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Aeroporto di Bologna: i dati del Bilancio 2021

Il Consiglio di Amministrazione di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna S.p.A., riunitosi sotto la Presidenza di Enrico Postacchini, ha approvato il Progetto di Bilancio di Esercizio e il Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2021 oltre alla Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario al 31 dicembre 2021, ai sensi del D.Lgs. n. 254/2016 ed alle altre relazioni e proposte che saranno sottoposte all’Assemblea degli azionisti il 26 aprile p.v.

L’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, classificato come “aeroporto strategico” dell’area Centro-Nord nel Piano nazionale degli Aeroporti predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha fatto registrare nel 2021 – anno condizionato dalla pandemia mondiale –  4,1 milioni di passeggeri, classificandosi come l’ottavo aeroporto italiano per numero di passeggeri (Fonte: Assaeroporti, Aeroporti2030). Situato nel cuore della food valley emiliana e dei distretti industriali dell’automotive e del packaging, l’Aeroporto ha una catchment area di circa 11 milioni di abitanti e circa 47.000 aziende con una forte propensione all’export e all’internazionalizzazione e con politiche di espansione commerciale verso l’Est Europa e l’Asia.

Per ciò che riguarda l’infrastruttura aeroportuale, l’Aeroporto ha tra gli obiettivi strategici dei prossimi anni un importante piano di sviluppo relativo soprattutto all’espansione del Terminal passeggeri, in particolare nell’area dei controlli di sicurezza e dei gate di imbarco. Obiettivo della società è quello di fare dell’Aeroporto di Bologna una delle più moderne e funzionali aerostazioni d’Italia, importante porta di accesso alla città ed al territorio.

Il 2021 è stato un anno ancora fortemente caratterizzato dall’impatto della pandemia. Tuttavia, grazie al solido andamento della campagna vaccinale, gli effetti del Covid sono stati significativamente mitigati, tanto da consentire ad Aeroporto di Bologna di iniziare ad intravedere spiragli di ripresa, evidenziata dall’aumento dei livelli di traffico” – ha commentato Nazareno Ventola, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna. “Siamo consapevoli che tale ripresa sarà esposta all’influenza di fattori esogeni imponderabili come eventuali nuove varianti del virus o l’ulteriore degenerare della tragica situazione in Ucraina. Come già accaduto durante gli ultimi due anni, Aeroporto di Bologna non abbasserà il proprio sguardo proiettato al futuro e continuerà un percorso di crescita orientato all’innovazione, alla sostenibilità sociale ed ambientale e all’offerta di un servizio sempre migliore per i propri clienti”.

Dopo un 2020 caratterizzato come ‘annus horribilis’ nella storia del nostro aeroporto e del nostro settore, il 2021 ha rappresentato l’inizio di un percorso di uscita dalla pandemia anche se la ripresa è stata lenta e discontinua e soprattutto non di intensità tale da garantire il pieno recupero della redditività del Gruppo. Ora una tragica emergenza attraversa l’Europa, con l’aggressione violenta all’Ucraina iniziata nella notte del 24 febbraio. Le ricadute di questa guerra le capiremo nelle prossime settimane, certamente il quadro geopolitico mondiale ne esce profondamente modificato e le conseguenze esatte si comprenderanno nel tempo”, ha commentato Enrico Postacchini, Presidente di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna.

Dati di traffico

L’andamento del traffico anche nel 2021 è stato fortemente legato a quello della pandemia, riflettendo nei diversi incrementi e decrementi le varie fasi dell’andamento dei contagi e della campagna vaccinale, delle misure restrittive messe in atto a livello nazionale ed internazionale, del diffondersi della variante Omicron. Mentre il primo trimestre del 2021 non ha evidenziato segnali di miglioramento rispetto al 2020 – fatta eccezione per il segmento cargo – a partire dalla tarda primavera si è assistito ad una ripresa del traffico.

Nel corso del secondo e del terzo trimestre del 2021, infatti, si sono registrati oltre 1,6 milioni di passeggeri in più rispetto allo stesso periodo del 2020, duramente colpito dal lockdown. Nel quarto trimestre, in ottobre e novembre i volumi di traffico si sono mantenuti elevati, mentre nel mese di dicembre, per effetto dell’ulteriore ondata di contagi derivante dalla variante Omicron e per il conseguente ripristino di alcune misure restrittive alla mobilità, il traffico ha subito un rallentamento.

Complessivamente, nel 2021 lo scalo ha registrato 4.103.816 passeggeri, in calo del 56,4% rispetto al 2019 ma in crescita del 63,7% rispetto al 2020, con 42.477 movimenti (-44,9% rispetto al 2019 e +40,9% rispetto al 2020) e un load factor medio in aumento dal 60,5% del 2020 al 68,7% del 2021, in graduale miglioramento nel corso dell’anno: 53,6% nel primo trimestre, 64% nel secondo trimestre, 71,3% nel terzo trimestre e 70,3% nel quarto trimestre. Il traffico di linea ha risentito in misura superiore del calo dei passeggeri nel 2021 (-72,9% rispetto al 2019) rispetto al traffico low cost (-44,5% rispetto al 2019) per effetto sia di una maggiore contrazione dei movimenti sia di un minor fattore di riempimento dei voli.

In linea con il trend del 2020, il traffico domestico ha registrato una performance sostanzialmente migliore rispetto alla componente internazionale: i passeggeri su voli nazionali hanno già raggiunto circa l’80% dei livelli pre-pandemia nel 2021 (-21,5% rispetto al 2019) e quelli su voli internazionali sono ancora frenati da incertezze sulla situazione sanitaria internazionale e sulle diverse regole di accesso dei singoli Paesi.

Nel 2021 il 37,4% del traffico passeggeri dello scalo è stato domestico, incidenza in netto aumento rispetto al 2020 e al 2019. La Spagna con il 14,3% si conferma il secondo Paese per numero di passeggeri trasportati. Seguono la Germania con il 5,7%, la Romania con il 4,9% e la Francia con il 4,6%.

Nel 2021 sono state raggiungibili direttamente da Bologna 113 destinazioni, in leggero aumento rispetto al 2020. Nel 2021 la metà delle dieci principali destinazioni sono città estere, la prima delle quali è Tirana con quasi 150 mila passeggeri.

Tra i vettori, Ryanair si conferma essere la prima compagnia sullo scalo con il 58,8% del traffico totale, per effetto di una riduzione dei passeggeri inferiore rispetto alla media degli altri vettori. Al secondo posto si conferma Wizz Air, con una quota che cresce dal 5,4% del 2019 all’11,8% del 2021. A seguire Air France, KLM, Volotea, Air Nostrum e Turkish Airlines con quote comprese tra il 2% e il 3%.

Relativamente al traffico merci, nel 2021 si registra un traffico cargo pari a 50.121.148 Kg, in aumento del 15,5% rispetto al 2020, e del 2,6% rispetto al 2019. Dopo Milano Malpensa e Roma Fiumicino, lo scalo di Bologna è risultato il terzo aeroporto italiano nel settore cargo nel 2021 (era quinto nel 2019), in particolare grazie al forte sviluppo del traffico dei courier, sostenuto dalla forte crescita dell’e-commerce.

Andamento della gestione

I ricavi consolidati evidenziano complessivamente un calo del 13,3% passando da 67,5 milioni a 58,5 milioni di euro ma, se si considerano i ricavi rettificati dai ricavi per servizi di costruzione che sono collegati ai minori investimenti realizzati, si evidenzia una crescita del 33,6% da 37,8 milioni del 2020 a 50,4 milioni di euro del 2021.

Nello specifico, i ricavi per servizi aeronautici calano del 52,9% rispetto al 2019 per la contrazione del traffico, ma crescono del 38,4% rispetto al 2020 grazie alla ripresa registratasi a partire dalla tarda primavera del 2021. I ricavi per servizi non aeronautici si riducono del 55% rispetto al 2019, ma crescono del 29,1% se confrontati con il 2020. I ricavi per servizi di costruzione calano (-72,6% rispetto al 2020 e -51% rispetto al 2019) per i minori investimenti realizzati sia nel settore aviation che in quello non aviation. Infine, il calo degli altri ricavi e proventi della gestione (-36,3% rispetto al 2020 e -38,8% rispetto al 2019) deriva principalmente da minori vendite di certificati di efficienza energetica e da minori ricavi da conduzione aree aeroportuali.

I costi di gestione del 2021 si riducono complessivamente del 23% sullo stesso periodo del 2020 e del 31,5% sul 2019. Rispetto al 2020 il calo è determinato esclusivamente dai costi per servizi di costruzione, in quanto le altre categorie di costo sono tutte in crescita.

Più nel dettaglio, i costi dei materiali di consumo e merci mostrano un incremento del 45,4% rispetto al 2020 e un calo del 14,3% rispetto al 2019, prevalentemente dovuti all’acquisto di carburante aeromobili come conseguenza dell’andamento del traffico. I costi per servizi sono tendenzialmente in linea con il 2020 ed inferiori del 25,7% a quelli del 2019.

La variazione della voce canoni, noleggi e altri costi (+33,5% rispetto al 2020 e -47% rispetto al 2019) è dovuta principalmente all’andamento dei volumi di traffico in base ai quali vengono calcolati i canoni di concessione e di sicurezza. Infine, gli oneri diversi di gestione sono in calo rispetto al 2019 (-3,8%) principalmente per effetto di minori oneri tributari ma in aumento (+6,6%) rispetto al 2020.

Risultati reddituali

Il 2021 evidenzia un Margine Operativo Lordo (EBITDA) che torna ad essere positivo per 3,5 milioni di euro, a fronte dei -3,9 milioni del 2020 e del dato positivo di 44,9 milioni del 2019, per effetto di un andamento dei ricavi strettamente correlato al traffico e in conseguenza di una maggiore rigidità dei costi, tenuto conto anche della struttura ad elevati costi fissi che contraddistingue i gestori aeroportuali.

Escludendo i ricavi e i costi per servizi di costruzione e i ricavi per credito da Terminal Value su Fondo di Rinnovo, si è registrato un Margine Operativo Lordo rettificato di 3,1 milioni di euro, rispetto a quello negativo di 5,6 milioni di euro del 2020 e ai +44,1 milioni di euro del 2019.

Il Risultato Operativo (EBIT), pur rimanendo negativo, passa dai -17,4 milioni di euro del 2020 ai -8,4 milioni del 2021 (+51,9%). Il risultato netto consolidato, interamente di competenza del Gruppo, si attesta ad una perdita di 6,7 milioni di euro, a confronto con il risultato negativo di 13,6 milioni di euro del 2020; il dimezzamento della perdita netta è significativo, ma ancora lontano dai risultati dell’ultimo anno pre-Covid in cui l’utile netto era stato di 20,9 milioni di euro.

Evoluzione e prospettive per il 2022

I primi due mesi del 2022 evidenziano ancora una differenza di traffico negativa sul 2019, ma una crescita importante rispetto al 2021, con un totale di 710.614 passeggeri (-42,2% sul 2019 e +413,8% sul 2021) e 7.038 movimenti (-32,2% sul 2019 e +251,4% sul 2021). Nel segmento cargo, sono state trasportate 6.628 tonnellate di merce (+2,0% sul 2019 e +15,6% sul 2021).

In data 7 marzo 2022 ENAC ha comunicato l’erogazione di 300 milioni di euro alle società di gestione aeroportuale in Italia, come anticipo del 50% rispetto alle richieste di ristoro avanzate per i danni causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19, secondo quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2021: Aeroporto di Bologna, in data 8 marzo 2022 ha ricevuto il pagamento di 10,45 milioni di euro quale anticipo del 50% dell’importo richiesto.

Il Gruppo ha approfondito il tema della contabilizzazione di tale contributo, ai sensi del principio contabile IAS 20 e ritiene di iscrivere il ricavo nel bilancio 2022 quando l’iter approvativo troverà conclusione tramite il provvedimento di accoglimento/rigetto delle domande a cura della Direzione Generale del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Le prospettive per il 2022 si confermano di forte incertezza, con una ripresa per il settore che sarà condizionata dalle eventuali ulteriori ondate di contagi, dall’efficacia e distribuzione dei vaccini e dalle mutate abitudini dei passeggeri (es. propensione al viaggio, possibilità di spesa, motivazione business/leisure ecc.). Allo stato attuale vi è una generale convergenza su un’ipotesi di recupero completo del traffico pre-Covid19 non prima del 2024-25. Se il Covid sembra avere allentato la presa, ora a preoccupare è la guerra in Ucraina: attualmente, risultano sospesi per motivi legati alla guerra i collegamenti da Bologna con Kiev, Leopoli e Odessa in Ucraina, Chisinau in Moldavia e Mosca in Russia.

Al momento risulta complesso stimare l’impatto del conflitto Russia-Ucraina sul trend di ripresa del traffico aereo. Secondo IATA risulta improbabile che questo conflitto abbia un impatto sulla crescita a lungo termine del trasporto aereo, che si è sempre dimostrato resiliente a shock analoghi. Sono invece possibili conseguenze negative nel breve termine, in particolare per i mercati direttamente esposti al conflitto, che però risultano al momento difficilmente valutabili.

Per il 2022 ACI Europe stima un possibile recupero che varia dal 61% all’80% dei volumi annuali di traffico pre-Covid19, con una maggiore ripresa stimata per il secondo semestre dell’anno. La Capogruppo stima che la ripresa dei volumi sullo scalo di Bologna sia sostanzialmente allineata a tali previsioni anche se il 2022 continuerà ad essere influenzato dalla capacità di resilienza e di ripresa dei vari stakeholder (vettori, subconcessionari, handler, ecc.).

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Redazione di Aviation Report

Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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