Il 13 marzo 2026 Airbus ha annunciato un passo concreto verso l’introduzione di capacità autonome nel panorama della difesa europea. Presso lo stabilimento di Manching, vicino a Monaco, gli ingegneri stanno equipaggiando i primi due esemplari di droni Valkyrie di Kratos con il sistema di missione europeo Multiplatform Autonomous Reconfigurable and Secure (MARS).
L’obiettivo dichiarato è chiaro: il primo volo di questa variante “europeizzata” è previsto entro la fine del 2026, con la consegna di un sistema UCCA (Uncrewed Collaborative Combat Aircraft) pienamente operativo alla Luftwaffe tedesca entro il 2029. Questa iniziativa non nasce dal nulla.
Già nel luglio 2025 Airbus e Kratos Defense & Security Solutions avevano siglato una partnership proprio per rispondere alle esigenze urgenti espresse dalla Germania in un contesto geopolitico sempre più instabile. Invece di partire da zero con un nuovo sviluppo, un processo che avrebbe richiesto anni e risorse ingenti, le due aziende hanno scelto di accoppiare una piattaforma già collaudata in volo con una suite di missione sovrana europea. Il risultato è un aereo da combattimento senza pilota pronto a operare in team con i caccia pilotati, in particolare l’Eurofighter, offrendo capacità sia cinetiche che non-cinetiche a costi accessibili.
Droni Valkyrie di Kratos pronti per il debutto europeo
I due velivoli, acquisiti direttamente da Kratos, sono attualmente in fase di integrazione a Manching. Il Valkyrie di Kratos (designazione originale XQ-58A) ha già dimostrato le sue qualità oltreoceano: il volo inaugurale risale al 2019 negli Stati Uniti e da allora numerosi esemplari volano regolarmente. Ora la versione Airbus riceve il “cervello” europeo.
Le dimensioni parlano chiaro: lunghezza 9,1 metri, apertura alare 8,2 metri, peso massimo al decollo intorno alle tre tonnellate. Il raggio d’azione supera i 5.000 chilometri e l’altitudine operativa arriva a 45.000 piedi, con velocità subsoniche elevate. Queste caratteristiche lo rendono ideale per missioni di lunga durata, penetrazione in ambienti contesi e impiego “attritable” ovvero “sacrificabile” in scenari ad alto rischio senza mettere in pericolo piloti umani.
Il sistema MARS, sviluppato da Airbus, include un componente software basato su intelligenza artificiale chiamato MindShare. Questo “cervello” sostituisce il pilota umano, coordina gruppi di velivoli misti (pilotati e non) e consente operazioni completamente autonome o comandate da un Eurofighter. Il pod Litening 5 Advanced Targeting, aggiornato con connettività specifica, permette al caccia europeo di fungere da “aereo di comando” per l’intero gruppo di missione.
Steve Fendley, presidente della divisione Unmanned Systems di Kratos, ha sottolineato l’entusiasmo per la collaborazione. “Stiamo realizzando un sistema multi-missione, economico, che può operare in modo indipendente, in squadre di droni o in teaming uomo-macchina. Con il supporto tecnico e produttivo di Airbus e Kratos, offriamo una capacità ‘affordable mass’ la discriminante vincente nello spazio aereo di battaglia peer-to-peer di oggi”.
Il MARS trasforma i droni Valkyrie di Kratos in Uncrewed Collaborative Combat Aircraft
Il vero valore aggiunto non risiede nella cellula, già matura, ma nel sistema di missione. MARS garantirà la sovranità europea su algoritmi, autonomia e sicurezza dei dati, elementi fondamentali per la Germania e per l’intera UE. Marco Gumbrecht, Head of Key Account Germany di Airbus Defence and Space, ha spiegato il razionale strategico. “Offriamo al cliente tedesco esattamente ciò di cui Germania ed Europa hanno urgente bisogno oggi: un aereo da combattimento senza pilota già collaudato in volo, dotato di un sistema di missione europeo sovrano, senza doverlo sviluppare da zero in tempi e costi proibitivi. Puntiamo a una capacità di combattimento credibile, in tempi rilevanti, con aspetti sovrani assicurati e a un prezzo molto competitivo”.
Questa filosofia “plug-and-play” accelera enormemente i tempi. Mentre programmi come il FCAS procedono sui tempi lunghi previsti per il prossimo decennio, la soluzione Valkyrie + MARS permetterebbe alla Luftwaffe di disporre di droni collaborativi già dal 2029. Gli scenari operativi spaziano dall’attacco a obiettivi sensibili (troppo rischiosi per i piloti) alla sorveglianza persistente, dalla guerra elettronica alla soppressione di difese aeree nemiche.
Molti analisti si chiedono quale sia esattamente la differenza rispetto alle piattaforme americane pure: la risposta sta proprio nel MARS. Il software MindShare non è soltanto un sistema di pilotaggio automatico. E’ una piattaforma aperta e riconfigurabile che permette di aggiornare rapidamente le missioni, integrare nuovi sensori o armi e coordinare flotte intere. In pratica, un Eurofighter aggiornato potrà guidare uno sciame di droni Valkyrie di Kratos in ambienti ad alta minaccia, moltiplicando la letalità del sistema senza esporre gli equipaggi.
Verso l’operatività 2029: contesto e implicazioni per la difesa tedesca
Il progetto si inserisce in un più ampio sforzo tedesco di modernizzazione. La Luftwaffe cerca da tempo un “wingman” economico e riutilizzabile per affiancare l’Eurofighter Typhoon (e in futuro il FCAS). La scelta di partire da una piattaforma americana già in produzione, ma con cervello europeo, rappresenta un compromesso pragmatico tra rapidità e controllo nazionale.
La preparazione a Manching procede a pieno ritmo. I test a terra e l’integrazione avionica precedono il primo volo previsto per il 2026. Una volta superata questa soglia, seguiranno campagne di prova sempre più complesse: prima voli autonomi, poi missioni in teaming con Eurofighter reali, infine validazioni operative.
Una domanda ricorrente tra gli addetti ai lavori riguarda la capacità di carico e le opzioni di armamento. Il Valkyrie dispone di una baia interna e punti d’attacco alari che permettono configurazioni flessibili: missili aria-terra, munizioni a guida laser, jammer elettronici o sensori avanzati. La combinazione con il MARS consentirà anche di riassegnare i compiti in tempo reale, rendendo il sistema estremamente adattabile a minacce in evoluzione.
Anche dal punto di vista economico il progetto convince. Kratos ha costruito la sua reputazione su droni low-cost e sacrificabili. Airbus aggiunge produzione e supporto europei. Il risultato è un UCCA che può essere acquistato e schierato in numeri significativi, proprio il concetto di “affordable mass” citato da Fendley, senza gravare eccessivamente sui bilanci della difesa.
Il futuro della collaborazione uomo-macchina in Europa passa dal Valkyrie
Mentre le grandi potenze accelerano i propri programmi CCA (Collaborative Combat Aircraft), l’Europa rischia di rimanere indietro. La soluzione Airbus-Kratos colma questo gap con un approccio realistico: piattaforma matura americana + sovranità europea sul software. Il primo volo del 2026 rappresenterà un momento simbolico importante. Per la prima volta un drone da combattimento progettato oltreoceano volerà in Europa con un sistema di missione interamente sviluppato nel Vecchio Continente.
Per la Luftwaffe il traguardo del 2029 non è solo una data, è la scadenza entro la quale l’aviazione militare tedesca vuole essere pronta a difendersi in uno scenario di alta intensità. I droni Valkyrie di Kratos equipaggiati con il sistema MARS offriranno esattamente questo: capacità di combattimento credibile, flessibilità operativa e protezione dei piloti.
Il percorso è avviato, e Manching è diventata il centro di gravità di questa rivoluzione silenziosa. Nei prossimi mesi i due velivoli usciranno dall’hangar per i rullaggi e, infine, per il decollo che segnerà l’inizio di una nuova era per l’aviazione militare europea. Il Valkyrie, una volta integrato con il sistema MARS, non sarà più solo un drone americano adattato, ma diventerà il primo CCA pienamente europeo, pronto a volare al fianco dell’Eurofighter.