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Airbus punta sull’italiana Avio Aero e sul suo motore Catalyst per equipaggiare il futuro velivolo a pilotaggio remoto Eurodrone

@ OCCAR

Airbus ha annunciato la selezione del motore Catalyst, motore interamente sviluppato e prodotto in Europa, proposto dall’italiana Avio Aero per la propulsione del velivolo a pilotaggio remoto Eurodrone. L’accordo prevede la fornitura di 120 motori e la relativa manutenzione.

Siamo onorati di essere stati selezionati da Airbus per motorizzare il nuovo Eurodrone”, ha dichiarato Riccardo Procacci, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Avio Aero e GE Aviation Turboprop. “È un grande traguardo per la crescita e l’autonomia dell’intera industria aeronautica europea, così come per chi ha lavorato in questi anni al Catalyst. Abbiamo investito in persone, risorse e infrastrutture per iniziare sin da subito a supportare il programma e i nostri team in tutta Europa sono pronti a mettersi a lavoro”.

Il lavoro degli ingegneri sul Catalyst e l’intera filiera produttiva sono e resteranno nell’eco-sistema produttivo europeo. I siti coinvolti nel programma sono: Avio Aero in Italia e Polonia, GE Aviation Turboprop (in Repubblica Ceca), GE Aviation Advanced Technology di Monaco (Germania) e il GE Engineering Design Center di Varsavia (Polonia). Il Catalyst è un motore 100% ITAR-free (International Traffic in Arms Regulation) e sarà interamente certificato in Europa.

Questa selezione è un passo avanti decisivo e garantirà che il programma Eurodrone possa procedere in linea con i tempi, i costi e le specifiche stabilite dai nostri clienti. Il Catalyst è stato identificato come la migliore soluzione sulla base di prestazioni superiori, minori rischi di sviluppo, migliore economia in servizio e maggiore potenziale di crescita. In linea con le esigenze dei clienti, il Catalyst offrirà una soluzione realmente europea, contribuendo così a rafforzare il ruolo complessivo di Eurodrone come facilitatore dell’autonomia strategica“, ha affermato Jean-Brice Dumont, Head of Military Aircraft di Airbus Defence and Space.

Il Catalyst è un motore collaudato in volo, interamente sviluppato e prodotto in Europa. Così come il programma Eurodrone, questo motore è stato concepito come 100% ITAR-free (International Traffic in Arms Regulation), garantendo così autonomia sulle possibilità di esportazione ed evitando la necessità di ulteriori requisiti prima dell’autorizzazione all’esportazione.

Il programma Catalyst™ era stato lanciato nel 2015 e l’intero processo di progettazione e sviluppo si è svolto completamente in Europa. I test del motore installato sull’aereo sperimentale sono iniziati nel dicembre 2020 e, contemporaneamente, GE Aviation Turboprop ha consegnato il primo motore aeronavigabile a Textron Aviation per il lancio sul nuovo velivolo turboelica Beechcraft Denali. A oggi, i motori  realizzati hanno accumulato più di 2.600 ore di funzionamento, completando 4 prove di certificazione.

Nell’ambito delle sue responsabilità in qualità di subappaltatore principale per questo importante programma europeo di collaborazione, Airbus Defence and Space è responsabile della selezione del fornitore del motore. Gli aspetti chiave nella selezione dei fornitori di Eurodrone sono la competitività, le prestazioni, la capacità di rispettare l’impegnativo programma di consegna e la capacità di soddisfare la domanda in servizio.

Il Catalyst, che nella sua versione civile sta affrontando due campagne di volo, è il primo turboelica nella storia dell’aviazione con componenti realizzate tramite additive manufacturing, che assicurano minor peso e maggior efficienza al motore. Grazie al rapporto di compressione di 16:1, il migliore del settore, il Catalyst garantisce una diminuzione dei consumi fino al 20%, una potenza di crociera e una capacità di carico maggiore del 10% e fino a tre ore in più di autonomia in una tipica missione UAV, rispetto ai motori concorrenti nella stessa categoria. Il FADEC (Full Authority Digital Engine Control), presente sul Catalyst, semplifica l’integrazione tra l’elica, che sarà realizzata dalla tedesca MT-Propeller, e l’avionica.

Eurodrone

Eurodrone è un aereo a pilotaggio remoto di classe MALE (Medium Altitude Long Endurance) con capacità versatili e adattabili. Le sue caratteristiche lo rendono la piattaforma perfetta per missioni ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition, and Reconnaissance) o per operazioni di sicurezza nazionale. Il programma europeo Eurodrone era stato lanciato formalmente per conto delle nazioni partner Francia, Germania, Italia e Spagna, portando a consegne dalla fine di questo decennio.

Il contratto è stato firmato dal direttore dell’agenzia per gli appalti della difesa OCCAR Matteo Bisceglia e Michael Schoellhorn, amministratore delegato del primo appaltatore industriale Airbus Defence & Space. Finalizzato il 24 febbraio, il contratto di sviluppo e produzione porterà alla consegna di 20 sistemi Eurodrone, insieme a un pacchetto iniziale di cinque anni di supporto in servizio. Ciascun sistema includerà tre velivoli a pilotaggio remoto. Altre società partner incluse nell’accordo sono Airbus Spain, Dassault Aviation e Leonardo.

Descrivendo lo sforzo come “uno dei più ambiziosi programmi di difesa europei“, Schoellhorn ha detto che: “fornirà il sistema aereo senza pilota più avanzato nel suo segmento, genererà oltre 7.000 posti di lavoro nell’alta tecnologia nel settore e rafforzerà la sovranità industriale europea, know-how e collaborazione tra le nazioni”.

Programmi innovativi con solide basi tecnologiche chiave garantiranno l’autonomia strategica dell’Europa offrendo nuove alternative all’acquisizione immediata di prodotti non europei“, ha affermato Eric Trappier, amministratore delegato di Dassault. Airbus produrrà un prototipo unico del progetto, a supporto dei test di volo da eseguire dal suo sito di Manching vicino a Monaco.

Ottimizzata per compiti di intelligence, sorveglianza, acquisizione di bersagli e ricognizione, la piattaforma biturboelica sarà certificata per operazioni nello spazio aereo civile non segregato. Airbus ha precedentemente delineato un programma in base al quale una revisione preliminare del progetto avrà luogo 18 mesi dopo il lancio del programma e un primo volo cinque anni dopo la firma del contratto.

Secondo quanto pubblicato dal Sole 24 Ore il valore dell’intero contratto con l’acquisto dei velivoli secondo alcune fonti autorevoli ha un valore di circa 7,1 miliardi di euro, valore al momento non confermato. Ognuno dei quattro paesi contribuirà per la sua parte, in proporzione ai droni acquistati, inoltre avrà un ritorno industriale per la produzione. Ogni sistema è composto da tre droni e l’Italia dovrebbe acquistare cinque sistemi, dunque 15 droni.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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