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A-10C Thunderbolt: è iniziato il ritiro dell’iconico aereo da combattimento americano

@ USAF photo by Airman 1st Class Whitney Gillespie

L’US Air Force ha iniziato il tanto agognato ritiro dei suoi jet da attacco al suolo Fairchild Republic A-10C Thunderbolt II. L’Aeronautica militare statunitense ha dichiarato il 10 aprile scorso di aver ritirato il primo A-10C, più noto come Warthog, dal 74th Fighter Squadron della Moody AFB, in Georgia, dopo che il velivolo aveva registrato 43 anni di servizio operativo. Il 74th Fighter Squadron ha già ricevuto un aereo sostitutivo trasferito dalla Indiana Air National Guard, che attualmente gestisce gli A-10 ma che sta passando al caccia Lockheed F-16.

Il seriale 80-149 dell’A-10 è stato inviato presso lo USAF “Boneyard” a Davis-Monthan AFB in Arizona il 5 aprile, dove sarà preservato per fornire anche parti di ricambio ad altri A-10. Quando è atterrato al Boneyard, il velivolo in questione aveva registrato 14.125 ore di volo nel corso della sua carriera.

Come sappiamo questo è il primo di 21 aerei A-10C Thunderbolt che verranno ritirati prima di ottobre prossimo. L’Air Combat Command ha confermato che in questi mesi verranno ritirati dal servizio i velivoli A-10 “meno efficaci in combattimento“. Secondo l’attuale disegno di legge sull’autorizzazione alla difesa, il National Defense Authorization Act 2023, approvato dal Congresso a dicembre, il ritiro di questi primi 21 A-10 dovrà terminare il 30 settembre, giorno che chiude l’anno fiscale 2023.

L’USAF ha fatto di tutto per mantenere gli A-10 Wartog in grado di volare negli ultimi anni. Il servizio aveva infatti stipulato un contratto con Boeing nel 2011 e nel 2019 per la produzione di tutti i nuovi set alari, del programma di sostituzione dell’Enhanced Wing Assembly, per la sua flotta di 283 aeromobili A-10. Ogni set alare è composto dalle ali, dalle superfici di controllo e dai kit di integrazione della fusoliera. Le nuove ali potenziate sono più durevoli, più facili da mantenere e dovrebbero durare per 10.000 ore di volo, prima di aver bisogno di un’ispezione in deposito, aveva affermato l’aeronautica.

Il Generale CQ Brown aveva affermato che l’aeronautica prevedeva di acquistare kit di ali sostitutive per circa 218 A-10. Con il ritiro dei 21 velivoli previsti dal NDAA 2023 rimarranno in servizio 260 Warthog dei quali, però, 42 non riceveranno l’upgrade alle ali. Il segretario dell’US Air Force Frank Kendall aveva detto che anche se i restanti 42 A-10C Thunderbolt non ricevessero le ali sostitutive, sarebbero comunque in grado di volare e combattere. Oggi anche l’invecchiamento dei motori sta rapidamente diventando un problema significativo, rappresentando una minaccia maggiore rispetto alla sostituzione delle ali.

Mentre la nuova produzione dell’A-10 è terminata nel 1984, i set alari hanno lo scopo di estenderne la vita operativa negli anni 2030. Ma nonostante quest’investimento, i comandanti dell’US Air Force hanno ripetutamente cercato di ritirare l’A-10, che secondo la loro visione, oggi, sarebbe troppo lento e poco stealth per sopravvivere alle moderne difese aeree.

Tuttavia, tale desiderio è stato ripetutamente contrastato dal Congresso degli Stati Uniti, che ha richiesto il funzionamento continuato degli squadroni A-10 attraverso il budget della difesa. I fondi destinati al mantenimento dei nove squadroni A-10 dell’USAF sarebbero spesi meglio per modernizzare la flotta con più velivoli di quinta generazione, come il Lockheed Martin F-35.

L’aereo si è guadagnato il rispetto tra le truppe di terra americane fornendo supporto aereo ravvicinato a bassa quota durante le lunghe guerre in Iraq e Afghanistan. I test eseguiti dall’USAF nel 2022 hanno determinato che il potentissimo cannone dell’A-10 è ancora efficace contro l’armatura dei moderni carri armati, circa 50 anni dopo la progettazione dell’aereo.

I piloti del Warthog credono ancora che abbia un ruolo da svolgere sul campo di battaglia moderno. “Gli A-10 rimangono oggi la piattaforma di supporto aereo ravvicinato più efficace al mondo anche dopo 45 anni”, afferma il capitano dell’USAF Kevin Domingue, che ha volato con il velivolo appena ritirato nel suo ultimo volo.

Finché l’aeronautica consentirà all’aereo di volare e di essere adeguatamente mantenuto, questa comunità è pronta a fornire tutta l’esperienza accumulata in qualsiasi parte del mondo contro qualsiasi avversario“.

A-10C Thunderbolt l’iconico caccia carri incubo di tutti carristi

Il Fairchild Republic A-10C Thunderbolt ha celebrato il suo 50° compleanno proprio nel 2022. Il suo primo volo fu il 10 maggio 1972 e fu introdotto in servizio con l’aeronautica militare statunitense tra il 1975 e il 1976 per essere dispiegato successivamente in tutti i teatri operativi nei quali sono intervenuti gli Stati Uniti. Dal Medio Oriente al Pacifico passando per l’Europa questi magnifici aerei hanno svolto sempre con successo un ruolo da protagonisti in tutte le campagne militari recenti contribuendo a fornire supporto aereo sul campo per le forze di terra statunitensi ed alleate.

Molti pensavano che la fine della Guerra del Golfo nel 1991, la Desert Storm, avrebbe segnato anche la fine dell’A-10, nonostante i circa 1.000 carri armati, 2000 mezzi militari di vario genere e 1000 di pezzi di artiglieria distrutti in 8624 missioni totali, ma così non è stato.

Conosciuto per la sua infaticabile resistenza, il suo cannone GAU-8 controcarro e per la capacità di offrire una protezione senza eguali ai suoi occupanti grazie ad una spessa vasca in titanio, l’A-10 fu appositamente progettato per il CAS – Close Air Support. Rispetto all’attuale versione A-10C, l’A-10 degli anni settanta era abbastanza primitivo. Oggi i motori sono quasi gli stessi e la cellula di base non è cambiata molto ma internamente è stato completamente aggiornato.

@ USAF photo by Staff Sgt. Brian J. Valencia

L’iconico A-10 Warthog è l’unico velivolo costruito con la specifica missione del supporto aereo ravvicinato. L’aereo è stato progettato per supportare, volando a bassa quota, le truppe di terra, utilizzare un enorme quantitativo di armi, attaccare veicoli corazzati, carri armati e le forze di terra nemiche. Un velivolo eccezionale capace, quando necessario, di buttarsi nel fango e nel fumo della battaglia a supporto delle truppe di terra o per scortare e difendere gli elicotteri del Combat SAR in missione di recupero di personale.

Quando bisogna volare bassi, ad una velocità consona ad identificare visualmente le forze a terra tra amici e nemici e sparare al momento giusto per salvare la vita dei colleghi a terra, bisogna farlo solo con l’A-10 Thunderbolt e il suo famoso cannone GAU-8/A Avenger a 7 canne rotanti calibro 30 mm capace di distruggere un carro armato a 6,5 km di distanza con una cadenza di tiro selezionabile secondo le necessità di 2.100 o 4.200 colpi al minuto.

Equipaggiato con due motori General Electric TF34-GE-100A, che lo spingono ad una velocità massimo di 880 km/h, il velivolo può operare da basi aeree avanzate ed ha capacità di decollo e atterraggio brevi con una lunga autonomia (800 miglia) che gli permette un’elevata persistenza sul campo di battaglia.

L’aereo nato sostanzialmente per contrastare l’avanzata dei carri russi nelle pianure europee dispone di 11 piloni sub-alari per l’attacco di armi e pod con un carico massimo di 7.260 kg. Ad oggi la flotta di A-10C Thunderbolt II conta 281 velivoli assegnati alla US Air Force, alla Air National Guard e alla US Air Force Reserve. 141 velivoli sono operati dall’USAF (116 con l’Air Combat Command, 24 con le Pacific Air Forces e 1 con il Materiel Command), 85 con la Guardia Nazionale e 55 con la Riserva.

Categorie: News Militari
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