Quattro caccia Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare sono arrivati oggi (4 settembre 2018 ) sulla base aerea di Keflavik in Islanda Iceland’s Keflavik Air Base per assicurare la difesa dello spazio aereo islandese e dell’Alleanza nell’ambito della missione NATO Interim Air Policing denominata “Northern Stork”.

Nelle prossime settimane, fino al  3 Ottobre 2018, i piloti militari italiani metteranno in campo le proprio capacità di difesa aerea ed intercettazione e si addestreranno con la Guardia Costiera Islandese – Icelandic Coast Guard e con il NATO Control and Reporting Centre. I caccia italiani saranno integrati nel sistema di difesa aerea islandese che utilizza quattro radar remoti.

Questa è la terza volta (Giugno 2013, Marzo-Aprile 2017 e Settembre 2018) che l’Italia rischiera i propri caccia intercettori da difesa aerea in Islanda sotto l’egida della NATO. Oltre a supportare l’Alleanza Atlantica, la missione italiana in Islanda offrirà una grande opportunità di addestramento per l’Aeronautica Militare. Gli equipaggi di volo avranno così la possibilità di addestrarsi in un ambiente unico e dimostrare le proprie capacità in uno scenario operativo non familiare.

L’operazione ha come obiettivo quello di preservare l’integrità dello spazio aereo della NATO, rafforzando l’attività di sorveglianza dei cieli dell’Islanda che non possiede capacità e strutture per la difesa aerea autonoma. L’Italia come altri Paesi hanno assunto quindi, a rotazione, questo impegno nell’ambito dell’Alleanza. Questa missione assicura all’Islanda una elevata capacità di sorveglianza e difesa del proprio spazio aereo e dimostra lo spirito di amicizia tra gli alleati della NATO.

Durante i passati 10 anni nove paesi alleati hanno assicurato la difesa aerea dello spazio aereo islandese e della NATO in quel quadrante geografico: Canada, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Portogallo, Repubblica Ceca e Stati Uniti. Queste nazioni hanno rischierato a rotazione i propri caccia per la difesa aerea sul territorio Islandese. I rischieramenti durano circa tre o quattro settimane per tre volte all’anno.

Questa missione viene svolta nell’ambito dell’area di responsabilità del Comando Operativo Alleato della NATO (Allied Command Operation – ACO) di stanza a Bruxelles, coordinata dal Quartier Generale del Comando Aereo Alleato (Headquarters Allied Air Command) di Ramstein e controllata dal NATO Northern Combined Air Operations Centre di Uedem sempre in Germania.

L’Air Policing è una capacità di cui si è dotata la NATO a partire dalla metà degli anni cinquanta e consiste nell’integrazione in un unico sistema di difesa aerea e missilistico della NATO dei rispettivi e analoghi sistemi nazionali messi a disposizione dai paesi membri. L’attività di Air Policing è condotta sin dal tempo di pace e consiste nella continua sorveglianza e identificazione di tutte le violazioni all’integrità dello spazio aereo NATO alle quali si fa fronte prendendo le appropriate azioni utili a contrastarle, come ad esempio il decollo rapido di velivoli caccia intercettori, il cosi detto scramble.

Fonte: NATO Allied Air Command

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