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Aeronautica Militare Task Force Air Šiauliai “Baltic Thunder”: intervista al comandante Colonnello A. Di Matteo alla guida del rischieramento degli Eurofighter italiani nel Baltico

Dall’8 settembre 2020 la Task Force Air Šiauliai “Baltic Thunder” è pienamente operativa e dispone di quattro caccia intercettori Eurofighter Typhoon con lo scopo di assicurare la salvaguardia dello spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania nel contesto dell’operazione NATO “Baltic Air Policing”.

Dopo l’avvicendamento con il contingente spagnolo, avvenuto il 1° settembre 2020, con il quale l’Italia ha assunto la guida della missione, il Reparto/la Task Force ha raggiunto in data 8 settembre la piena capacità operativa FOC – Full Operational Capability del servizio d’allarme “scramble”.

Come da programma il contingente italiano assicurerà il servizio di sorveglianza dei cieli baltici fino al prossimo aprile 2021, mese in cui verrà nuovamente sostituito dagli spagnoli.

I militari italiani, al comando del Colonnello Pilota Antonio Di Matteo, operano in supporto alla Difesa Aerea delle tre repubbliche baltiche, giovani membri dell’Alleanza Atlantica, non ancora dotati di un completo sistema di difesa aerea.

L’Italia partecipa con velivoli, piloti e team di supporto, inclusi manutentori e ingegneri, provenienti da tutti e quattro i Reparti della Difesa Aerea, operanti su velivoli Eurofighter: il 4° Stormo di Grosseto, il 36° Stormo di Gioia del Colle, il 37° Stormo di Trapani ed infine il 51° Stormo di Istrana. Per quanto riguarda invece il personale di supporto logistico e amministrativo, lo stesso proviene da vari Enti e Reparti della Forza Armata.

A fianco degli equipaggi di volo opera il personale tecnico-manutentore, che garantisce l’efficienza dei velivoli, nonché tutto il personale addetto a compiti logistici, amministrativi e di sicurezza, per assicurare il funzionamento autonomo del Reparto. Particolare attenzione viene data alle misure di prevenzione del COVID-19, in modo da tutelare la salute del personale coinvolto senza incidere sull’operatività della Task Force Air.

E’ la seconda volta che un contingente italiano si rischiera sulla base di Šiauliai, dato che nel 2015 l’Italia aveva già partecipato con i suoi velivoli all’operazione di controllo dei cieli delle Repubbliche Baltiche.

A seguito dell’ingresso nell’Alleanza Atlantica dei Paesi Baltici e della Bulgaria nel 2004, gli spazi aerei di quei paesi sono divenuti parte integrante dello spazio della coalizione e, come tali, sono stati inclusi nel sistema di difesa aerea integrato della NATO. Tale sistema comprende anche l’attività di Air Policing, che consiste nella continua sorveglianza aerea volta ad assicurare la salvaguardia e la sicurezza dello spazio aereo dei paesi membri.

Dato che alcune di queste nazioni non dispongono ancora di un numero di assetti sufficienti che sia in grado di garantire appieno la propria difesa aerea secondo gli standard richiesti dalla NATO, altri Paesi membri, tra cui appunto l’Italia, si fanno carico, permanentemente o a turno, di rafforzare le loro capacità di difesa aerea.

Compito questo che viene svolto permanentemente dalla nostra Aeronautica Militare in alternanza con la Grecia e con l’Ungheria nei confronti di Slovenia, Albania e Montenegro.

A seguito del vertice di Galles tenutosi nel 2014, la NATO ha deciso inoltre di effettuare un ulteriore potenziamento di tali attività, la cosiddetta Enhanced Air Policing, proprio a favore dei Paesi membri del fianco orientale. Tali missioni rappresentano quindi la capacità dei Paesi dell’Alleanza e dell’Italia come membro trainante, di condividere e ottimizzare l’impiego di risorse, mezzi e personale, per salvaguardare lo spazio aereo NATO, riducendo i costi e massimizzando l’efficienza, con l’obiettivo di salvaguardare lo spazio di sicurezza euro-atlantico, mettendo in atto quello che la dottrina NATO definisce interoperabilità.

L’Italia, come altri Paesi della NATO, ha assunto quindi questo impegno nell’ambito dell’Alleanza e partecipa attivamente dal 2015 alle missioni di Air Policing della NATO a favore dei Paesi Baltici e dell’Islanda. Come Lead Nation l’Italia è affiancata dagli Augmentees (Eurofighter) tedeschi schierati in Estonia presso la base di Ämari.

Colonnello A. Di Matteo

Abbiamo avuto la possibilità di rivolgere alcune domande al Comandante della Task Force Air Šiauliai “Baltic Thunder”, il Colonnello Antonio Di Matteo che ci ha gentilmente concesso questa intervista.

Aviation Report: La nostra Forza Armata ha raggiunto un ruolo chiave nel panorama internazionale ed è ormai sempre in prima linea per quel che concerne anche le missioni all’estero. Ci può dire in che modo si traduce per l’AM la partecipazione dell’Italia nelle operazioni di Air Policing quali la Baltic Thunder?

Colonnello A. Di Matteo: Garantire l’integrazione dei sistemi nazionali di Difesa Aerea dei Paesi membri in un unico strumento atto ad assicurare la protezione dei cieli è una capacità di cui si è dotata l’Alleanza Atlantica già a partire dalla metà degli anni cinquanta. L’Aeronautica Militare, nel rispetto degli accordi internazionali e con i partner della NATO, contribuisce alla sicurezza del Paese e alla difesa degli interessi nazionali vitali conducendo operazioni sia in Italia che all’estero, assumendo spesso un ruolo chiave per questo tipo di missioni.

L’apporto che l’Aeronautica Militare ha fornito ai paesi alleati è stato di enorme valore e lo testimonia la partecipazione a molte operazioni NATO. L’Italia infatti garantisce in maniera costante il supporto all’Interim Air Policing della Slovenia, sin dal 2004, dell’Albania dal 2009 e del Montenegro dal 2018, alternandosi in questo servizio con altre Paesi Membri dell’Alleanza. Siamo stati chiamati più volte a svolgere le attività Air Policing in Islanda (nel 2013, 2017, 2018, 2019 e 2020), in Bulgaria (nel 2017), in Estonia (nel 2018) ed in Romania (nel 2019). Per alcuni di questi Paesi si è trattato di svolgere attività di enhanced Air Policing, ovvero un potenziamento della sorveglianza dei cieli in quanto queste nazioni hanno già un proprio sistema di difesa aerea. Per quanto riguarda la Lituania, nello specifico, già nel 2015 l’Aeronautica Militare è stata chiamata a svolgere questo tipo di missione ed oggi ha di nuovo rischierato i propri velivoli sulla base di Šiauliai. Siamo arrivati qui lo scorso 27 agosto con 4 velivoli F-2000, uomini e mezzi per supportare e salvaguardare l’integrità dello spazio aereo baltico.

La missione Baltic Thunder ha dunque l’obiettivo di preservare l’integrità dello spazio aereo dei Paesi Baltici che, per diverse ragioni, non possiedono una autonoma capacità di difesa aerea nazionale. Per essere pratici, la nostra attività si sostanzia nella continua sorveglianza dello spazio aereo e nell’identificazione di tutte le violazioni all’integrità dello stesso, a cui si fa fronte prendendo le appropriate azioni utili a contrastarle, come ad esempio il decollo rapido di velivoli caccia intercettori, scramble in gergo tecnico.

Dal primo settembre abbiamo assunto la leadership della missione con gli F-2000 provenienti dal 4° Stormo di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle, dal 37° Stormo di Trapani e dal 51° Stormo di Istrana. In questi primi mesi abbiamo avuto modo di cooperare con i partner dell’area baltica effettuando sia missioni di addestramento, che hanno permesso di aumentare di fatto la cooperazione e l’interoperabilità, sia missioni operative, rispondendo positivamente al 100% delle attivazioni che ci sono state richieste. Lo dico con orgoglio.

Aviation Report: L’Italia assicura la Full Operational Capability per la difesa aerea dei paesi baltici. Quali sono i punti di forza che rendono la nostra Aeronautica Militare un riferimento all’interno del contesto dell’alleanza NATO?

Colonnello A. Di Matteo: Uno dei punti di forza che mette in campo l’Aeronautica Militare è senza dubbio la prontezza operativa dei velivoli che ha in dotazione e quindi la superiorità aerea degli stessi. Tale superiorità è il frutto di un background addestrativo/operativo consolidato in ossequio a procedure standardizzate che massimizzano l’interoperabilità degli assetti italiani con il resto dei paesi NATO.

Un ulteriore punto di forza è la formazione d’eccellenza che riceve il nostro personale in fase di addestramento, acquisendo un’altissima professionalità e competenza riconosciuta anche all’estero. Tutto ciò permette di operare anche in scenari complessi e diversificati tra loro.

C’è da dire inoltre che in Lituania siamo presenti anche con una componente di controllori della difesa aerea che, oltre a garantire il supporto alle missioni Quick Reaction Alert (QRA), contribuisce all’addestramento dei giovani controllori dei paesi baltici, di fatto aumentando la loro capacità di autonomia, permettendogli di crescere e aumentare l’expertise e performance.

Aviation Report: La Baltic Thunder non è la prima operazione di salvaguardia dello spazio aereo guidata dall’Italia sui territori dei membri più giovani dell’Alleanza Atlantica che ancora non sono dotati di un sistema di difesa aerea completo. Ci può spiegare che tipologia di attività e di missioni vengono portate a termine nel corso di queste operazioni?

Colonnello A. Di Matteo: Le missioni assegnate dal mandato NATO consistono, da un punto di vista pratico, nella difesa dello spazio aereo attraverso l’attivazione e decollo in tempi ristrettissimi – scramble appunto – di una coppia di velivoli allo scopo di intercettare e identificare un aereo sconosciuto. Lo scramble avviene sotto la catena di comando e controllo della NATO per il tramite del Combined Air Operations Centre (CAOC) di Uedem, in Germania.

L’addestramento è continuo. Il focus dell’attività addestrativa è basato sull’esecuzione di tutte le procedure associate alla catena di allertamento NATO tramite un addestramento mirato con le agenzie di controllo tattico di tutta l’area baltica. A questo si aggiunge tutta una serie di attività addestrative coordinate con gli altri attori/partner nell’area baltica equipaggiati con i Gripen (Svezia) o gli F-18 (Finlandia), con i quali vi è uno Standing Agreement per effettuare missioni di addestramento congiunto (c.d. DACT: Dissimilar Air Combat Training) su aree tattiche gestite da controllori NATO e/o nazionali (svedesi/finlandesi) per aumentare di fatto l’integrazione e l’interoperabilità dei diversi assetti.

Per restare in ambito addestramento, vi sono alcune attività volte a migliorare sia l’integrazione fra gli assetti aerei di diverse nazioni sia la conduzione di attività a supporto delle truppe di terra o degli assetti navali. Partecipiamo infatti ad esercitazioni ADEX (Air Defence Excercise) in cooperazione con gli assetti Navali, o ad attività CAS (Close Air Support) in cooperazione con i Battle Group Multinazionali facenti parte della NATO Enhanced Forward Presence, che sono rischierati in tutti e tre gli stati Baltici, oltre ad esercitazioni mirate che coinvolgono anche altri paesi che insistono nell’area baltica come la Polonia e la Danimarca, e gli assetti navali ivi rischierati, i c.d. NATO Standing Maritime Groups.

Aviation Report: Dal giorno 1 settembre 2020 l’Italia è alla guida della Baltic Thunder. Quale bilancio si sente di darci di questi 3 mesi di rischieramento nell’area delle tre repubbliche baltiche?

Colonnello A. Di Matteo: L’Italia al momento è la Nazione Leader dell’attività di Baltic Air Policing, affiancata dai velivoli tedeschi rischierati in Estonia e, dall’inizio del mandato, è stata la nazione con il maggior numero di attivazioni per identificare assetti aerei nell’area di competenza. Ad oggi sono stati portati a termine circa 20 Alpha Scramble, tutti condotti nei tempi e nelle modalità richieste dal mandato NATO, seguendo le procedure di sicurezza previste.

La TFA (Task Force Air) ha garantito l’operatività della missione nonostante l’emergenza pandemica ed è riuscita a porre in essere tutte le necessarie precauzioni contro la diffusione del virus senza compromettere gli obiettivi assegnati. Inoltre, operare in contesti così complessi dal punto di vista climatico è sicuramente una sfida per il personale e i mezzi, non ultimo il velivolo. Questo ci permette di testare tutte le nostre procedure, l’adeguatezza degli equipaggiamenti e, non ultimo, la flessibilità e l’adattabilità del personale.

Ho avuto modo di incontrare il sindaco di Šiauliai, la città che ci ospita, ed ho raccolto profonda stima e riconoscenza per il lavoro che portiamo avanti, anche grazie a diversi progetti solidali che stiamo concretizzando, affinché il nostro contributo al mantenimento della pace venga accompagnato da gesti di generosità che portano un sorriso a chi è più bisognoso.

Aviation Report: Comandante Ci può dire che tipo di complessità comporta l’organizzazione di un rischieramento all’estero in contesti operativi di questa tipologia?

Colonnello A. Di Matteo: Riprodurre in una base aerea lontana geograficamente dalla nostra nazione quelle che sono le peculiarità di uno Stormo è di per sé un’attività complessa ma allo stesso tempo una delle capacità che contraddistinguono l’Aeronautica Militare. Dopo l’arrivo dell’Advance Team occorre rendere pienamente operativa, in poco tempo, una piccola unità che deve funzionare come un vero e proprio Stormo sotto ogni profilo: amministrativo, logistico, manutentivo. Le prime settimane di rischieramento sono dunque molto concitate, con ritmi serrati e giornate di lavoro molto lunghe per poter garantire la piena efficienza del sistema d’arma. Ci si avvantaggia del fatto che già sul territorio nazionale svolgiamo attività congiunte tra le varie unità e Reparti della Forza Armata. Milestone fondamentale è il raggiungimento della Full Operational Capability, ossia la piena capacità di condurre la missione assegnata.

Oltre allo schieramento iniziale (deployment), la fase di redeployment è l’altro momento chiave per la riuscita della missione. Volendo fare un’analogia con il volo, potremmo paragonarli alle fasi di briefing e debriefing che si effettuano prima e dopo una missione di volo. Una missione infatti non termina mai con l’apertura del tettuccio del velivolo, una volta atterrati, in quanto c’è una fase fondamentale di analisi post-volo che va espletata. Analogamente, anche al termine del nostro mandato, quanto torneremo in Italia, analizzeremo le procedure messe in atto in un continuo processo di miglioramento.

Aviation Report: Sappiamo che il 132° Gruppo sta ultimando la transizione dall’A-11B Ghibli al F-2000 sulla versione più recente del Typhoon ovvero la T3. Ci può dire entro quanto il gruppo potrà essere rischierato con successo all’interno di cooperazioni internazionali?

Colonnello A. Di Matteo: Già in precedenza il personale del 132° Gruppo aveva fornito il suo contributo con piloti provenienti da Istrana e dal 22 dicembre 2020 annoveriamo tra le nostre fila anche un velivolo del 51° Stormo che ha iniziato a volare e continuerà ad essere impiegato sui cieli baltici per i prossimi mesi.

Comandante, a nome della redazione di Aviation Report La ringrazio per il tempo che ci ha dedicato e per l’opportunità concessa.

Intervista a cura di: Simone Ferrante
Immagini: Ufficio Pubblica Informazione Aeronautica Militare / Task Force Air Šiauliai “Baltic Thunder”

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Simone Ferrante

Nato a Firenze nel 1986 è un grande appassionato di fotografia aeronautica e di tutto cio'che è ad ala fissa o rotante. Dal 2018 è collaboratore presso la rivista online Aviation Report. Ho volato su NH-90, CH-47F, UH-412 (AVES).

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