A completamento dell’articolo in cui sono stati analizzati gli scenari presenti e futuri in fatto di mezzi e compiti delle forze armate elvetiche dell’amico Gianluca Conversi ( che potete trovare qui…), storico rappresentante del PITI Spotter club di Verona e mio compagno di viaggio in questa giornata a base di sole, montagne elicotteri e aerei da caccia.

Anche quest’anno, dopo diversi anni di annullamenti dovuti alle pessime condizioni meteo, il sole ha caratterizzato l’edizione 2018, così come quella del 2017, dell’Axalp, la famosa esercitazione di tiro dell’aeronautica militare svizzera, che per due giorni all’anno, dimostra a tutti gli appassionati presenti sul posto, le capacità di tiro dei suoi top gun.

Come sempre l’arrivo in base è previsto alle prime luci dell’alba. L’atmosfera è mistica in quanto sulla valle incombe una fitta nebbia ma che lascia la speranza di una limpida giornata di sole quando le nubi si saranno dissolse con l’aumentare della temperatura.

Infatti verso le 9, come il sipario in un teatro, le nuvole si alzano e lasciano spazio ad uno spettacolo che lascia sempre senza fiato, la vista sulle alte montagne che circondano la base, la maggior parte già con le cime innevate, che si stagliano in un cielo blu intenso.

Lo scotto da pagare per questo spettacolo è stato però l’annullamento dei decolli mattutini degli F/A-18C Hornet dell’11° Squadron che generalmente utilizzavano la sortita del mattino per effettuare un ultimo allenamento nell’area di tiro prima dell’inizio dell’esercitazione vera e propria.

Quindi in attesa dell’inizio della breve conferenza del nuovo Comandante delle Forze Aeree Svizzere Bernhard Müller abbiamo assistito a vari movimenti di elicotteri Eurocopter Super Puma e AS532 Cougar che iniziavano la loro intensa giornata di volo da e verso le piazzole d’atterraggio allestite a quasi 2000 m più in alto rispetto alla base.

Questa volta mi hanno riservato la salita con il primo gruppo dei tre previsti. Quindi già alle 10:30 sono seduto nella pancia del primo Super Puma che in pochi minuti, dopo un breve rullaggio sulla pista 09, ci porta comodamente ai 2250 m di Axalp-Ebenfluh. Il nostro volo di pochi minuti contrasta invece con le 2 ore circa di cammino necessarie a tutti gli appassionati non accreditati per raggiungere la sommità dal lago di Brienz e che già affollano già numerosissimi i prati di Tschingel e Ebenfluh.

Per non parlare delle oltre 5 ore necessarie invece ai più esperti e coraggiosi per arrivare in cima al Wildgärst, l’area sicuramente più spettacolare delle tre perché è la zona utilizzata dai caccia per allontanarsi dal poligono di tiro, tipicamente in volo rovesciato, situazione che permette di portare a casa delle foto e video memorabili che ripagano delle fatiche fatte per raggiungere la cima innevata.

Dopo circa un paio d’ore d’attesa mi raggiunge anche Gianluca che invece è stato inserito nell’ultimo gruppo, il gruppo 3. Fortunatamente, nonostante il vento che a fondo valle ha iniziato a sferzare perentorio, i Puma non hanno interrotto i voli e hanno permesso a tutti gli accreditati di raggiungere la cima senza problemi.

Pochi di minuti dopo il vento ha iniziato a soffiare sempre più insistente anche in cima all’Axalp. Questa è stata la causa di alcune modifiche dell’ultimo minuto al programma della manifestazione. Infatti a differenza dell’edizione 2017, non abbiamo assistito al lancio delle squadre di paracadutisti e delle simulazioni di spegnimento d’incendio eseguite con 2 super Puma e all’operaazione di recupero di un ferito con l’elisoccorso. Purtroppo anche l’utilizzo dei flares è stato minore rispetto a 365 giorni prima. Un peccato perché sono sempre un particolare davvero spettacolare che lascia sempre sbalorditi quando vengono espulsi improvvisi dalle pance degli aerei.

Fortunatamente questi non sono mancati quando i primi due F-18 hanno dato inizio ufficiale alla manifestazione con la più classiche delle entrate ad altissima velocità percorrendo tutta la valle in pochi secondi e sfogando in direzione del lago di Brienz posto alle nostre spalle. Bellissimo l’F-18 del capo formazione, in livrea Tiger Meet.

Alcuni minuti dopo invece gli Hornet, in una formazione di tre, sono rientrati in scena questa volta iniziando ad utilizzare i cannoncini da 20 mm e prendendo di mira i bersagli arancioni posti sul versante opposto a quello degli spettatori.

Stessa dimostrazione di preparazione e precisione anche per i piloti degli F-5 Tiger che sono entrati sul poligono di tiro subito dopo i loro colleghi a bordo degli Hornets. Quella del 2018 è stata l’ultima edizione in cui gli F-5 hanno fatto la loro apparizione. Per sancire questo addio c’è stato il passaggio di una formazione di 12 F-5 Tiger davvero scenografica.

Altra novità di questa edizione è stata la simulazione d’intercettazione da parte di due Hornet di un velivolo nemico, in questo caso rappresentato da un velivolo da trasporto dell’aeronautica militare svizzera.

Altre novità sono stati i voli in formazione del PC21, del PC7 in livrea PC7 Team e dell’F-18 Solo Display ai comandi del capitano Nicolas «Vincent» Rossier. Bella la formazione che ha permesso di mettere in luce la manovrabilità dell’Hornet rispetto ai due velivoli ad elica con prestazioni nettamente inferiori rispetto al bi reattore della McDonnell-Douglas.

Ormai un classico invece le dimostrazioni del rosso Pilatus PC-21, l’addestratore avanzato pilotato dal comandante del PC-7 Team DANIEL “Stampa” STÄMPFLI e della Patrouille Suisse. Non potrebbe esserci scenario migliore per esaltare le capacità di questi piloti che sembrano essere nel loro habitat naturale durante il volo tra queste montagne.

Con un po di rammarico, dopo circa un’ora e mezza di esibizioni, è ora di rimettersi in coda per tornare alla base di Meiringen. Fortunatamente il vento non ha impedito il volo di ritorno altrimenti sarebbe stata una lunga camminata per raggiungere il fondo valle.

Come sempre, l’autore e tutta la redazione di Aviation Report, desiderano ringraziare le Forze Armate Svizzere per l’organizzazione impeccabile dell’evento e della gentilezza e supporto dimostrato per tutto il corso della giornata.

Testo e immagini: Daniele Ghisolfi

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