Nel fine settimana del 16 e 17 agosto ha avuto luogo la 7° edizione dello Zigermeet, una spettacolare esibizione aerea a carattere triennale sui cieli elvetici. Anche per questa edizione momenti salienti, fantastiche evoluzioni e tantissime novità per una 2 giorni mozzafiato immersa nella splendida cornice del Glarnerland.

E’ uno spettacolo a cui difficilmente ci si abitua immerso in uno scenario a dir poco idilliaco quello offerto dallo Zigermeet, un interessantissimo air show che ha luogo sul sedime aeroportuale di Mollis, una località situata nel Canton Glarona, ubicato nel nord est del paese. Dopo aver servito fino al 1998 come una delle basi primarie e strategiche della Schweizer Luftwaffe che operava in loco con gli eleganti Hawker Hunter e gli F-5 Tiger II riparati nei famosi ricoveri sotterranei tipici delle basi aeree svizzere, è attualmente aperto al traffico civile. Per il 2019, così come è accaduto per la scorsa edizione, i numeri sono ovviamente da capogiro e confermano un trend in continua crescita. Anche per quest’anno infatti, gli organizzatori sono di nuovo in grado di far segnare alla manifestazione un segno positivo, stabilendo un nuovo record di presenze con oltre 30mila visitatori registrati.

Ad impreziosire ancor di più la ricca edizione 2019 è stata la presenza di 5 ospiti tutt’altro che di eccezione, che hanno voluto scegliere la rassegna svizzera per darsi appuntamento e presentare nuovamente al pubblico il non plus ultra dei loro prodotti, mostrando anche ai non addetti ai lavori quelli che sono i rispettivi candidati destinati a sostiutire i vecchi caccia F-5 e gli ormai prossimi al pensionamento F/A-18C/D attualmente in dotazione all’aeronautica svizzera, così come previsto dal Programma Air2030. Presenti dunque Lockheed Martin, Boeing, Airbus, Dassault e Saab sia con i loro stand che con i propri gioielli tecnologici.

USAF F-35A Payerne Air 2030

Per il candidato Lockheed Martin F-35, era presente il capo collaudatore Tony Wilson con un mock-up espositivo di un F-35 in scala 1:1 e del relativo propulsore. Di entrambi i modelli sono state ampiamente illustrate al pubblico le qualità, le doti e le potenzialità del velivolo, sottolineando che il caccia stealth di 5^ generazione può fare ciò che gli altri non possono. L’F-35 è l’unico caccia di quinta generazione tra i candidati nel Programma Air2030 che può fare seriamente la differenza in qualsiasi combattimento.

Rafale F3 Payerne Air 2030

Per il candidato Rafale la Dassault Aviation ha optato per disporre nel suo stand ben due simulatori di volo assieme ad un velivolo Rafale per la dimostrazione in volo. La presenza dei francesi oltre a essere focalizzata sul loro caccia, è stata particolarmente incentrata anche a promuovere i modelli “Executive” della linea Falcon.

Saab, che si è ritirata dalle dimostrazioni in volo del programma Air2030 pochi giorni prima che la versione “E” arrivasse nel paese per le valutazioni di rito ha presentato il velivolo Gripen. La Saab era presente anche grazie alla Swedish Air Force Historic Flight (SwAFHF) con un raro esemplare di SK-37E Viggen il quale ha deliziato tutti i presenti col naso all’insù, con una spettacolare dimostrazione in volo.

Boeing non era invece presente con alcun modello statico del proprio candidato Super Hornet e si è limitata all’allestimento dello chalet come pura e semplice presenza. A compensare questa assenza, l’esibizione in volo della versione legacy F-18C pilotata da Nicolas “Vincent” Rossier dello Swiss Hornet Display Team.

Svizzera Air2030: Super Hornet

Eurofighter ed Airbus sono stati la presenza preponderante per numero di uomini e velivoli dispiegati. Il consorzio ha optato per far convergere ben 3 velivoli, uno in volo della Luftwaffe e uno a terra ( quest’ultimo appartenente alla Royal Air Force) in mostra statica e visibile al pubblico. Per implementare la propria presenza è stato fatto convergere anche un esemplare di A400 M, anch’esso visitabile dal pubblico, il quale dovrebbe trattarsi, almeno fino ad oggi, del più grande velivolo mai atterrato a Mollis.

Degna di nota è stata la presenza di Pilatus, che ha portato in statica l’executive PC-24 ed il PC-21 da addestramento nei colori dell’Armée de l’air in corso di consegna alla Francia.

Programma Air2030

Dopo l’esito negativo del referendum elettorale del 2014 che ha visto bocciare l’acquisto di 22 caccia Saab Gripen con oltre il 50% dei voti a sfavore, l’aeronautica militare svizzera messa ormai ancor più alle strette da esigenze tecniche sempre più impellenti, ha deciso di riprovarci. Con gli Hornet ormai verso la fine della vita operativa e i rimanenti Tiger F-5 che possono essere impiegati solo durante il giorno e con ottime condimeteo e che verranno ritirati dal servizio entro quest’anno, il Consiglio federale ha autorizzato il DDPS in data 8 novembre 2017 a pianificare l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di mezzi di difesa terra-aria per l’intero Programma Air 2030 (velivoli più batterie missilistiche) 8 miliardi di franchi svizzeri.

Mentre il 23 marzo 2018 il DDPS aveva definito i requisiti che i nuovi sistemi d’arma avrebbero dovuto soddisfare, il 25 gennaio 2019 i cinque candidati hanno presentato ad Armasuisse le loro offerte per nuovi aviogetti da combattimento: Eurofighter (Airbus, Germania), F/A-18 Super Hornet (Boeing, USA), Rafale (Dassault, Francia), F-35A (Lockheed-Martin, USA) e Gripen E (Saab, Svezia).

La gara prevedeva ben 10 settimane di test complessivi effettuati dai piloti svizzeri che già si sono addestrati a bordo dei relativi simulatori dei velivoli offerti. Berna al momento ha in previsione l’acquisto di una quarantina dii velivoli e ha stanziato ben 8 miliardi di franchi, a fronte dei 3,1 necessari per i 22 Gripen inclusi nel programma tramontato cinque anni or sono, nel quale però non era previsto il sistema di difesa aerea.

La difesa aerea svizzera oggi è incentrata su una rete di sensori, stazioni radar, due dozzine di cannoni anti-aerei Oerlikon da 35mm ed un centinaio di lanciatori FIM-92 Stinger. A questi sistemi “terrestri” si aggiungono i caccia multiruolo McDonnell-Douglas (ora Boeing) F/A-18 Hornet e i vecchi caccia leggeri Northop F-5E Tiger II in servizio dal 1978 i quali hanno partecipato per l’ultima volta alle esercitazioni di tiro di Axalp 2018, 40 anni dopo la sua entrata in servizio.

La disponibilità dei velivoli della flotta di F/A-18 della Swiss Air Force è attualmente ridotta ma il Parlamento ha approvato il prolungamento della durata di utilizzazione della flotta di F/A-18 da 5000 a 6000 ore per ogni singolo velivolo per poter svolgere fino al 2030 l’attività di protezione dello spazio aereo elvetico. Di conseguenza oggi le Forze aeree Svizzere dispongono di un minor numero di velivoli per il servizio di volo. Attualmente sono disponibili 10 dei complessivi 30 F/A-18, e l’obiettivo è di averne 12 entro la conclusione del programma di risanamento prevista per il 2024. Secondo l’aeronautica militare svizzera i velivoli F/A-18 disponibili sono tuttavia sufficienti a garantire in qualsiasi momento il servizio di polizia aerea come pure le operazioni per la protezione di conferenze ed eventi.

Testo: Simone Ferrante
Immagini: Repertorio Programma Air 2030 / Stefano Monteleone (Super Hornet), Daniele Ghisolfi (F-35A), Dayen Raleff (Rafale), Andrea Pinto via PSC (display Zigermeet)

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