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Anche la Romania annuncia l’acquisto degli aerei da combattimento F-35

@ Aviation Report / Gianluca Vannicelli

Anche la Romania punta ad acquistare gli aerei da combattimento F-35 statunitensi di ultima generazione per potenziare le sue difese aeree, ha dichiarato oggi il Consiglio Supremo di Difesa del paese (CSAT – Consiliului Suprem de Apărare a Țării) in una dichiarazione di oggi 11 aprile. La decisione arriva mentre il paese cerca di aumentare le spese per la difesa e modernizzare le sue forze militari sulla scia dell’invasione russa della vicina Ucraina.

La decisione di acquistare il jet porterebbe la Romania ad entrare nell’impresa globale Joint Strike Fighter di 17 membri dopo la formalizzazione degli acquisti degli F-35 da parte del Canada a gennaio scorso, ed ad affiancare diverse nazioni europee già utilizzatrici o future utilizzatrici del caccia stealth della Lockheed Martin. Nel frattempo l’anno scorso, la Romania ha deciso di acquistare 32 caccia F-16 di seconda mano dalla Norvegia, per affiancare gli F-16 già operativi e sostituire gli anziani MiG-21 LanceR della Forṱele Aeriene Romậne.

In questo contesto Bucarest ha previsto di aumentare la spesa per la difesa al 2,5% del prodotto interno lordo quest’anno, in risposta all’invasione russa dell’Ucraina. La Romania, che condivide un confine di 650 km con l’Ucraina, ospita un sistema di difesa aerea, contro i missili balistici, degli Stati Uniti e, dallo scorso anno, dispone di un gruppo tattico dell’Alleanza Atlantica permanente di stanza sul suo territorio.

Inoltre le forze aeree della NATO rischierano regolarmente aliquote di propri aerei da combattimento sulle basi aeree della Romania a difesa del fianco est dell’Alleanza. Anche l’Italia ha schierato gli Eurofighter in Romania ed in particolare è attualmente presente sulla base aerea di Mihail Kogălniceanu vicino a Costanza nell’ambito della Task Force Air (TFA-R) “Gladiator” che nei giorni scorsi ha superato le 300 sortite e le 500 ore di volo.

La Task Force italiana in Romania è stata attivata nel mese di dicembre 2022 e il rischieramento dovrebbe terminare a fine luglio 2023. Il contingente italiano della Task Force Gladiator, posto sotto la diretta dipendenza nazionale del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), è composto da 150 donne e uomini dell’Aeronautica Militare provenienti dai Gruppi di Volo di diversi Stormi Eurofighter (4° di Grosseto, 36° di Gioia del Colle, 37° di Trapani e 51° di Istrana) e da personale tecnico e logistico che, fino alla fine di luglio 2023, opereranno con la Forṱele Aeriene Romậne e con gli alleati della NATO a protezione del fianco est dell’Alleanza Atlantica.

Avere capacità operative di difesa aerea solide, credibili, interoperabili, flessibili ed efficienti come parte dei nostri impegni come Stato della NATO e dell’UE è la chiave affinché la Romania raggiunga i suoi obiettivi di politica di difesa“, afferma la dichiarazione. “Il processo di modernizzazione dell’aeronautica continuerà attraverso l’acquisizione di jet F-35 di ultima generazione“. Al momento il Consiglio Supremo di Difesa della Romania non ha elaborato tempi o quantità di velivoli da acquisire.

La notizia della decisione del paese di acquistare gli aerei da combattimento F-35 evidenzia quanto drammaticamente l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia abbia cambiato il panorama della sicurezza europea. La scorsa settimana, la NATO ha ufficialmente accolto la Finlandia come suo 31° membro, annullando decenni di neutralità. Anche la Svezia dovrebbe aderire alla NATO. Ricordiamo che anche Helsinki ha confermato l’acquisto degli F-35 per sostituire l’attuale flotta di F-18 Hornet.

Circa 650 F-35 opereranno in Europa entro la metà degli anni ’30 ci aveva confermato Lockheed Martin, in un incontro a Roma, e come aveva dichiarato anche il Generale James Hecker Comandante dell’USAFE, le Forze Aeree Statunitensi in Europa e Africa. “Abbiamo avuto quattro paesi che hanno deciso di acquistare gli aerei dall’invasione dell’Ucraina“, ha detto Hecker. “Ora saremo in grado di avere oltre 600 F-35 entro il 2034, e di quei 600, circa 50/55 saranno statunitensi.

Categorie: News Militari
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