H125 Ecureuil: il re del lavoro aereo
@ Emanuele "Mané" Ferretti

Airbus H125 Ecureuil: il re del lavoro aereo

Da sempre l’uomo ha avuto bisogno di portare carichi in luoghi a volte impervi per costruire rifugi, trasportare legname o per realizzare opere ingegneristiche; per anni questo tipo di lavoro è stato svolto con l’ausilio dagli animali, in particolare dai muli. La storia ci insegna come gli alpini nei vari conflitti, abbiano utilizzato questo animale per trasportare attrezzature in ambiente montano. Per fortuna oggi le cose sono cambiate e la tecnologia ha letteralmente rivoluzionato il concetto di trasporto di materiale, in particolare quello in ambiente ostile, sia esso in montagna o in luoghi difficili da raggiungere, ed è stata creata una nuova categoria di lavoro, in gergo “il lavoro aereo”.

Che cosa vuol dire “lavoro aereo”? Con l’avvento del regolamento europeo 965 del 2012 la categoria “lavoro aereo” è stata sostituita dalla definizione: “Operazione Specializzata” con acronimo SPO nella quale rientrano le operazioni commerciali e non.  Per “operazione commerciale”, si intende qualsiasi operazione di un aeromobile, dietro compenso o ad altro titolo oneroso, che sia disponibile per il pubblico oppure, se non messa a disposizione del pubblico, sia svolta nel quadro di un contratto fra un operatore e un cliente, nella quale quest’ultimo non detiene alcun controllo sull’operatore”

Alcuni esempi di operazioni specializzate sono:

  1. i voli pubblicitari;
  2. i voli diretti ad effettuare riprese fotografiche, fotogrammetriche, cinematografiche e televisive;
  3. i voli diretti ad effettuare rilevamenti e osservazioni;
  4. i voli per trasporto di carichi esterni;
  5. i voli per la diffusione di sostanze, incluse le attività antincendio (l’attività antincendio boschivo rientra sotto il regolamento nazionale COAN);
  6. i voli per lancio paracadutisti;
  7. i voli per radiomisure;

Ci sarebbe da parlare per mesi di operazioni specializzate, ma oggi voglio parlarvi di una ben precisa tipologia: “i voli per trasporto di carichi esterni” e per farlo mi sono mi sono recato niente di meno che… a casa mia ad Acquasanta Terme (AP), precisamente nella frazione Cagnano, dove l’operatore Airdelta era impegnato con il suo H125 (AS350B3e) in una operazione di trasporto di materiale al gancio baricentrico per fornire attrezzature e quanto necessario per la manutenzione delle linee elettriche (es. isolatori, paranchi, minuteria metallica ecc.).

La Airdelta è un operatore italiano con sede in Basilicata è precisamente a Galdo di Lauria (PZ), nasce dall’esigenza di servire la clientela degli operatori che si occupano della costruzione e manutenzione delle linee elettriche. La società è autorizzata dall’ENAC a svolgere operazioni specializzate ad “alto rischio” tra le quali rientra il trasporto di carichi esterni.

Quando si parla di lavoro aereo e di trasporto di carichi esiste un solo nome: Airbus H125. L’H125 fa parte della robusta e collaudata famiglia Ecureuil di Airbus. Con circa 6.770 elicotteri consegnati in quasi 120 paesi del mondo e 36 milioni di ore di volo accumulate in tutto il mondo, L’Airbus H125 è il leader indiscusso per la sua versatilità nello svolgere diverse tipologie di lavoro, dal trasporto passeggeri alle riprese fotografiche e video passando per il trasporto di carichi esterni e viene utilizzato principalmente per missioni ad alte prestazioni in condizioni elevate e calde.

Noto per aver battuto il record mondiale per l’atterraggio e il decollo dalla più alta quota, effettuato nel 2005 sul Monte Everest a 8.848 metri (29.029 piedi), un titolo detenuto ancora oggi, l’AS350 B3 ha eseguito anche l’operazione di salvataggio su lunga linea più alta del mondo, l’Lhotse, la quarta montagna più alta del mondo, situata nell’Himalaya, a 7.800 metri (25.590 piedi) nel maggio 2013.

L’H125 è equipaggiato con un motore turboalbero Safran Helicopter Engines Arriel 2D in grado di sviluppare 710 kW / 952 CV di potenza con un’autonomia di 630km ad una velocità 252 chilometri all’ora. La sua cabina garantisce una eccellente visibilità e può essere configurata per trasportare 1 pilota e 6 passeggeri oppure 2 piloti e 4 passeggeri, il tutto con bassi livelli di vibrazioni. L’H125 è in grado di trasportare fino a 1.400 kg (3.086 lb) di carico utile.

L’aumento delle prestazioni in ambienti alti e caldi è stato certificato per migliorare l’OGE (effetto suolo) del soffitto sospeso al massimo peso al decollo (MTOW) fino a 12.600 piedi (fino a 13.400 piedi con BLR FastFin®). Per carichi esterni a 7.000 piedi all’ISA, gli operatori possono guadagnare fino a 140 kg (fino a 190 kg con BLR FastFin® in cabina, l’H125 si è guadagnato la reputazione di vero e proprio cavallo di battaglia multi-missione, diventando uno spettacolo comune negli eliporti, nelle piattaforme di atterraggio degli ospedali, nei centri operativi dei dipartimenti di polizia e negli aeroporti di tutto il mondo.

Con centinaia di certificati di tipo supplementari (STC), l’elegante cabina dell’H125 ha un pavimento piatto che può essere riconfigurato rapidamente e facilmente per varie missioni, tra cui lavoro aereo, antincendio, forze dell’ordine, soccorso e trasporto passeggeri. L’H125 offre ai piloti una maggiore sicurezza e un carico di lavoro ridotto grazie al pannello strumenti del cockpit touchscreen in vetro con Garmin G500H TXi e VEMD (Veicolo e motore multifunzione), sviluppato per Airbus.

Il VEMD consente ai piloti di controllare i principali parametri del veicolo e del motore con un semplice sguardo. Inoltre, la linea di base H125 è ora dotata di un sistema di alimentazione del carburante resistente agli urti, pienamente conforme alle linee guida 27.952 per le operazioni con carico oscillante.

L’H125 è un elicottero performante e con un’avionica al passo con i tempi, ma il lavoro aereo è e rimane un mestiere molto rischioso e difficile che richiede una grande esperienza, una profonda conoscenza del mezzo e un manico non indifferente. Già perché volare in elicottero è difficile e pericoloso, ma volare con un elicottero da 1900 kg a pochi centimetri dalle linee dell’alta tensione con appeso al gancio baricentrico 1000kg di carico è… già com’è?

“Organizzato” è la prima parola che mi viene da dire quando mi reco sul sito di Cagnano dove il pilota Martino e tutta la squadra della Airdelta sta preparando elicottero e materiale per il lavoro che andranno a svolgere di lì a breve, un’organizzazione del lavoro frutto di un attento e scrupoloso addestramento di pilota e tecnici, un’organizzazione che da sola fa capire che in Airdelta fanno sul serio e che nulla, nemmeno il più insignificante dettaglio viene lasciato al caso.

Osservo l’attenzione e la cura che il pilota dedica al suo elicottero durante l’ispezione giornaliera, siamo in un prato a pochi passi da un bosco eppure ogni procedura e ogni controllo è eseguito e rispettato in maniera scrupolosa, nulla viene lasciato al caso!

Poi osservo l’attenzione che i tecnici dedicano al controllo dei cavi a cui verrà agganciato il carico: li osservano, li controllano centimetro dopo centimetro cercando ogni segno di un possibile danneggiamento o malfunzionamento, un controllo mai scontato perché la sicurezza è la prima parola in questo lavoro.

Le nuvole si diradano e lasciano la visibilità necessaria per andare in volo. Martino fa cenno ai suoi colleghi di mettersi all’opera e tutti si mettono in moto, ognuno con un compito specifico e ben delineato, nulla viene lasciato al caso, perché il lavoro aereo non sarà un lavoro facile, ma con una squadra efficiente e preparata come quella dell’Airdelta, può essere svolto in totale sicurezza.

L’H125 lentamente si solleva da terra e aggancia del materiale elettrico e poi si infila nella gola che da Acquasanta Terme va verso Amatrice, una gola stretta percorsa a fatica dalla vecchia salaria e dal fiume Tronto che da secoli ne scolpisce il paesaggio. Conosco le mie terre, sono luoghi affascinanti, misteriosi magici se volete, ma sono difficili, pericolosi, che non perdonano alcuna minima distrazione, come possono confermare le mie martoriate gambe, muoversi qui che sia per acqua terra cielo non è affatto facile.

L’ H125 Ecureuil lentamente si avvicina ad un cavo dell’alta tensione mentre il vento gelido che viene dal monte Vettore prova ad allontanarlo, ma il pilota, con una perizia invidiabile, mantiene elicottero e carico perfettamente fermi permettendo al personale a terra di operare in tutta sicurezza, è una sfida Davide contro Golia, il piccolo e performante elicottero pilotato dal bravissimo Martino da una parte, il randagio e imponente Appennino dall’altra, una sfida dove tecnica e bravura vincono sulla forza della natura.

L’elicottero deposita il carico vicino a un pilone dell’alta tensione poi fa pochi metri, si avvicina ad un altro pilone e con una semplicità invidiabile aggancia un altro carico e velocemente lo deposita nell’area appositamente preparata a Cagnano.

Osservo l’Ecureuil volare sulla Vallata del Tronto e per un attimo l’occhio mi cade sulle mie montagne, quelle montagne dove sono nato e che in qualche modo hanno forgiato il mio carattere, le osservo e ripenso a quando ero bambino e giravo tra i boschi e non era raro vedere gli scoiattoli raccogliere le ghiande, ricordo di averne visto uno scappare con due nocciole in bocca e tre tra le zampe, scappava e saltava da un ramo all’altro con un’agilità pazzesca, incurante del prezioso e ingombrante carico che aveva… sono passati oltre trent’anni ma il ricordo è ancora vivo!

Oggi guardo l’H125 Ecureuil e non posso non ripensare a quella scena trovando delle incredibili similitudini tra questo elicottero e lo scoiattolo, entrambi piccoli, agili, snelli e in grado di portare carichi molto grandi paragonati al proprio peso, il tutto senza intaccare la propria agilità. H125 Ecureuil: mai nome fu più azzeccato per un elicottero.

Gli uomini dell’Airdelta, proseguono il loro lavoro con precisione certosina, mai nessuna sbavatura, ogni carico viene portato a terra con precisione millimetrica e in pochi minuti l’elicottero è già vicino ai piloni per prelevarne altri, quasi che lavorare con un elicottero da 2000kg a pochi centimetri dai cavi dell’alta tensione fosse un lavoro banale, ma banale non lo è.

E’ sempre un emozione, ogni volta che stacco i piedi da terra, lo sapete bene, mi è capitato di volare altre volte sulle zone dove sta operando Airdelta, praticamente a casa mia… e pensando alle immagini stampate nella mia mente, l’emozione è ancora più forte, la scuola che frequentavo da piccolo, le montagne che percorrevo a piedi o in mountain bike o, da adulto, dove portavo in moto gli amici venuti da ogni dove per fargli ammirare la magia dell’appennino perduto.

Penso e ripenso ad una persona che oggi è con me ma non è più con me da anni, penso a mio padre che sicuramente da lassù mi sta guardando compiaciuto e starà dicendo ai sui amici:” ehi guardate, quello laggiù è mio figlio guardate dove è arrivato” e mi sta sussurrando all’orecchio:” Mi raccomando vai piano!” come sempre faceva ogni volta che uscivo di casa.

Il lavoro è terminato, mi dicono che adesso bisogna fare la ricognizione per vedere che tutto è a posto, vedo L’Ecureuil che lentamente si solleva da terra e punta verso Ovest costeggiando l’abitato di Acquasanta Terme e sorvolando le tumultuose e fredde acque del Tronto, si avvicina a distanza di sicurezza ad un pilone dell’alta tensione, uno dei tanti piloni dove ha operato nei due giorni precedenti: fa impressione volare qui, in una vallata cosi stretta a pochissimi metri dai cavi dell’alta tensione, con ridotti spazi dove depositare i carichi e con il vento che muove continuamente l’elicottero e la meteo che cambia in pochi secondi.

Ci vogliono nervi d’acciaio e una grande preparazione tecnica oltre che psicologica per svolgere questo tipo di lavoro, il tutto unito da una profonda conoscenza del mezzo e della meteo e devo dire che gli uomini dell’Airdelta… sanno il fatto loro e si muovono in questa vallata con estrema circospezione ponderando ogni singolo movimento, un territorio rude, brusco, complesso ma dal cuore infinito, un po’ come la gente che vi abita. Il pilota tornando indietro fa un cenno di saluto con il faro è diretto verso il sud Italia dove ci sono altre linee elettriche che necessitano dell’aiuto dell’elicottero per essere manutenute e per loro ogni secondo è prezioso.

Che dire: il lavoro aereo, specie quello sulle linee dell’alta tensione, è e rimane un mestiere pericoloso, in grado di mettere in difficoltà il più bravo dei piloti, ma elicotteri performanti come l’H125 Ecureuil e una attenta preparazione di piloti e delle squadre a terra, permettono di operare in tutta sicurezza.

Testo e immagini: Emanuele “MANE’” Ferretti

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