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News Civili

Antincendio: gli attori invisibili che spengono gli incendi in Italia

Qui ad Aviation-Report abbiamo visto da vicino i Canadair, i veri protagonisti della lotta agli incendi ma mi chiedevo: oltre i Canadair quali altri velivoli vengono utilizzati per lo spegnimento degli incendi? Certo ci sono gli imponenti Erickson in uso ai Vigili del Fuoco, gli affidabilissimi AB412 sempre di proprietà dei Vigili del Fuoco, gli NH-500 dei Carabinieri, i CH-47 dell’esercito e ultimi arrivati, gli AW139 in uso all’Aeronautica Militare, poi?

Poi ci sono quelli che io chiamo gli attori invisibili (non chiamateli eroi per favore, sono solo persone che fanno al meglio il proprio lavoro): gli attori invisibili sono quelli che non finiscono mai in tv, sono quelli che a stento ricevono qualche like su instagram, gli attori invisibili quelli che lavorano vicini alla gente ma di cui nessuno parla: sono gli elicotteri delle flotte regionali.

65 elicotteri dispiegati su tutto il territorio nazionale, oltre 10 società impiegate, 1000 litri di acqua sganciata mediamente in meno di due minuti: questi, in sintesi, i numeri delle flotte regionali.

Ma cosa sono le flotte regionali? Sono degli elicotteri piccoli (di solito dei monomotori, agili e snelli con una portata di 1000 litri acqua) reclutati dalle varie regioni per contrastare a meglio gli incendi, in affiancamento ai vari velivoli dello stato. Sono elicotteri di aziende private, ingaggiati con un bando pubblico con precise caratteristiche in fatto di sicurezza e di personale impiegato (leggasi numero di ore volate dei piloti) che intervengono nel giro di pochi minuti dallo scoppio dell’incendio e che, pur non potendo rilasciare grandi quantità di acqua in un singolo sgancio come il Canadair, riescono ad agire velocemente e molto chirurgicamente sulle fiamme e, in molti casi, ad evitare che le fiamme si propaghino al punto di dover richiedere l’intervento di velivoli più grandi.

Il velivolo più utilizzato per questo tipo di attività è sicuramente l’H125 (ex AS350 ) meglio noto come Ecureuil. Progettato dalla società francese Aérospatiale divenuta parte del gruppo Eurocopter dal gennaio 1992 (oggi Airbus Helicopters) nei primi anni Settanta con lo scopo di rimpiazzare l’Alouette II, l’Ecureuil era nato per contrastare il Bell 206. Il risultato fu un prodotto molto semplice, molto affidabile, realizzato con largo uso di materiali compositi come per la testa del rotore in Starflex, il rotore di coda in fibra di vetro il tutto facendo ricorso a tecniche di produzione di grande serie derivate da quelle dell’industria automobilistica.

L’architettura è di tipo classico, con cabina di pilotaggio dimensionata per ospitare due piloti su seggiolini individuali e 3 o 4 passeggeri su un sedile posteriore, sebbene siano possibili numerosi diversi altri allestimenti. Oggi l’H125 è l’elicottero di maggior successo al mondo per operazioni di lavoro aereo con circa 5.000 elicotteri attualmente in servizio e 30 milioni di ore di volo. L’H125 è in continua evoluzione ed ha recentemente ottenuto la certificazione EASA per l’aumento extra di potenza fino al 10%.

Numerosi i record detenuti da questo elicottero: di tutti il più importante è quello del 2005 ottenuto dal test pilot Didier Delsalle che riuscì a portare il suo AS350 B3 a quota 8.848 metri sull’Everest. Importantissimo anche il record ottenuto nel 2013 nell’ambito di un’operazione di soccorso alpino lungo la via di salita del monte Everest condotta da Simone Moro, Maurizio Folini e Armin Senoner, in cui è stato realizzato il più alto recupero in long line mai effettuato (25 600 ft, circa 7800 m), battendo il precedente record di 6400 m realizzato l’anno precedente negli stessi luoghi e con la stessa macchina da Simone Moro e Piergiorgio Rosati. Nella stessa operazione è stato realizzato anche il più alto avviamento, presso il campo base dell’Everest a quota 5300 m.

Con 20 elicotteri nel loro parco macchine di cui 15 Ecureuil, la Heliwest di Motta di Costigliole (AT), è tra i maggiori utilizzatori in Italia di questo tipo di elicottero. Fondata dai fratelli Pierdomenico e Giuliano Lastone, oggi questa azienda è guidata da Anna, Paola e Laura le tre figlie di Pierdomenico, tre donne al comando di una azienda in un settore (quello del volo) dove ancora le donne, lasciatemelo dire, sono viste come delle mosche bianche. Ma loro, per nulla intimorite da questo, continuano a svolgere il loro in maniera precisa e meticolosa: “non siamo diverse dagli uomini, facciamo il nostro lavoro esattamente come loro” esordisce Anna.

Lavoro duro quello dell’antincendio, un lavoro svolto con passione e molta attenzione per i dettagli, dettagli che spesso fanno la differenza quando si vola a pochi metri dalle case o dei fili dell’alta tensione. Abbiamo chiesto ad Heliwest di raccontarci la propria esperienza.

Buongiorno Heliwest e grazie per averci concesso questa intervista.

Aviation Report: La Heliwest ha una delle flotte più grandi di Ecureuil: come mai avete deciso di puntare su questo elicottero?

Heliwest: La nostra azienda è nata nel 1993 e tra i primi elicotteri acquistati vi era un AS350 Ecureuil usato. Successivamente l’incremento del lavoro, soprattutto nelle nostre aeree montane, ha richiesto l’inserimento di ulteriori aeromobili. La scelta di creare una flotta omogenea è stata dettata da ragioni di carattere tecnico/operativo. Negli anni, questo tipo di elicottero, grazie alle sue caratteristiche prestazionali, si è rivelato adeguato allo svolgimento delle attività che costituiscono il core-business dell’azienda.

Aviation Report: Nel vostro parco macchine avete diverse versioni di questo elicottero: come si è evoluto questa macchina e come ha cambiato il modo di lavorare?

Heliwest: Il ns. primo Ecureuil risale, appunto, al 1995 e, l’ultimo, al 2021. Negli elicotteri di ultima generazione abbiamo assistito ad una continua evoluzione in termini di prestazioni (installazione di motori sempre più performanti), di sicurezza e di utilizzo di nuove tecnologie per la parte avionica a supporto del pilota.

Aviation Report: Il lavoro aereo è un mestiere difficile e pericoloso è bene ricordarlo, l’antincendio lo è ancora di più: quali sono i pericoli a cui andate incontro quando spegnete gli incendi?

Heliwest: Trattandosi di un volo a bassa quota, i pericoli principali sono da ricercarsi nella presenza di linee elettriche (non segnalate o segnalate in modo improprio) nonché di eventuali ostacoli situati in prossimità dei bacini in cui viene pescata l’acqua. Inoltre, essendo l’antincendio boschivo un’attività di tipo emergenziale, la nostra Società mitiga i rischi attraverso elevati standard di sicurezza attraverso la formazione continua del personale impiegato nelle operazioni.

Aviation Report: Pericoli e sacrifici a parte, sappiamo che l’antincendio è comunque un lavoro gratificante: vuoi raccontarci qualche episodio che vi è rimasto impresso?

Heliwest: In alcune circostanze si è dovuto intervenire in zone prossime alle abitazioni o particolarmente antropizzate; in tale caso oltre alla soddisfazione legata al buon esito della missione (essere riusciti a circoscrivere l’incendio prima che si espandesse alle abitazioni), vi è stata anche il riconoscimento da parte delle Autorità e dei cittadini.

Heliwest, vi lasciamo al vostro lavoro, grazie per il tempo che ci avete dedicato.

Articolo e intervista: Emanuele Ferretti
Immagini: Heliwest

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Emanuele "Mané" Ferretti

Emanuele Ferretti, per gli amici Manè, è da sempre un grande appassionato di volo. Oltre ad avere all'attivo diverse centinaia di ore di volo in parapendio ed in paramotore, Mané lavora in una azienda aeronautica in provincia di Ascoli Piceno. La passione per la fotografia e per la natura lo ha portato a scoprire il mondo con i mezzi più disparati: dalla canoa, alla moto, al paramotore.

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