A 100 anni da questo storico evento è importante ricordare, soprattutto ai più giovani, lo spirito che animava i nostri piloti militari in quegli anni e alcuni “eroi” che hanno caratterizzato la storia della nostra aviazione militare. Lo storico volo su Vienna fu ideato e progettato dal vate Gabriele D’Annunzio già nel 1915 e avrebbe dovuto concretizzarsi nel 1917 utilizzando i bombardieri Caproni. Per una serie di difficoltà tecniche e politiche il volo fu rimandato varie volte anche con due tentativi falliti, per cattive condizioni meteo, il 2 e l’8 Agosto 1918.

Finalmente all’alba del 9 agosto 1918 alle 5:30 del mattino gli aerei della famosa 87^ Squadriglia Aeroplani da Caccia “La Serenissima”, comandata dal Maggiore Gabriele D’Annunzio decollarono dal campo di volo di San Pelagio posto nelle immediate vicinanze di Padova, piccolo aeroporto frettolosamente allestito su un terreno agricolo dopo la disfatta di Caporetto. Oggi all’interno del Castello di San Pelagio c’è un museo dell’aviazione dedicato all’azione di Vienna e all’Aeronautica Militare.

La compagine aerea iniziale era composta da dieci caccia Ansaldo S.V.A. 5 monoposto e uno S.V.A. biposto, modificato per portare in volo il poeta, biplani robusti e modificati per dotarli di grande autonomia. Ogni aereo era stato caricato con venti chili di manifestini.

La squadriglia “Serenissima” si portò in volo sul Carso e sulla valle dell’Isonzo, poi sulla Carinzia e verso Vienna che venne raggiunta poco dopo le 9 del mattino, precisamente alle 9:20. Lungo il tragitto la formazione perse tre velivoli in territorio italiano che dovettero atterrare per guasti (pilotati da Francesco Ferrarin, Carlo Alberto Masprone e Vincenzo Contratti) ed un quarto, pilotato dal Tenente Giuseppe Sarti, in territorio austriaco nei pressi di Wiener Neustadt. Contratti e Ferrarin tornarono indietro a San Pelagio mentre Masprone fu costretto ad un atterraggio d’emergenza. Sarti atterrò in territorio nemico e prima di essere catturato riuscì a distruggere il suo aereo.

I sette S.V.A. 5 rimanenti pilotati da Natale Palli, Ludovico Censi, Aldo Finzi, Pietro Massoni, Antonio Locatelli, Gino Allegri, Giordano Granzarolo proseguirono il loro viaggio verso Vienna. Scesi sotto gli 800 metri di altitudine, tra lo stupore della popolazione, i velivoli iniziarono a sganciare migliaia e migliaia di volantini (400.000) con la bandiera italiana e due messaggi in lingua italiana e tedesca che invitavano alla resa e alla fine delle ostilità.

Dopo oltre venti minuti nel cielo di Vienna i piloti italiani si allontanarono dalla capitale austriaca per riprendere la via del ritorno passando su Graz e Lubiana per poi dirigersi verso Trieste e il mare Adriatico. Puntarono su Venezia che fu sorvolata e fu anch’essa oggetto di lancio di un messaggio nel quale D’Annunzio comunicava la riuscita dell’impresa. L’atterraggio avvenne alle 12:40 dopo più di sette ore di volo e 1000 chilometri percorsi dei quali più di ottocento volati sul territorio nemico.

Inutile dire che dopo l’incursione pacifica sulla capitale nemica, gli effetti morali furono incalcolabili. Quest’eroica e audace trasvolata ebbe una risonanza mediatica enorme che ebbe anche una vastissima ripercussione internazionale, proprio perché fu un volo “dimostrativo” inoffensivo e pacifico che non recò nessun danno alla città e alla popolazione ma che mise in rilievo le straordinarie capacità dell’Italia e dei suoi piloti. Un’impresa ardita e coraggiosa riconosciuta anche dalle autorità e dai media austriaci che lamentarono anche l’incapacità della difesa austriaca di intercettare la squadriglia italiana.

Oggi è possibile vedere lo S.V.A. 5 di D’Annunzio al Vittoriale all’interno di una grande sala a struttura poligonale, chiamata Auditorium. L’aereo è sospeso all’interno della cupola e può essere ammirato da diverse angolazioni. Al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle è invece conservato lo S.V.A. 5 del Maggiore Giordano Bruno Granzarolo.

Per maggiori informazioni: www.vittoriale.it, www.aeronautica.difesa.it, www.castellosanpelagio.it

Testo: Stefano Monteleone
Immagini: Aeronautica Militare, Castello di San Pelagio

A proposito dell'autore

Editore responsabile del portale Aviation Report. Appassionato di tutto ciò che vola soprattutto se militare, di elisoccorso e della Go Pro! Esperto di Web Design, Web & Social Media Marketing e di programmazione web. Ho volato a bordo di aeromobili militari quali: AB 212, EH-101, SH-90 (Marina Militare), AW-139 (Guardia Costiera), HH-139A, C-27J, KC-767A, KC-130J (Aeronautica Militare), CH-47C (Esercito AVES), ATR-42, HH-412C, AW-139 (Guardia di Finanza).

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