Airbus e la Germania hanno presentato oggi la loro offerta ufficiale, all’Ufficio federale degli armamenti svizzero Armasuisse, per la vendita di aerei Eurofighter alla Svizzera. L’offerta è stata preparata in collaborazione con le altre nazioni utilizzatrici dell’Eurofighter nonché i partner industriali Leonardo e BAE Systems, e soddisfa i requisiti del processo di approvvigionamento dei cosiddetti nuovi aerei da combattimento (Neues Kampfflugzeug – NKF) implementato dalla Svizzera in sostituzione della sua attuale flotta di F/A-18 Hornet con un modello più moderno.

L’offerta che rientra nel budget previsto da Berna, riguarda 40 velivoli più un pacchetto di servizi che comprende un trasferimento di tecnologia, la cooperazione per l’attività di polizia aerea, l’addestramento dei piloti, l’utilizzo delle aree di addestramento nel Regno Unito e in Spagna. L’integrazione con le altre forze aeree europee utilizzatrici del caccia, di cui due confinanti, e le capacità di combattimento provate anche in scenari operativi fanno dell’Eurofighter uno dei velivoli favoriti per l’aggiudicazione della gara.

Con l’eventuale acquisizione dell’Eurofighter, la Repubblica Federale di Germania offre alla Svizzera l’opportunità di approfondire la loro partnership militare esistente, in particolare per quanto riguarda l’addestramento congiunto delle due forze aeree. Con l’Eurofighter, la Svizzera acquisirà piena autonomia nell’uso, nella manutenzione e nell’applicazione dei dati dei suoi aerei. Con più di 660 ordini, l’Eurofighter è di gran lunga il velivolo più utilizzato per proteggere lo spazio aereo in Europa.

L’Eurofighter Typhoon è gestito congiuntamente dalle quattro nazioni partner Germania, Regno Unito, Italia e Spagna ed è in continuo sviluppo. Solo pochi giorni fa la stessa Germania ha firmato il contratto per l’acquisizione di 38 Eurofighter dell’ultima tranche 4 e offre alla Svizzera l’opportunità di gettare le basi per una cooperazione politica, economica e di sicurezza ancora più stretta acquistando lo stesso tipo di aeromobile.

Michael Flügger, ambasciatore della Repubblica federale di Germania in Svizzera, ha dichiarato: ” Con questa offerta, invitiamo la Svizzera come nostro vicino e partner affidabile nella politica di sicurezza e nelle questioni economiche a proteggere il suo spazio aereo con l’Eurofighter e a una stretta cooperazione tra le nostre forze aeree. Per la Germania la Svizzera non è solo un cliente, ma un alleato strategico con il quale vorremmo intensificare ulteriormente la nostra già stretta collaborazione. L’Eurofighter è l’unica piattaforma sviluppata e gestita congiuntamente da diverse nazioni europee e sarebbe quindi una soluzione ideale per la Svizzera“.

Dirk Hoke, CEO di Airbus Defence and Space, ha dichiarato: “Con l’offerta presentata oggi, vogliamo dimostrare che l’Eurofighter è il miglior pacchetto per la Svizzera. È il più moderno aereo da caccia attualmente costruito in Europa e soddisfa tutti i requisiti richiesti dalla Svizzera. Fornendo dati di costruzione e altre informazioni importanti, la Svizzera avrà il controllo completo e indipendente dell’Eurofighter, garantendo la piena trasparenza. Con oltre 200 fornitori nella Confederazione, Airbus è già un partner forte per la Svizzera e non vediamo l’ora di espandere ulteriormente questa collaborazione“.

La Svizzera il 27 settembre 2020, tramite referendum, aveva deciso il futuro della flotta di caccia del paese votando “Si” per procurarsi nuovi caccia, una singola flotta che sostituirebbe sia gli F/A-18 Hornet sia i Northrop F-5 Tigers.

Il programma svizzero Air2030

Dopo l’esito negativo del referendum elettorale del 2014 che ha visto bocciare l’acquisto di 22 caccia Saab Gripen con oltre il 50% dei voti a sfavore, l’aeronautica militare svizzera messa ormai ancor più alle strette da esigenze tecniche sempre più impellenti, ha deciso di riprovarci. Con gli Hornet ormai verso la fine della vita operativa e i rimanenti Tiger F-5 che possono essere impiegati solo durante il giorno e con ottime condimeteo, il Consiglio federale ha autorizzato il DDPS in data 8 novembre 2017 a pianificare l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di mezzi di difesa terra-aria per l’intero Programma Air 2030 (velivoli più batterie missilistiche) 8 miliardi di franchi svizzeri.

Mentre il 23 marzo 2018 il DDPS aveva definito i requisiti che i nuovi sistemi d’arma avrebbero dovuto soddisfare, il 25 gennaio 2019 i cinque candidati hanno presentato ad Armasuisse le loro offerte per nuovi aviogetti da combattimento: Eurofighter (Airbus, Germania), F/A-18 Super Hornet (Boeing, USA), Rafale (Dassault, Francia), F-35A (Lockheed-Martin, USA) e Gripen E (Saab, Svezia).

Il 10 gennaio 2020, Armasuisse ha consegnato la seconda domanda di offerta per i nuovi aerei da combattimento agli enti governativi nazionali delle quattro aziende produttrici prese in considerazione: Germania (Airbus Eurofighter)Francia (Dassault Rafale) e Stati Uniti (Boeing F/A-18 Super Hornet e Lockheed-Martin F-35A). Questa richiesta di offerta si basa sull’analisi della prima, sui risultati delle prove condotte sui simulatori, in volo e al suolo e degli audit eseguiti presso gli utilizzatori dei velivoli presi in considerazione. Tramite l’intermediario dagli enti governativi è stato richiesto ai produttori di proporre l’offerta più vantaggiosa per la Svizzera.

Le prove condotte con in velivoli in gara ha previsto ben 10 settimane di test complessivi effettuati dai piloti svizzeri che già si sono addestrati a bordo dei relativi simulatori dei velivoli offerti. Berna al momento ha in previsione l’acquisto di una quarantina dii velivoli e ha stanziato ben 8 miliardi di franchi, a fronte dei 3,1 necessari per i 22 Gripen inclusi nel programma tramontato cinque anni or sono, nel quale però non era previsto il sistema di difesa aerea anch’esso da sostituire perchè incentrato su una rete di sensori, stazioni radar, due dozzine di cannoni anti-aerei Oerlikon da 35mm ed un centinaio di lanciatori FIM-92 Stinger.

 

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