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60° anniversario delle Frecce Tricolori: 60 anni di storia della Pattuglia Acrobatica Nazionale italiana

Le Frecce Tricolori sono conosciute, apprezzate e portano in tutto il mondo il nostro Tricolore”, dice il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso. “Esse sintetizzano tutto quello che è tecnologia, passione, capacità, competenza e professionalità che l’Italia è in grado di esportare e portare nel mondo”.

Alla fine degli anni ’20 in Friuli Venezia Giulia inizia a prendere forma la prima espressione della acrobazia aerea collettiva grazie al Col. Rino Corso Fougier, presso il campo di volo di Campoformido in provincia di Udine. La storia racconta che il primo volo acrobatico in formazione fu effettuato nel 1929 dai sergenti Brizzolati e Citi che con due CR.20 eseguirono una serie di looping su Campoformido.

A Campoformido aveva sede il 1° Stormo Caccia della Regia Aeronautica, fondato il 7 maggio 1923, il cui comandante, il Colonnello Rino Corso Fougier, fu pioniere di questa iniziativa avendo le idee molto chiare in fatto di acrobazia aerea. Il Colonnello Fougier riuscì a convincere lo Stato Maggiore della Forza Armata che “il pilota perfetto era quello che aveva la massima padronanza del velivolo in ogni assetto e in ogni circostanza con la massima sicurezza e coordinazione per poter sfruttare al meglio le caratteristiche di volo del velivolo”. Tra il 1930 e il 1939 le formazioni acrobatiche si esibirono sia in Italia che all’estero raccogliendo grandi successi.

Fu così che nacque in Italia la prima scuola di acrobazia aerea che portò in volo anche fino a 20 aerei contemporaneamente iniziando una storia ormai indelebile fatta di leggendarie pattuglie acrobatiche, di uomini (piloti e specialisti) e mezzi entrati nella storia.

Nell’immediato dopoguerra lo Stato Maggiore Aeronautica diede il consenso ad ogni reparto di volo caccia di poter costituire anno dopo anno la propria pattuglia acrobatica. Da questa opportunità nacquero indimenticabili formazioni acrobatiche che riportiamo di seguito e di cui vanno ricordati alcuni eventi:

  • 1950 – 1952 – 4° Aerobrigata – Cavallino Rampante su DH-100 Vampire
  • 1953 – 1955 – 5° Aerobrigata – Guizzo/Getti Tonanti su F-84G Thunderjet
  • 1955 – 1956 – 51° Aerobrigata – Tigri Bianche su F-84G Thunderjet
  • 1956 – 1957 – 4° Aerobrigata – Cavallino Rampante su Canadair Cl13 Mk4 (F86E) Sabre
  • 1957 – 1959 – 6° Aerobrigata – Diavoli Rossi su F-84F Thunderstreak
  • 1958 – 1959 – 2° Aerobrigata – Lanceri Neri su Canadair Cl13 Mk4 Sabre (F86E) Sabre
  • 1959 – 1960 – 5° Aerobrigata – Getti Tonanti su F-84F Thunderstreak

La prima pattuglia, quella del Cavallino Rampante, si esibì per la prima volta il 2 Giugno 1952 durante l’Avio Raduno Internazionale di Roma Urbe. La pattuglia Guizzo che faceva parte della 5ª Aerobrigata aveva al suo interno elementi dei tre gruppi di volo della brigata (101°, 102° e 103° Gruppo) e prendeva nome dal nominativo radio del 103° Gruppo.

Il suo programma di volo si ispirava a quello della pattuglia americana dell’USAF “Sky Blazers“, i quali invitarono poi più tardi nel 1959 la pattuglia dei Diavoli Rossi negli Stati Uniti per un tour di manifestazioni aeree. La pattuglia Bellagambi prese il suo nome dal primo capo pattuglia e fece il suo debutto il 13 Settembre 1953, viene rinominata poi nel 1955: Tigri Bianche.

Lanceri Neri invece furono invitati dall’allora Scià di Persia, Reza Pahlevi, per un’esibizione sui cieli di Teheran, effettuando tra l’altro anche la più lunga trasferta di una formazione da caccia di quegli anni, e furono i primi a disegnare il tricolore sui velivoli, sulla parte inferiore delle ali. Per finire ricordiamo i cerchi olimpici dipinti sugli F-84 del Getti Tonanti nel 1960 per celebrare le Olimpiadi di Roma.

1961: nasce il 313° Gruppo Volo Acrobatico – Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori

Nel 1961 lo Stato Maggiore Aeronautica decide di creare un unico reparto dedicato all’acrobazia aerea, per razionalizzare l’impiego di uomini e mezzi, dove far confluire i migliori piloti militari della Forza Armata, ed è così che, il 1° Marzo 1961, al comando del Magg. Mario Squarcina nasce l’Unità Speciale Acrobazia, la Pattuglia Acrobatica Nazionale, che dal 1° Luglio 1961 assume la denominazione di 313° Gruppo Volo Acrobatico “Frecce Tricolori”, sempre in Friuli Venezia Giulia ma sull’aeroporto di Rivolto a pochi chilometri dal campo di volo di Campoformido, prima culla del volo acrobatico italiano.

Il reparto viene costituito utilizzando sei velivoli Canadair CL13 Mk4 (F-86E) Sabre della 4ª Aerobrigata, che si esibirono nella prima manifestazione in assoluto il 1° maggio 1961 a Trento Gardolo. Nel primo anno di vita le Frecce Tricolori volarono con le insegne del “Cavallino Rampante” assumendo nel 1962 una nuova livrea e lo stemma che ben conosciamo.

Nel 1963 inizia a ricevere i primi di 20 velivoli Fiat G-91PAN con i quali la Pattuglia Acrobatica Nazionale entra a tutti gli effetti e con tutti gli onori nell’albo mondiale dell’acrobazia aerea militare collettiva.

18 anni di esibizioni mozzafiato e manovre spettacolari e impegnative (i lettori un più maturi ricorderanno l’indimenticabile e fragorosa figura della “bomba”, realizzata da quei jet) ancora oggi patrimonio della PAN o di quando nel febbraio del 1968 le Frecce Tricolori si addestrarono per affrontare la prima ed unica stagione acrobatica con 11 componenti, nove piloti in formazione e due nel ruolo di solista. Dal 1982 la PAN prende in carico i velivoli MB-339PAN (tuttora in uso).

  • 1961 – 1963 Canadair Cl13 Mk4 Sabre (F86E)
  • 1964 – 1981 Fiat G-91 PAN
  • 1982 – oggi Aermacchi MB339 PAN

Dal 1961 ad oggi le Frecce Tricolori hanno più volte cambiato velivolo, formazione e manovre acrobatiche lasciando inalterate le loro incredibili doti di volo. Con 10 aerei in formazione è la pattuglia acrobatica più numerosa al mondo e, ci sentiamo di dire senza campanilismo, riconosciuta a livello internazionale come la migliore.

A tal proposito va considerato che l’acrobazia aerea ha un fascino tutto “personale” nei confronti di chi osserva le evoluzioni: c’è chi preferisce la spettacolarità dell’esibizione a terra dei piloti dei Thunderbirs (pattuglia acrobatica USAF) o dei Blue Angels (pattuglia acrobatica US Navy), all’unanimità considerata uno “show nello show”, oppure c’è chi preferisce la velocità degli F-5 della Patrouille Suisse o delle Turkish Stars o ancora c’è chi preferisce la “lenta” eleganza delle pattuglie acrobatiche montate su velivoli turboelica, come ad esempio i Royal Jordanian Falcons, ma senza dubbio la completezza di programma offerto dalla PAN e il costante mantenimento in vista del pubblico della formazione fanno dell’esibizione delle Frecce Tricolori la migliore alla quale di possa assistere.

Con un programma di volo di venti minuti circa (programma completo), le Frecce Tricolori dimostrano la perizia e la bravura dei piloti militari che, unita all’utilizzo di un velivolo di progettazione e costruzione interamente italiana, portano nei cieli di tutto il mondo la professionalità della nostra Forza Armata senza perdere comunque il connotato di reparto aereo militare a tutti gli effetti.

Infatti il 313° Gruppo si addestra continuamente anche nel ruolo di reparto caccia bombardiere leggero e nel ruolo di SMI (Slow Mover Interceptor) per mantenere la prontezza al combattimento in ogni momento. Noti a tal proposito sono i rischieramenti periodici effettuati dagli MB-339PAN in Sardegna per la campagna tiri.

In 60 anni la Pattuglia Acrobatica Nazionale ha portato le sue esibizioni in 48 paesi del mondo, dall’America alla Russia, dal Nord Europa al Medio Oriente fino al Nord Africa, stendendo il Tricolore sui luoghi più belli ed in occasione degli eventi più significativi della storia del nostro Paese. Un simbolo di italianità e senso di appartenenza, ma anche dei valori e della professionalità di tutte le Forze Armate, nonché l’espressione delle capacità dell’industria nazionale e di tutto il Sistema Paese.

Ma le Frecce Tricolori sono anche portatrici di messaggi di beneficenza ed orgoglio nazionale messo in luce in tantissime occasioni per i bambini e per tante organizzazioni di beneficenza. Nell’anno della pandemia di Coronavirus ricordiamo infatti che a fine maggio del 2020, la Pattuglia Acrobatica Nazionale ha compiuto uno storico sorvolo di tutti i capoluoghi di regione italiani, iniziativa che ha preso il nome dal forte valore simbolico di “Abbraccio Tricolore”, culminata con il sorvolo della città di Roma nel giorno del 2 giugno – Festa della Repubblica.

Quest’anno ricorre il 60° Anniversario dalla nascita delle Frecce Tricolori che, come ogni quinquennio, organizzano sulla propria base un grande raduno a cui sono invitate le più importanti pattuglie acrobatiche militari del mondo come le Red Arrows inglesi, la Patrouille de France francese o la Patrouille Suisse svizzera ma anche pattuglie civili come il Breitling Jet Team, il tutto circondato dalle esibizioni di velivoli ed elicotteri militari del Reparto Sperimentale Volo. Questa grande manifestazione aerea era stata prevista per il mese di settembre 2020, ma purtroppo l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19 ha portato alla cancellazione dell’evento.

Inoltre la Rai con l’Aeronautica Militare quest’anno ha realizzato per l’occasione un documentario intitolato “SESSANT’ANNI IN VOLO: LA PATTUGLIA ACROBATICA NAZIONALE” che verrà trasmesso questa sera su Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre) alle 22.10.

Nel 2021 la formazione delle Frecce Tricolori è composta dai seguenti piloti:

Pony 0 – Tenente Colonnello Gaetano FARINA
Pony 1 – Maggiore Stefano VIT
Pony 2 – Capitano Alfio MAZZOCCOLI
Pony 3 – Capitano Federico DE CECCO
Pony 4 – Capitano Pierluigi RASPA
Pony 5 – Capitano Alessio GHERSI
Pony 6 – Maggiore Franco Paolo MAROCCO
Pony 7 – Capitano Oscar DEL DO’
Pony 8 – Capitano Simone FANFARILLO
Pony 9 – Capitano Alessandro SOMMARIVA
Pony 10 – Maggiore Massimiliano SALVATORE
Pony 11 – Maggiore Emanuele SAVANI

Il futuro delle Frecce Tricolori si chiama T-345. L’acquisizione del nuovo fiore all’occhiello dell’industria italiana rappresenta un passo importante nell’ammodernamento della flotta di velivoli per l’addestramento dell’Arma Azzurra che lo impiegherà al posto del velivolo MB-339A, per l’esecuzione della 2° e 3° fase del syllabus di addestramento di un pilota militare e come nuova piattaforma della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN).

Immagini: Ufficio Pubblica Informazione Aeronautica Militare / Frecce Tricolori

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Redazione di Aviation Report

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