. Due dei B-1A originali hanno sostenuto il programma di test del B-1B che ha effettuato il primo volo a Palmdale in California nell’ottobre 1984. Il primo Lancer e stato consegnato al 96th Bombardment Wing dello Strategic Air Command sulla Dyess AFB il 7 luglio 1985.

Il bombardiere ha raggiunto la capacità operativa iniziale a Dyess il 1° ottobre 1986 e la Rockwell consegnò l’ultimo di 100 B-1B al 384th BW sulla McConnell AFB il 2 maggio 1988. Il bombardiere americano B-1B Lancer ha così iniziato la sua carriera operativa ormai 35 anni fa.

Il B-1B detiene ancora record di velocità, carico utile, autonomia e tempo di salita nella sua classe, ma gli anni e le operazioni di combattimento prolungate hanno messo a dura prova la cellula del velivolo. Nonostante la sua età e alcuni problemi recenti, rimane una delle piattaforme di punta dell’aeronautica militare statunitense e probabilmente continuerà ad essere in prima linea per altri 10-15 anni.

I B-1B sono tutti assegnati, come i B-52H e i B-2A, all’AFGSC – US Air Force Global Strike Command e gestiti dal 7th Bomb Wing sulla Dyess AFB in Texas e dal 28th Bomb Wing sulla Ellsworth AFB in South Dakota. Le operazioni a Dyess AFB sono supportate anche da uno squadrone associato del Comando della Riserva dell’US Air Force assegnato al 489th Bomb Group. Da quando sono entrati in servizio, nove B-1B sono stati persi in incidenti avvenuti tra il 1987 e il 2013.

Nel 2001, fu presa la decisione di ritirare 33 esemplari chiudendo le operazioni del 366th Wing sulla Mountain Home AFB nell’Idaho, del 116th sulla Robins AFB in Georgia e del 184th BW sulla McConnell AFB in Kansas entrambi dell’Air National Guard. Altri 8 bombardieri sono stati messi in mostra presso musei e basi aeree, altri 17 B-1B, ritirati tra il 2002 e il 2012, sono in deposito presso il 309th Aerospace Maintenance & Regeneration Group a Davis-Monthan AFB in Arizona e un altro dovrebbe essere in magazzino presso la Edwards AFB.

Recentemente, un Lancer è stato rimosso dal parcheggio di Davis-Monthan e trasportato in Kansas, dove il NIAR – National Institute of Aviation Research della Wichita State University sta creando un “gemello digitale” del bombardiere. Il velivolo digitalizzato verrà utilizzato per sviluppare strumenti di analisi che saranno in grado di prevedere dove possono verificarsi guasti o danni strutturali e supportare riparazioni, modifiche di progetto o revisioni agli intervalli di ispezione strutturale, nonché rivalutare la vita di progetto del velivolo B-1B.

Il bombardiere strategico a lungo raggio B-1B è stato progettato per penetrare le difese nemiche a bassa quota e ad alta velocità per lanciare armi nucleari. Tuttavia, tra il novembre 2007 e il marzo 2011, la capacità nucleare del Lancer è stata rimossa in conformità con il Trattato di riduzione delle armi strategiche (START), che limitava la flotta all’uso di armi convenzionali.

I bombardieri B-1B sono stati impiegati in combattimento per la prima volta durante l’operazione Desert Fox nel 1998 e durante l’operazione Allied Force nel 1999. La flotta è stata impegnata in operazioni di combattimento continue dalla fine del 2001 all’inizio del 2016 e il 7th BW e il 28th BW hanno volato più di 14.000 missioni di combattimento a supporto delle operazioni Enduring Freedom e Iraqi Freedom e più recentemente delle operazioni Odyssey Dawn (Libia), Freedom’s Sentinel (Afghanistan) e Inherent Resolve (Iraq e Siria).

Le capacità di armamento del B-1B sono state aggiornate nell’ambito del CMUP – Conventional Mission Upgrade Program avviato nel 1993. Il CMUP inizialmente ha ottimizzato la capacità del B-1B per utilizzare bombe generiche Mk 82 da 500 libbre e ha aggiunto la capacità di impiegare 1.000 libbre Munizioni a effetti combinati. Armi aggiuntive, comprese le bombe guidate di precisione, sono state aggiunte attraverso una serie di altri upgrade.

L’incorporazione di un bus Mil-Std-1760 e del GPS ha permesso all’aereo di utilizzare anche le GBU-31 JDAM – Joint Direct Attack Munitions da 2000 libbre. Altri successivi aggiornamenti hanno aggiunto le GBU-38 JDAM e le GBU-54 laser JDAM da 500 libbre, le GBU-39 SDB-I Small Diameter Bomb da 250 libbre, gli AGM-154 JSOW – Joint Standoff Weapon e gli AGM-158A JASSM all’arsenale del bombardiere, che nel 2008 ha visto aumentare la propria versatilità con l’installazione del AN/AAQ-33 Sniper XR Advanced Targeting Pod.

Inoltre il velivolo è equipaggiato con il radar AN/APQ-164 e può trasportare il più grande carico utile, 75.000 libbre, di munizioni convenzionali guidate e non guidate nell’inventario dell’USAF su una distanza di 7.455 miglia. Tra questi armamenti il B-1B è stato il primo velivolo a mettere in campo il missile Lockheed Martin AGM-158B JASSM-ER nel 2015 e l’AGM-158C LRASM – Long-Range Anti-Ship Missile, che ha raggiunto la capacità operativa iniziale nel dicembre 2018 e che fornisce al bombardiere una capacità anti-superficie flessibile, a lungo raggio. Un singolo velivolo può trasportare fino a 24 LRASM internamente ed eventualmente da 6 a 12 aggiuntivi sui piloni esterni.

Iniziato nel 2012 e terminato a settembre del 2020 il progetto da 1,25 miliardi di dollari della IBS – Integrated Battle Station and Sustainment Block 16 ha fornito al B-1B di una modifica sostanziale per incrementare le capacità di comunicazioni e le capacità di consapevolezza della situazione sul campo di battaglia, riducendo il carico di lavoro degli equipaggi e fornendogli migliorie sulle capacità di targeting e di ingaggio degli obiettivi da attaccare. Questo progetto ha portato anche ad una modifica del cockpit del bombardiere con quattro nuovi display multifunzioni per la condotta del volo e sei per gli operatori dei sistemi d’arma.

Inoltre l’integrazione del Fully Integrated Data Link permette ora di partecipare in maniera più completa alle operazioni di combattimento di tipo Joint potendo condividere i dati in maniera più rapida e sicura.

Ritornando al discordo iniziale dell’attuale rischieramento in Norvegia è importante ricordare che il paese nord europeo è una delle porte della NATO per l’importantissimo Mare del Nord e l’Oceano Artico. Il tratto di oceano a cavallo tra Groenlandia, Islanda e Regno Unito, il cosiddetto “GIUK Gap”, è una potenziale barriera per i sottomarini russi e le unità navali di superficie che tentano di accedere all’oceano. Per questo motivo i cieli e il mare che circondano la Norvegia sono da sempre zone di enormi giochi di guerra della NATO.

Tra le altre cose durante questo rischieramento i B-1B potrebbero addestrarsi anche sulla loro nuova missione, quella marittima. Come detto la flotta con i missili antinave a lungo raggio sta adottando nuove tattiche di combattimento sul mare. Con fino a 24 missili AGM-158C LRASM antinave stealth con raggio di circa 560 chilometri e il rifornimento in volo una formazione di bombardieri B-1B potrebbe avere libertà di manovra sul vasto oceano Atlantico, sul mare del Nord e sull’artico rappresentando una seria minaccia per la flotta settentrionale russa.

Il futuro del B-1B Lancer

Nel 2008 la flotta fu brevemente messa a terra a seguito di due incidenti e anche nel 2019 ci fu un altro problema di sicurezza del volo dei bombardieri. L’US Air Force a causa di questi ultimi problemi ha ridotto le ore di volo per ogni singolo velivolo in attesa di collaudi che determineranno definitivamente se il bombardiere potrà rimanere in servizio fino al suo previsto ritiro e se le riparazioni significative agli aeromobili con gravi danni strutturali saranno convenienti o meno.

Sebbene gli ultimi piani dell’USAF includessero il ritiro del B-1B entro il 2036, la richiesta di budget per l’anno fiscale 2021 prevede la rimozione dal servizio di 17 aeromobili strutturalmente carenti, riducendo così la flotta B-1B da 62 a soli 45 aeromobili . Il NDAA – National Defense Authorization Act del 2021 ha parzialmente approvato quel piano, ma ha richiesto all’USAF di mantenere quattro dei diciassette bombardieri in deposito per garantire che possano essere rimessi in servizio se necessario. I risparmi derivanti dal ritiro dei diciassette B-1B verranno utilizzati per fornire ai 45 bombardieri rimanenti le modifiche strutturali necessarie per mantenerli vitali fino alla pensione definitiva.

Futuri aggiornamenti prevedono un ampliamento delle capacità di comunicazione e di networking. Tutta questa ampia revisione ingegneristica aiuterà l’US Air Force a comprendere le aree su cui dovrà concentrarsi per mantenere il B-1B come sistema d’arma multi-missione, gettando potenzialmente le basi per l’integrazione delle future armi sull’aereo.

A livello operativo i bombardieri B-1B Lancer sono in servizio presso:

  • 7th Bomb Wing /OG con il 9th e il 28th BS sulla base aerea di Dyess nel Texas.
  • 307th  Bomb Wing /489th BG con il 345th BS sulla base aerea di Dyess nel Texas.
  • 28th Bomb Wing/OG con il 34th e il 37th BS sulla base aerea di Ellsworthin South Dakota.

Altri reparti che utilizzano i B-1B per scopi addestrativi o di collaudo sono il 419th FLTS e il 31st TES sulla base aerea di Edwards, il 77th WPS e il 337th TES sulla base aerea di Dyess. Le macchine sono in carico agli Air Force Global Strike Command, Air Combat Command, Air Force Materiel Command  e Air Force Reserve Command.

Photo credits:U.S. Air Force photo by Senior Airman River Bruce, U.S. Air Force photo by Senior Airman Tristan Day, Photo by Mike Kaplan, U.S. Air Force photo by Master Sgt. Andy Dunaway, U.S. Air Force photo by Senior Airman Alexa Ann Henderson

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Redazione di Aviation Report

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