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Interviste

Abbiamo intervistato il VP Marketing di Leonardo Elicotteri, Paul De Jonge, sul programma AW139

Il 3 Febbraio 2001, vent’anni fa, presso lo stabilimento Agusta di Vergiate (oggi Leonardo Helicopters) il prototipo dell’AB139 si solleva da terra, ai comandi del pilota Bruno Bellucci, segnando l’inizio di una nuova era sia in campo civile che militare. Passeranno due anni da quel freddo febbraio 2001 prima di ottenere la certificazione JAA (oggi conosciuta come EASA), seguita l’anno successivo da quella FAA, mentre la Bell (partner di questo progetto) si defila e l’AB139 prende il nome di AW139.

Gli anni successivi saranno caratterizzati da successi commerciali in tutti i segmenti di mercato sia in Italia che all’estero: dall’offshore al trasporto VIP, passando per l’Elisoccorso, il SAR e il Law Enforcement, mentre lo sviluppo della macchina non si è fermato mai portando il peso massimo al decollo a 15.430 lb (7000 kg) con un aumento del carico di 300 kg e una diminuzione del peso a vuoto di 100 kg.

Molto apprezzato nell’offshore, nell’HEMS e nel Law Enforcement/Militare con le versioni dedicate, è nel settore VIP che questa macchina si distinguerà per eleganza, stile e raffinatezza grazie alla maestria artigianale italiana e una tecnologia all’avanguardia. L’AW139 si è dimostrato un prodotto di grande successo per compiti di trasporto VVIP e governativo nel mondo grazie ad affidabilità, sicurezza, confort, livello di customizzazione e versatilità senza confronti.

Abbiamo avuto l’opportunità di intervista il Vice Presidente Marketing di Leonardo Elicotteri, Paul De Jonge con il quale abbiamo fatto il punto della situazione sull’elicottero AW139 …. con uno sguardo al prossimo futuro:

Aviation Report: Innanzitutto auguri per i venti anni dell’AW139, venti anni ben portati oserei dire!

Paul De Jonge: Portati benissimo perché resta lo stato dell’arte nella sua categoria e tenendo conto dei numeri record ottenuti fino ad oggi in termini di vendite, consegne e ore di volo accumulate dalla flotta mondiale. Parliamo di 1100 macchine in servizio in tutti i continenti e sono solo le prime mille! L’AW139 continua ad essere un prodotto moderno e con ulteriori margini di crescita in termini di capacità e customizzazione. Un solo dato italiano, per fare un esempio: si tratta del prodotto aeronautico nazionale prodotto nel maggior numero di unità dal secondo dopoguerra.

Aviation Report: Venti anni fa avreste mai pensato di raggiungere un simile risultato commerciale?

Paul De Jonge: Eravamo certi che l’AW139, per le analisi di mercato che avevamo fatto e per come lo avevamo concepito in termini di design e requisiti che avrebbe dovuto soddisfare, avrebbe introdotto delle novità radicali.
Tuttavia i risultati sono andati oltre anche le nostre stesse aspettative. L’AW139 non ha solo ridefinito lo scenario elicotteristico nel suo insieme diventando anche un benchmark ancora imbattuto. Questo prodotto fa praticamente qualsiasi cosa in qualsiasi parte del mondo. Ha cambiato l’Azienda, rappresentando una delle tappe più importanti della nostra storia, rilanciandola dopo le difficoltà affrontate dall’industria aeronautica per buona parte degli anni novanta e ponendola definitivamente al vertice dell’industria di settore che, notoriamente, può vantare solo pochi player considerati dei veri e propri campioni di prestigio.
Il cambiamento ha riguardato l’approccio alla progettazione, alla commercializzazione, alla fornitura dei servizi ai clienti, alla capacità di customizzazione. Tutti i nuovi prodotti nati dopo l’AW139 beneficiano in qualche modo di questo riferimento virtuoso e di questa lezione.

@ Archivio Aviation Report / Stefano Monteleone

Aviation Report: I numeri sono importanti ma il rapporto con i clienti e con gli utilizzatori finali lo è ancora di più. Può darci qualche dettaglio sul vostro Customer Care e sul tipo di relazione che viene stretta con il cliente?

Paul De Jonge: L’AW139 ha anche contribuito a trasformare e potenziare la nostra capacità di sviluppare ed erogare servizi post-vendita. La macchina viene praticamente offerta e customizzata unitamente ad un completo pacchetto di servizi di assistenza tecnica e addestramento per piloti, personale addetto alla missione in cabina, tecnici manutentori. Con oltre 100 centri di servizio, cinque Training Academy diversi centri di addestramento in tutto il mondo, le nostra rete di assistenza globale è vasta per l’intera gamma prodotti e certamente l’AW139, per l’enorme successo di mercato, ne beneficia appieno.
I clienti chiedono di essere assistiti dove ne hanno più bisogno, per poter garantire la massima efficacia e disponibilità operativa, e conseguentemente l’impegno in termini di prossimità geografica dei nostri servizi e del personale addetto, sia esso Leonardo o proveniente dai centri autorizzati, è massima e in costante espansione.

Aviation Report: In venti anni la tecnologia ha fatto passi da gigante e l’elicottero AW139 finora è stato aggiornato, ma qual è il suo futuro? Cosa ci potete anticipare?

Paul De Jonge: In venti anni abbiamo: portato il peso massimo al decollo dalle originali 6,4 tonnellate alle successive 6,8 fino alle odierne 7; introdotto diverse release di software avionico fino alla più recente Phase 8 introducendo capacità come la synthetic vision, la navigazione satellitare avanzata, connettività spinta in termini di manutenzione predittiva; introdotto sistemi di protezione contro la formazione di ghiaccio o avanzati sistemi anticollisione come il nostro OPLS (Obstacle Proximity LiDAR System); certificato oltre 1000 kit e sviluppato configurazioni altamente customizzate, basti pensare soltanto alle due varianti dell’Aeronautica Militare o al Boeing MH-139A.
L’AW139 è ancora un prodotto giovane e con significativi margini di crescita in termini di capacità, monitoriamo l’evoluzione del mercato e sappiamo cosa serve, siamo impegnati a mantenerlo in posizione di leadership ancora a lungo.

@ Archivio Aviation Report / Gianluca Conversi

Aviation Report: I vostri competitor sono molto agguerriti specie su questa fascia di peso. Come state rispondendo a queste nuove sfide?

Paul De Jonge: Guardiamo con attenzione e rispetto a quello che la concorrenza sta facendo, ma siamo anche consapevoli di quello che abbiamo raggiunto con l’AW139 e della solida posizione che si è guadagnato negli anni, con un successo che resta costante anche oggi. Rispondere alle prestazioni, alla flessibilità operativa e alla gamma di servizi di supporto costruiti e in costante crescita intorno al nostro prodotto non è uno scherzo. E si tratta comunque di un modello in costante crescita per cui su queste solide basi e su queste premesse continuiamo a guardare allo scenario in posizione di deciso vantaggio.

Aviation Report: L’AW139 ha avuto un grande successo, l’AW169 si sta avviando ad un grande successo, ma sull’altro modello della famiglia, l’AW189, possiamo avere qualche dettaglio al riguardo, a che punto è?

Paul De Jonge: L’AW189 si conferma l’elicottero in categoria ‘super-medium’ di maggior successo sul mercato per ordini (oltre 90 unità), consegne (quasi 70), operatori (quasi 20) e ore di volo raggiunte dalla flotta (superate le 100.000 ore a inizio anno), paesi e applicazioni operative che comprendono offshore, SAR, EMS, protezione civile, ordine pubblico, trasporto VVIP. E’ anche campione di consegne negli ultimi 5 anni non solo rispetto a elicotteri di pari categoria ma anche rispetto ai modelli civili più pesanti.
Analogamente all’AW139, è un prodotto sottoposto a crescita continua, un programma vivo con l’introduzione costante di nuove capacità in particolare per offshore e SAR, ad esempio in termini di navigazione avanzata. E’ un prodotto che ha significative prospettive per queste due applicazioni, ma riteniamo anche nel mercato law enforcement.

@ Archivio Aviation Report / Gianni Scuderi

Aviation Report: Da poco avete consegnato la versione “B” del 139 all’Aeronautica Militare, quali sono le maggiori differenze con la versione “A”? Spingerete questa versione anche sul mercato estero?

Paul De Jonge: Rispetto all’HH-139A, la variante con peso massimo al decollo di 7 tonnellate HH-139B presenta, fra le altre specifiche caratteristiche, nuovo sistema elettro-ottico, nuovo radar, nuovo verricello di recupero e una console di missione in cabina. L’avionica di base sarà la più aggiornata, consentendo una ancora più avanzata capacità di navigazione in ogni condizione meteo. Sul mercato estero offriamo in termini più generali l’AW139M come soluzione comunque altamente customizzabile. Del resto, le stesse varianti HH-139A e B dell’Aeronautica Militare soddisfano requisiti specifici dell’operatore, ulteriore dimostrazione della versatilità della macchina base che contribuisce al suo enorme successo.

Aviation Report: A che punto è il programma MH-139 “Grey Wolf” con la US Air Force?

Paul De Jonge: Dettagli e aggiornamenti specifici sul programma, che procede a livello industriale col pieno impegno di tutte le parti coinvolte, possono essere forniti solo da Boeing in quanto prime contractor per la US Air Force. Ma noi non possiamo che ribadire che si tratta di un programma straordinario e che ha confermato una volta di più la qualità della macchina base e la sua capacità di convincere, oltre i nostri partner industriali, gli operatori più prestigiosi ed esigenti.

Intervista a cura di: Emanuele Ferretti
Immagini: Archivio Aviation Report / Gianluca Conversi, Stefano Monteleone, Gianni Scuderi

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Emanuele "Mané" Ferretti

Emanuele Ferretti, per gli amici Manè, è da sempre un grande appassionato di volo. Oltre ad avere all'attivo diverse centinaia di ore di volo in parapendio ed in paramotore, Mané lavora in una azienda aeronautica in provincia di Ascoli Piceno. La passione per la fotografia e per la natura lo ha portato a scoprire il mondo con i mezzi più disparati: dalla canoa, alla moto, al paramotore.

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