Un Boeing 777- 243er Alitalia (Argentario) con marche EI-DBM e decollato alle 17.18 di sabato 8 febbraio dal John F. Kennedy di New York (le 23.18 in Italia) è riuscito ad atterrare domenica mattina sulla pista 16 sinistra dell’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino alle 5.56, con oltre un’ora di anticipo rispetto al previsto. Per la compagnia e per i voli commerciali subsonici si tratta indubbiamente di un risultato veramente notevole. Grazie ad una particolare condizione meteorologica il volo AZ609 ha impiegato soltanto 6 ore e 38 minuti per coprire l’intera tratta, quando in media ne occorre circa 1 in più.

Questa spettacolare performance infatti è stata resa possibile soltanto grazie a una corrente a getto particolarmente intensa (jet stream) che ha soffiato dall’America all’Europa con velocità superiori ai 300 chilometri orari ed ha permesso di raggiungere al Boeing per alcuni tratti la ragguardevole velocità di ben 1.164 km/h.

Ad ogni modo non si tratta d un caso isolato. Un altro volo Alitalia, l’AZ605 proveniente sempre da New York ma con destinazione Milano Malpensa, è riuscito ad effettuare anch’esso una traversata record impiegando soltanto 6 ore e 12 minuti per ultimare il volo, rispetto a una media di poco superiore alle sette. Questa particolare condizione meteorologica ad ogni modo ha di fatto favorito tutti i voli con destinazione verso l’Europa  provenienti dagli Stati Uniti. Un Boeing 747- 400 della British Airways ha coperto la tratta New York-Londra nel tempo record di 4 ore e 56 minuti, mentre il volo Virgin Atlantic VS4 su Airbus A350 -1000 ci ha messo soltanto un minuto in più. 

Questi ultimi due rilevamenti hanno di fatto stracciati di circa una ventina di minuti anche il precedente miglior tempo registrato nel gennaio del 2018 da un Boeing 787 della Norwegian Air Shuttle che aveva coperto la medesima tratta in sole  5 ore e 13 minuti. Voli record ma che rimangono comunque ben distanti dalla traversata transatlantica più veloce della storia; un record ancora oggi detenuto dal Concorde. Era il 1996 quando l’apparecchio riuscì a coprire la distanza che separa New York da Londra in sole due ore 52 minuti e 59 secondi raggiungendo la velocità massima di 1.350 mph, grazie anche alla poderosa spinta offerta dai suoi motori.

Copyright: Flighradar24

Il monitoraggio di questi tempi è stato effettuato dal sito Flightradar24 che ha confermato ai suoi utenti del fatto che questo fenomeno naturale molto raro in natura, ha permesso anche ad altri velivoli che sorvolavano l’Atlantico sempre a cavallo di quella data di raggiungere velocità di crociera del tutto eccezionali.

Testo: Simone Ferrante

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