Venerdì 6 dicembre 2019, l’Armée de l’Air francese ha dichiarato la prima capacità operativa per lo standard Rafale F3-R. Questa decisione segue diversi mesi di addestramento degli equipaggi e del personale tecnico dell’Aeronautica Militare Francese (CFA) e delle forze aeree strategiche (CFAS) su questo standard dalla sua adozione lo scorso luglio 2019.

Pur continuando a potenziare le unità operative, questo passaggio fondamentale prima dell’integrazione all’inizio del 2020 del missile METEOR e del pod laser TALIOS (Thales) consente all’Armée de l’Air di essere già in grado di utilizzare il Rafale standard F3-R per le sue missioni permanenti di dissuasione nucleare, intervento e protezione dello spazio aereo francese (PPS – Posture Permanente de Sûreté).

Si tratta di un’importante pietra miliare verso l’avvio operativo del Rafale F3-R, che integrerà il missile Meteor e il pod Talios per la fine della prima metà del 2020. Questo standard è tuttavia solo un passo e conferma il potenziale di evoluzione del caccia francese Rafale. Lo sviluppo dello standard F4 è stato lanciato alla fine del 2018 e continuerà ad evolversi per portare gli aerei da combattimento verso il Future Air Combat System (SCAF).

Il Rafale è un aereo da combattimento di nuova generazione entrato a far parte della marina francese nel 2004 e dell’aeronautica militare francese nel 2006. Da quella data il Rafale ha attraversato una costante evoluzione e cambiamenti per raggiungere la sua attuale capacità operativa ed ha dimostrato di essere operativo su vari teatri di guerra con la sua capacità “omnirole”. Per ricordarne uno, dal 2014 nell’ambito dell’operazione Chammal il Rafale ha effettuato oltre 11.000 decolli per condurre missioni di intelligence e compiere 1500 attacchi aerei su oltre 2400 bersagli neutralizzati.

Il Rafale ha ottenuto anche un buon successo di vendite all’estero con l’Egitto, il Qatar e l’India. Inoltre il gruppo Dassault sta lavorando duramente per aggiungere anche la Svizzera alla propria lista di acquirenti. L’obiettivo è di sostenere l’aviazione militare svizzera e Armasuisse attraverso un’ambiziosa cooperazione di difesa (militare e armamenti) al servizio dell’autonomia svizzera.

E’ indubbio che il compatto velivolo francese sia un vero multiruolo sin dalle fasi iniziali del suo sviluppo; Dassault afferma che nell’arco della stessa missione il caccia può assolvere a missioni aria-suolo così come a quelle aria-aria; del resto, con 14 punti di attacco ventrali (2 alle estremità alari e 3 “bagnati”) il carico bellico trasportabile è di assoluto rilievo seppur non pienamente sostenuto da un motore veramente performante. L’avionica include 3 display a colori principali, un HUD abbinato al casco intelligente in grado di “mirare” il target per l’arma selezionata semplicemente volgendo lo sguardo verso di esso. Ogni Rafale è netcentrico, ovvero è in grado di condividere i propri dati con l’intera catena di comando e con altri aerei dotati di tale capacità facenti parte dello stesso pacchetto di volo.

La nuova versione di Rafale F3-R è equipaggiata anche con il casco integrato Elgo Systems TARGO II di produzione israeliana, il missile Meteor per la difesa aria-aria a lungo raggio, oltre ad essere dotato del sistema di trasmissione radio NATO Link 16 e di radar AESA RBE2 a scansione elettronica che consente l’ingaggio di 8 bersagli simultanei mantenendo la tracciatura di altri 40 obiettivi. Oltre a 14 punti d’attacco, il Rafale imbarca un cannone interno Nexter DEFA 791B de 30mm.

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