L’operazione Lightning conclusasi venerdì 15 giugno ha condotto per la prima volta gli F 35A italiani del 32° Stormo sulla base aerea friulana in un rischieramento operativo senza precedenti.

Sono atterrati nel primo pomeriggio di venerdì 8 giugno sulla base aerea di Rivolto (Udine), 4 velivoli di 5° generazione F 35/A del 13° Gruppo Volo in forza al 32° Stormo di Amendola, per prendere parte all’Operazione Lightning, in quello che è stato il loro primo rischieramento a carattere operativo presso un’altra base aerea italiana.

Per un’intera settimana i piloti hanno potuto svolgere regolarmente la propria attività addestrativa, grazie anche al supporto del personale del 2° Stormo e di un “Advance Team” giunto appositamente da Amendola per la gestione diretta delle aree aeroportuali dedicate al rischieramento, effettuando per ogni giornata una media di ben 6 sortite, nelle quali hanno potuto interagire sia col sistema di difesa missilistico Spada in forza allo stormo, che effettuare delle trasferte in Germania al poligono elettronico “Polygone” di Bann, nonostante le condimeteo poco incoraggianti che stazionavano sui cieli d’Oltralpe.

Tale attività che è stata appositamente scelta per affinare e implementare le capacità di coordinamento e gestione di future operazioni di rischieramento degli assetti, si è conclusa con un successo sia per i piloti del 32° Stormo che per gli operatori addetti alla difesa antiaerea, oltre che per tutto quanto il personale di supporto operativo e logistico dei due Reparti dell’Aeronautica Militare (circa 70 fra uomini e donne), i quali hanno operato in modo congiunto in maniera perfettamente efficace e sinergica.

Il successo dell’operazione che ha visto conseguire tutti gli obiettivi prefissati, ha rappresentato un importante passo verso la I.O.C. del nuovo sistema d’arma e si è conclusa nella giornata di venerdì 15 giugno con il rientro ad Amendola di tutto quanto il personale e degli assetti del 32° Stormo.

Per il 13° Gruppo, questa attività ha avuto inoltre un significato particolare anche da un punto vista storico. Infatti, dopo oltre mezzo secolo, il Gruppo ha avuto la possibilità di rischierarsi in un sedime aeroportuale sotto il vessillo del 2° Stormo per il quale aveva già operato con diversi velivoli fino agli anni ’50 del secolo scorso.

Dal 1° marzo 2018 inoltre, gli F 35/A del 32° Stormo sono parte integrante del dispositivo di Difesa Aerea nazionale, in quanto inseriti operativamente a pieno titolo nel S.S.A.A., il Servizio di Sorveglianza dello Spazio Aereo.

Con il suo sistema missilistico Spada, il 2° Stormo è l’ente individuato dalla Forza Armata per svolgere la funzione di punto di riferimento missilistico integrato nel sistema di difesa aerea nazionale. Il sistema si compone di un Centro di Avvistamento e da 3 o più Sezioni di Fuoco dotate di missili ASPIDE con gittata massima di circa 10 km.

La sua elevata versatilità ne ha permesso l’efficace impiego anche al di fuori delle basi di abituale schieramento, come nel corso del G8 di Genova del 2001, o ancora in occasione dei funerali di Papa Giovanni Paolo II nel 2005.

Una batteria ‘Spada’ del 2° Stormo inoltre venne rischierata presso l’Aeroporto di Trapani Birgi, in occasione della crisi libica del 2011, prendendo così parte alle operazioni “Odissey Dawn” e “Unified Protector”.

Fonte e immagini: Ufficio Pubblica Informazione Aeronautica Militare

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