USAF A-10C Thunderbolt
USAF A-10C Thunderbolt (@ U.S. Air Force photo by Senior Airman Chris Drzazgowski)

A-10C Thunderbolt II: facciamo il punto sull’iconico aereo d’attacco americano

Il Fairchild Republic A-10 Thunderbolt II festeggerà il suo 50° compleanno nel 2022. Il suo primo volo fu il 10 maggio 1972 e fu introdotto in servizio con l’aeronautica militare statunitense tra il 1975 e il 1976 per essere dispiegato successivamente in tutti i teatri operativi nei quali sono intervenuti gli Stati Uniti. Dal Medio Oriente al Pacifico passando per l’Europa questi magnifici aerei hanno svolto sempre con successo un ruolo da protagonisti in tutte le campagne militari recenti contribuendo a fornire supporto aereo sul campo per le forze di terra statunitensi ed alleate.

Molti pensavano che la fine della Guerra del Golfo nel 1991, la Desert Storm, avrebbe segnato anche la fine dell’A-10, nonostante i circa 1.000 carri armati, 2000 mezzi militari di vario genere e 1000 di pezzi di artiglieria distrutti in 8624 missioni totali, ma così non è stato.

Conosciuto per la sua infaticabile resistenza, il suo cannone GAU-8 controcarro e per la capacità di offrire una protezione senza eguali ai suoi occupanti grazie ad una spessa vasca in titanio, l’A-10 fu appositamente progettato per il CAS – Close Air Support. Rispetto all’attuale versione A-10C, l’A-10 degli anni settanta era abbastanza primitivo. Oggi i motori sono quasi gli stessi e la cellula di base non è cambiata molto ma internamente è stato completamente aggiornato.

Il venerabile A-10 è l’unico velivolo costruito con la specifica missione del supporto aereo ravvicinato. L’aereo è stato progettato per supportare, volando a bassa quota, le truppe di terra, utilizzare un enorme quantitativo di armi, attaccare veicoli corazzati, carri armati e le forze di terra nemiche. Un velivolo eccezionale capace, quando necessario, di buttarsi nel fango e nel fumo della battaglia a supporto delle truppe di terra o per scortare e difendere gli elicotteri del Combat SAR in missione di recupero di personale.

Quando bisogna volare bassi, ad una velocità consona ad identificare visualmente le forze a terra tra amici e nemici e sparare al momento giusto per salvare la vita dei colleghi a terra, bisogna farlo solo con l’A-10 Thunderbolt e il suo famoso cannone GAU-8/A Avenger a 7 canne rotanti calibro 30 mm capace di distruggere un carro armato a 6,5 km di distanza con una cadenza di tiro selezionabile secondo le necessità di 2.100 o 4.200 colpi al minuto. Equipaggiato con due motori General Electric TF34-GE-100A, che lo spingono ad una velocità massimo di 880 km/h, il velivolo può operare da basi aeree avanzate ed ha capacità di decollo e atterraggio brevi con una lunga autonomia (800 miglia) che gli permette un’elevata persistenza sul campo di battaglia.

Si è parlato spesso del ritiro dal servizio di questo aereo, che però vanta ancora molteplici sostenitori tra cui anche una lunga lista di importanti legislatori che si sono opposti ferocemente a questa mossa finalizzata a sbarazzarsi una volta per tutte del velivolo. Si prevede che ci vorrà ancora del tempo per ottenere un nuovo aereo di supporto aereo ravvicinato armato e specificatamente dedicato a questa missione, tempo che per fortuna permetterà all’A-10, con nuovi potenziamenti di capacità e forse in numero ridotto, di rimanere in servizio attivo per almeno altri due decenni.

USAF A-10C Thunderbolt

Tra il 2005 e il 2011 l’US Air Force aveva aggiornato circa 350 A-10A alla versione A-10C tramite il programma PE – Precision Engagement che ha previsto di equipaggiare il Thunderbolt II con i targeting pod per acquisizione degli obiettivi AAQ-28 Litening e AAQ-33 Sniper, con il databus MIL-STD-1760, con nuovi sistemi digitali di gestione del velivolo, due nuovi display multifunzione e un nuovo sistema di gestione degli armamenti e del Head Up Display. L’A-10C Thunderbolt II ottenne la capacità operativa iniziale nel 2007.

Altri aggiornamenti nel corso degli anni a venire aggiunsero il casco visore HMCS – Helmet-Mounted Cueing System Scorpion prima e il Thales Visionix successivamente a sostituzione dello Scorpion; e ancora la possibilità di utilizzare le GBU-39 SDB – Small Diameter Bomb tramite il rack BRU-61/A che gli permette di caricare 4 bombe, guidate dal Gps, per ogni attacco sub-alare; il data Link 16; l’HRDS – High Resolution Dispaly System che permette al pilota di visualizzare le immagini in alta risoluzione provenienti dal pod di targeting, tramite una interfaccia digitale, facilitando e alleggerendo il carico di lavoro in cabina.

A tutti questi aggiornamenti si è aggiunto quello per la sostituzione delle ali del velivolo. Il programma A-10 Enhanced Wing Assembly della Boeing, del valore di 1,1 miliardi di dollari, che inizialmente prevedeva di intervenire su 242 aerei si è arrestato nel 2019 a 173 velivoli aggiornati. Le nuove ali dovrebbero avere una durata equivalente a 10.000 ore di volo. Inoltre, è stato creato un migliore design del cablaggio per facilitare la rimozione delle ali ed evitare di danneggiarle durante la manutenzione.

Lo sforzo per la sostituzione delle ali è ripartito nel 2018 con il programma A-10 Advanced Wing Continuation kitting “Attack” teso al completamento dell’aggiornamento della componente residua dei velivoli. Boeing ha ricevuto un contratto nel 2019 per un valore di 240 milioni di dollari per 27 set di ali, nel 2020 per altri 22 set di ali e per 24 ulteriori set di ali per il 2021.

Il programma dovrebbe concludersi nel 2028 per un totale di 112 set di ali. Ulteriori aggiornamenti per il valore di 571 milioni di dollari sono previsti in spesa da parte dell’US Air Force nel periodo 2021-2025 con upgrades per rendere l’A-10C ancora più efficace e capace di operare in ambienti austeri e con un supporto minino. L’aereo nato sostanzialmente per contrastare l’avanzata dei carri russi nelle pianure europee dispone di 11 piloni sub-alari per l’attacco di armi e pod con un carico massimo di 7.260 kg.

Ad oggi la flotta di A-10C Thunderbolt II conta 281 velivoli assegnati alla US Air Force, alla Air National Guard e alla US Air Force Reserve. 141 velivoli sono operati dall’USAF (116 con l’Air Combat Command, 24 le Pacific Air Forces e 1 con il Materiel Command), 85 con la Guardia Nazionale 55 con la Riserva.

Photo credits: USAF photo by Senior Airman Chris Drzazgowski, USAF Spc. Dominic Trujillo, USAF photo by Senior Master Sgt. Gary J. Rihn, USAF photo by Staff Sgt. Brian J. Valencia

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