In uno dei luoghi più suggestivi delle nostre montagne, proprio sotto le Cinque Torri, al centro delle Dolomiti Ampezzane, esattamente dove 100 anni fa era annidato il comando dell’artiglieria italiana, il 4 luglio 2018 si è svolta l’annuale esercitazione delle Truppe Alpine.  Naturale conclusione del percorso addestrativo al combattimento in montagna l’esercitazione si compone di due fasi, una tecnico – alpinistica e una tecnico – tattica.

Quest’anno hanno partecipato più di 200 militari provenienti dal Centro Addestramento Alpino, dalle Brigate Alpine Julia e Taurinense e dal Reparto Comando e Supporti Tattici Tridentina. A questi si sono aggiunti due cordate del Gruppo Operativo Incursori della Marina Militare, una cordata del Centro Addestramento Alpino dei Carabinieri, squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Nazionale e delegazioni straniere provenienti da diverse nazioni che hanno preso parte direttamente all’esercitazione con delle loro cordate o in veste di osservatori. Era inoltre presente una cordata del Centro di Eccellenza per il Combattimento in montagna della NATO composta da militari appartenenti alle nazioni europee che insistono sulle Alpi.

La prima fase, volta a mostrare le competenze alpinistiche di progressione su roccia e in ambiente alpino, si è svolta sul versante Est delle Torri.

I militari si sono cimentati in molteplici ascensioni con diverse difficoltà fino agli incredibili passaggi di 8C (X grado) della nuova via alla cima Nord della Torre Grande, aperta in questi giorni dal C.M. Zeni e dal C.M. Babic della sezione Alta Montagna del Centro Addestramento Alpino a riprova dell’elevata capacità tecnica di questa unità, riferimento internazionale da sempre per quanto riguarda l’addestramento in montagna.

Mentre si concludono le ascensioni con spettacolari discese in corda doppia eseguite dalle cordate per ritornare velocemente alla base della parete, il flappeggio delle pale degli elicotteri del 4° Reggimento AVES “Altair” e del 5° “Rigel” ci anticipa l’inizio della dimostrazione di soccorso.

Inizialmente il personale viene scaricato in prossimità dell’ipotetico infortunato posto in cima a un costone erboso sia con il verricello che con la tecnica del rappeling, tecnica derivata dall’impiego tattico che permette lo sbarco veloce della squadra di soccorso; successivamente il soccorso è simulato in parete con il recupero del ferito con l’utilizzo di un NH-90. Anche in questo caso la barella viene recuperata senza dover mantenere in parete un secondo soccorritore grazie alla tecnologia messa a punto dalla KONG per minimizzare gli effetti del flusso del rotore sulla barella.

A riprova dell’alto livello di addestramento il personale oltre ad essere pronto all’impiego delle più moderne procedure, che prevedono l’impiego dell’elicottero, è addestrato all’utilizzo di tecniche di soccorso alternative; ecco quindi cimentarsi nella discesa con teleferica e nel superamento di canyon con la carrucola.

Giusto il tempo di lasciare la parete Est a favore di quella Ovest che subito ha inizio la fase tecnico-tattica con lo scopo di dimostrare le capacità acquisite di muoversi e combattere in ambiente montano.

Il compito di attaccare e riconquistare una posizione nemica è assegnato a una compagnia del 8° Reggimento Alpini, supportata da una squadra di Rangers del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti Monte Cervino, da una sezione contra-erea e da una Task Force dell’AVES composta da 2 AB-205, 2 A-129 Mangusta,1 NH-90 e 1 CH-47 Chinook .

Alle manovre a terra si susseguono eli-sbarchi di personale e materiale eseguiti sotto la copertura di due AMX dell’Aeronautica Militare in missione CAS e successivamente da due Mangusta. Ha quindi inizio la fase di “Vertical Assault” per ristabilire il dominio di quota che esalta le peculiarità delle truppe Alpine capaci di mettere al servizio del combattimento la loro preparazione alpinistica e di sfruttare al meglio la conformità del terreno per finalità operative.

Scendendo da un NH-90 con la tecnica del fast-rope, a supporto dell’attacco finale alle postazioni nemiche, irrompe sulla scena la cellula di Rangers che verrà poi recuperata da un CH-47 con le tecnica del grappolo. Il soccorso di un ferito da parte di personale del 3° Reggimento Alpini a bordo di un AB-205 chiude l’evento tattico e l’edizione 2018 dell’esercitazione Cinque Torri.

Vogliamo esprimere tutto il nostro ringraziamento all’Ufficio Comando Truppe Alpine, al Ten. Col. Bertinotti e tutti i suoi collaboratori per la disponibilità, la pazienza e la grande professionalità con cui ci hanno accolto e guidato durante la nostra presenza alle Cinque Torri.

Testo e immagini: Tommaso Munforti

Rispondi