Il reportage della visita dei nostri inviati ad uno dei 3 reparti preposti alla Difesa Aerea Nazionale, dove hanno avuto modo di vivere e toccare con mano la realtà in cui vive ed opera, sia in patria che all’estero, personale altamente specializzato con materiale ed assetti di volo ad alto contenuto tecnologico . Dal secolo scorso l’arma aerea ha subito sconvolgimenti sia tecnologici che operativi, e il 36° Stormo si è sempre adeguato nel corso della sua vita operativa iniziata nel lontano 1938, alla mutate esigenze imposte dai nuovi assetti geopolitici e strategici.

E’ un afoso e sornione pomeriggio d’Agosto quando dalla “SOR” scatta l’allarme: Scramble, Scramble, Scramble!!! I due piloti di turno d’allarme, corrono veloci alla volta dei mezzi che li condurranno agli shelter dove si trova la coppia di F2000-A in “QRA” armati ed attorniati dagli specialisti … a bordo il tempo di indossare il casco, allacciare le cinture aiutati dai crew chief, veloce check list e dalla tax way via verso la testata pista. A pochi minuti dall’allarme e in appena 600 metri i due caccia decollano spinti dagli EJ200 con il post-brucitore inserito. Poco dopo veniamo informati che la coppia di Typhoon ha raggiunto velocemente il “target” ed effettuata  l’intercettazione, identificato il velivolo “intruso”, ed accertato che non fosse ostile concludono la missione con il rientro alla base. In queste poche righe è sintetizzata una parte del lavoro giornaliero svolto in uno Stormo dell’ Aeronautica Militare preposto alla Difesa Aerea Nazionale … ci troviamo in visita al 36° Stormo Caccia “ Hellmuth Seidil” di Gioia del Colle.

Attualmente Il 36° Stormo Caccia dipende dal Comando delle Forze da Combattimento (CFC) con sede a Milano, da cui dipendono anche i Reparti Caccia del  4° e 37° Stormo, i Reparti C.B./Ricognitori  del 6°, 32°, 51° Stormo e 313° Gruppo Addestramento Acrobatico (PAN). Il  CFC a sua volta è alla dirette dipendenze del Comando Squadra Aerea con sede a Roma presso Palazzo Aeronautica.  La struttura del 36° Stormo Caccia è comune ai reparti volo operativi dell’Aeronautica Militare; dal Comandante di Stormo, attualmente il Col. Pil. Emanuele Spigolon,  dipendono infatti  il X e il XII Gruppo  Caccia,  il 936° GEA (Gruppo Efficienza Aeromobili),  il 436° GSTO (Gruppo Servizi Tecnici Operativi), il 536° GSLO (Gruppo Servizi Logistici Operativi), il GPF (Gruppo Protezione delle Forze), l’Ufficio Comando e Operazioni, l’Ufficio Sicurezza Volo, il Servizio Amministrativo, l’Infermeria di Corpo,  l’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione, l’Ufficio Presidio e Circoscrizione.  

I compiti istituzionali del 36° Stormo con le modalità stabilite dai piani operativi sono:

  • La Difesa Aerea dell’area di interesse nazionale e NATO, concorrendo al controllo dello Spazio Aereo relativo. 
  • La capacità di effettuare operazioni di Difesa Aerea nelle aree assegnate nel quadro della partecipazione ad operazioni internazionali di prevenzione e gestione delle crisi (peace keeping ed enforcing operation). 
  • Operare sotto egida NATO, attività di Air Policing a copertura e difesa  dello spazio aereo delle nazioni prive di capacità di Difesa Aerea.

“Con l’ala tesa a Gloria o Morte”

Come tutti i reparti della nostra Aeronautica Militare anche il “Trentaseiesimo” ha un vissuto ricco di storia e tradizioni che si tramandano … il 36° Stormo Bombardamento Terrestre viene costituito l’ 1 Febbraio 1938 strutturato su due gruppi volo, il 108° Gruppo (256^ e 257^ Sq.) ed il 109° Gruppo (258^ e 259^ Sq.) con sede presso il nuovo Aeroporto di Bologna-Borgo Panigale.  Armato con i trimotori Savoia Marchetti  SM81 “Pipistrello” ed SM79 “Sparviero” al comando del Col. Pil. Ruggero Bonomi, gli equipaggi iniziarono un intenso programma addestrativo, che nel Maggio dello stesso anno portò il 109° gruppo ad esibire la capacità operatività durante la manifestazione aerea di Furbara in occasione della visita del Cancelliere tedesco.  Nel Marzo del 1939 lo stormo incorpora un terzo gruppo volo, il 116° con la 276^ e 277^ sq. che diventerà autonomo nel Giugno successivo. Ad Aprile il “Trentaseiesimo” al completo si rischiera a Foggia trampolino di lancio per Tirana da dove parteciperà alle operazioni belliche in Albania. Rientrato a Bologna a fine Aprile riprende a ritmo serrato l’addestramento al volo notturno ed al “tiro di caduta” in formazione. I venti di guerra soffiano tempestosi e pochi giorni prima del 10 giugno 1940 lo Stormo si rischiera in terra di Sicilia sull’aeroporto di Castelvetrano da cui  l’11 Giugno  opera la prima azione di bombardamento diurno sulla Valletta (Malta) e nei  giorni successivi alle installazioni miliari francesi in Tunisia. Concluse le operazioni contro la Francia le missioni del 36° stormo si concentrarono su obiettivi maltesi… il 3 Luglio ‘40 si registrò la prima perdita con l’abbattimento dell’SM.79 del Ten. Mario Sguario gregario del Magg. Burri durante la missione. Il 9 Luglio assetti dello stormo parteciparono alla battaglia aeronavale di Punta Stilo. Il 12 Ottobre durante un’azione contro una nutrita formazione della Mediterranean Fleet perde la vita l’armiere Ignazio Zanini prima M.O.V.M. del reparto. Il 27 Novembre successivo lo Stormo rientra a Borgo Panigale per un normale turno di riposo durante il quale viene decorata la bandiera con M.A.V.M.

Gli Aerosiluranti 

Alla fine del primo anno di guerra, per impedire il flusso di rifornimenti nemici via mare verso il Medio Oriente, la Regia Aeronautica iniziò a convertire molti reparti da Bombardamento Terreste in Aerosiluranti … la nuova specialità prevedeva l’utilizzo di siluri Whitehead 450/170/5,46 o siluri I.S. 450/170/5,25 (i dati si riferiscono al diametro, peso, carica e lunghezza) modificati negli impennaggi di poppa per essere imbarcati e lanciati da un vettore aereo. Entrambi gli ordigni avevano una gittata max di 3000 mt e una velocità di 40 kts. La tecnica di avvicinamento e lancio era molto rischiosa e richiedeva ottime doti di pilotaggio e un elevato addestramento:  “ è tassativo volare a bassissima quota ,a pelo d’acqua, e dopo il lancio dell’ordigno eseguire una manovra di scampo con richiamata e sfogata  proprio sopra l’unità navale nemica, per rendere impossibile  la messa in punteria del velivolo da parte delle artiglierie contraeree…”. Il Trentaseiesimo fu il primo reparto ad assumere il nuovo profilo operativo di “Aerosilurante” sostituendo gli assetti  SM.79 con i nuovi e sulla carta più performanti SM.84 con cui gli equipaggi iniziano l’addestramento specifico presso  i Nuclei Addestramento Siluranti (NAS) di Gorizia e Capodichino.  Maturata la piena capacità operativa a Settembre 1941 il 36° Stormo Aerosiluranti” inizia il ciclo operativo dalla base Sarda di Decimonmannu al comando del Col. Pil. Riccardo Hellmuth Seidl. Tra le tante missioni la più famosa è quella legata all’ “Operazione Halberd” contro un convoglio britannico composto dalla portaerei Ark Royal da 3 corazzate e cinque incrociatori… in quell’occasione 22 Aerosiluranti italiani, SM.84 del 36° Stormo ed SM.79 del 130° gruppo, si scagliarono contro le unità avversarie, lanciando i siluri imbarcati e danneggiando gravemente la corazzata  HMS Nelson… alla fine della battaglia, sette velivoli italiani non rientrarono alla base tra cui quello del Col. Seidl che fu insignito di M.OV.M. 

Dopo aver partecipato  alla battaglia Aeronavale di “Mezzo Giugno” ed a quella di “Mezzo Agosto” il 13 settembre 1942  il reparto rientra a Pisa San-Giusto sostituendo i deludenti  SM.84 con gli SM.79 nella versione silurante e ricevendo la M.O.V.M. alla bandiera per l’ultimo ciclo d’operazioni. Dopo un periodo di addestramento presso il 3° NAS, propedeutico all’impiego notturno dei reparti Aerosiluranti il 15 luglio 1943 i due gruppi volo del reparto diventano autonomi.

L’ 8 settembre 1943 trova il 108° Gruppo Aerosiluranti, con la 256^ e 257^  Squadriglia, stanziato sull’aeroporto di Pisa-San Giusto  inquadrato nel Raggruppamento Aerosiluranti della 3^ Squadra Aerea. A seguito dell’armistizio il 108° gruppo viene integrato nel “Raggruppamento Bombardamento e Trasporti” con sede a Lecce mentre il 36° Stormo e il 109° gruppo assumono la posizione quadro. il  7 luglio  1944 il reparto venne ricostituito a Lecce, su due gruppi volo, il 1° (1^ e 3^ sq.) e l’88°( 190^ e 265^ sq.), ed assumeva la denominazione di 2° Stormo B.T.  mutata poi in “Stormo Notturno” operando con la Balkan Air Force alleata con gli SM.82 e i CantZ.1007 Bis. Gli atti di eroismo avvenuti in 5 anni di guerra, saranno attestati da un imponente numero di decorazioni,  tant’è che la bandiera dello Stormo è ancora oggi quella con più decorazioni di guerra di tutta l’Aeronautica Militare: 1 MAVM al 36° Stormo Bombardamento Terrestre, 1 d’Oro al 36° Stormo Aerosiluranti e 1 d’Argento al 36° Stormo Notturno, mentre al personale verranno concesse ben 8 MOVM alla memoria, 69 MAVM, 179 MBVM e 76 Croci di Guerra.

Il dopoguerra e la Guerra fredda

Dal 1 novembre 1948 lo Stormo Notturno  riassume la denominazione di 36° Stormo ed inquadrato nella specialità Trasporti opera con i robusti trimotori SM.82 che a causa delle clausole armistiziali, erano contrassegnati con le insegne del “ Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta” … con questi assetti, a cui nel 1952 si aggiunsero anche i FIAT G12, il reparto con il solo 1° gruppo continuò il proprio lavoro dall’aeroporto di Guidonia Montecelio fino al ’53 anno in cui verrà trasferito a Latina e in questa sede il 12 giugno 1955 lo Stormo viene posto in posizione quadro.  A causa dell’inasprimento della Guerra Fredda in atto tra il blocco occidentale e quello Sovietico, il 1° Maggio 1960 sulla base aerea di Gioia del Colle veniva costituita la 36^ Aerobrigata  Interdizione Strategica (IS) armata con missili a testate non convenzionali IRBM PGM-19A “Jupiter” : una postazione era situata sul sedime aeroportuale ed altre nove fuori dalla struttura ad una distanza compresa tra le 10/30 miglia, nel comprensorio della Murgia.

Alle dipendenze della nuova Aerobrigata I.S. furono posti due Reparti ognuno dei quali articolato su cinque gruppi operativi:

1º Reparto I.S.

  • 56º Gruppo I.S. (Gioia del Colle)
  • 57º Gruppo I.S. (Mottola)
  • 58º Gruppo I.S. (Laterza)
  • 59º Gruppo I.S.(Altamura alta)
  • 60º Gruppo I.S. (Gravina di Puglia)

2º Reparto I.S.

  • 108º Gruppo I.S. (Altamura bassa)
  • 109º Gruppo I.S. (Spinazzola)
  • 110º Gruppo I.S. (Irsina)
  • 111º Gruppo I.S. (Acquaviva delle Fonti)
  • 112º Gruppo I.S. (Matera)

Ogni gruppo con personale misto Italo-Americano, gestiva una postazione di lancio con tre Jupiter sempre in stand by. Tutte le 10 postazioni erano collegate al Quartier Generale di Gioia del Colle da linee di terra e radio, ed erano in grado di ricevere “istruzioni e ordini” contemporaneamente… l’aeroporto di Gioia del Colle era a sua volta collegato allo SHAPE (Comando Centrale delle Forze NATO, all’epoca a Parigi) da cui arrivavano gli ordini ed in caso d’emergenza anche da AFSOUTH (all’epoca comando delle forze NATO Sud Europa, a Napoli). Il maggiore problema operativo fu quello della produzione di una sufficiente quantità di ossigeno liquido occorrente per rifornire di carburante ogni missile e permetterne il lancio entro i 15 minuti previsti. Nel corso degli anni, gli uomini del reparto riuscirono a risolvere anche questo problema  perfezionando sempre più anche  la professionalità gestendo con preparazione il compito assegnato tanto da guadagnarsi la stima degli alleati USA. Per fortuna questa professionalità e preparazione non fu mai messa alla prova e la storia della 36^ Aerobrigata I.S. si conclude dopo solo tre anni dalla costituzione… disattivata l’1 Aprile  e sciolta ufficialmente il 21 Giugno, a seguito degli accordi bilaterali tra Stati Uniti e Unione Sovietica sanciti dopo la “crisi dei missili di Cuba”, che portarono al ritiro degli Jupiter dislocati in Italia e in Turchia.

Con la chiusura dell’Aerobrigata fu costituito il Comando Aeroporto che garantirà i servizi tecnici, logistici e operativi a supporto dei rischiaramenti dei Gruppi Volo della 4^ e 51^ Aerobrigata che si alternarono per garantire la copertura dello spazio aereo in quello scacchiere.

Dai “Kapponi ” ai “ Tifoni”

Le mutate esigenze strategiche portarono alla nuova dottrina NATO di  “Risposta Flessibile”  chein Italia vede lo scioglimento delle Aerobrigate e la rinascita degli Stormi per una forza aerea più agile e snella.  Nel 1966 questo nuovo assetto strategico fece si che le strade dell’attuale 36° Stormo Caccia e della base aerea “Antonio Ramirez” di Gioia del Colle si incrociassero definitivamente, ed il 1° Giugno di quell’anno lo Stormo viene ricostituito ancora una volta su due Gruppi volo e un nuovo profilo di missione “misto”; gli “Strali” del XII gruppo Caccia Ogni Tempo (COT) e le “Linci” del 156° gruppo Caccia Bombardieri (CB) armati rispettivamente con velivoli N.A.FIAT F-86K e Republic F-84F. Nel 1971 entrambi i gruppi effettuano la transizione sul nuovo assetto bisonico Lockheed F-104S  ,e mentre il XII continua ad operare nella specialità Caccia il 156° si specializza nel ruolo antinave. A Luglio del 1981 lo Stormo viene intitolato a “Helmuth Seidl” e le sue iniziali vengono impresse sulle derive dei velivoli.

Nel biennio ‘83/84 il 156° gruppo cede i propri assetti al neo costituito NODA (Nucleo Operativo Difesa Aerea) di Trapani-Birgi embrione del XVIII gruppo e del 37° Stormo, e si riequipaggia con i nuovi assetti MRCA Tornado nella versione IDS ottimizzati per missioni “Strike” a bassissima quota. Con il nuovo velivolo Multiruolo europeo il 156° Gruppo effettua un vero salto di qualità generazionale e grazie alle qualità ed alta teconologia del nuovo velivoli Europeo acquista una vera capacità operativa antinave che darà nuova vitalità al reparto. Nel 1995 il XII gruppo dismessi gli ormai obsoleti F-104S/ASA prende in carico i Tornado ADV ottimizzati per la Difesa Aerea ,acquisiti in leasing dalla RAF, e con questo assetto inizia ad operare missioni internazionali in ambito NATO (Operazione Allied Forced) nel territorio della ex Jugoslavia. Nel 1999 il 21° Gruppo “Tigri” con i suoi Tornado ADV viene aggiunto all’organico del 36° stormo e nel 2001 posto in posizione quadro, i suoi assetti vanno ad integrare quelli del XII gruppo. Nel 2004 alla scadenza del leasing, i Tornado ADV vengono restituiti alla Royal Air Force e il gruppo viene temporaneamente equipaggiato con gli MB339-CD armati con cannoncini da 30mm subalari e missili “air to air” per il nuovo profilo di missione denominato “slow-movers interceptors”; questo ruolo nato dopo i fatti dell’11 Settembre 2001, prevede il contrasto di minacce portate da velivoli poco veloci operanti a bassa quota. Ad Ottobre del 2007 il gruppo riceve i primi assetti F2000-A e riprende il ruolo principale di Difesa Aerea entrando a far parte del “SSSA”… il 1° Luglio 2008 il 156° Gruppo lascia il 36° Stormo per ritornare al 6° Stormo di Ghedi. Il  1° Luglio 2010 al XII si affianca il X Gruppo Caccia proveniente dal 37° Stormo. Da allora in poi è storia attuale.

Il 36° Stormo oggi

Come già accennato, il reparto delle Murgie è parte integrante del Servizio Sorveglianza Spazio Aereo o ”SSSA” ed è in grado di assicurareil Servizio di Sorveglianza dello Spazio Aereo nazionale come compito principale,  H24 per 365 giorni l’anno. L’SSSA prevede che i Gruppi Caccia di Gioia del Colle, Grosseto e Trapani-Birgi mantengano una coppia di velivoli F2000-A in QRA (Quickly Response Alert)  armati e pronti al decollo su Scramble in 15 minuti e un’ulteriore coppia in stand-by pronta entro due ore. Dal settembre 2016 i Gruppi Caccia del sistema SSSA provvedono anche a una più efficiente copertura dello spazio aereo nazionale, gestendo a turno il rischieramento di una “cellula d’allarme”, prima a Cameri oggi ad Istrana.

Inoltre l’SSSA è inserito nel sistema NATINAMDS (NATO Integrated Air and Missile Defence System) che ha come scopo la copertura aerea di tutti i Paesi alleati anche in tempo di pace ed è supportato da un sistema Radar terrestre, integrabile da quelli aviotrasportati e navali, a servizio di un avanzato sistema di comando e controllo. In seno al NATINAMDS, dal 1° Luglio 2009 il 36° Stormo concorre in missioni di “Air Policing” degli spazi aerei di Slovenia, Albania e Montenegro, nazioni prive di una forza da Difesa Aerea.

L’attività di Air Policing in tempo di pace, consiste nell’impiego di velivoli intercettori allo scopo di sorvegliare e preservare l’integrità di uno specifico spazio aereo; come si può ben evincere, attività del genere necessitano di una complessa organizzazione del personale, mezzi, procedure e collegamenti tutti operanti in perfetta sinergia per garantire la massima efficienza operativa e il 36° Stormo, grazie al continuo addestramento è in grado di assicurare livelli professionali davvero elevati.

Lo stormo con i suoi gruppi volo partecipa anche alle esercitazioni nazionali, estere e NATO…nel 2013 assetti Eurofighter e relativo personale navigante del 36° stormo unitamente a quelli del 4° e 37° stormo, decollano alla volta dell’aeroporto di Keflavik  in Islanda, dando il via all’operazione “Cieli Ghiacciati”. Dal 2015 in poi i sui assetti di volo prendono parte all’esercitazione NATO “Trident Juncture”, e sempre nel 2015 i Typhoon del 36°, 37° e 4° stormo vengono rischierati in Slovenia in seno all’operazione NATO “Baltic Air Patrol” (BAP). Nel 2016 Eurofigther del 36° stormo compiono la trasvolata Atlantica alla volta degli USA per partecipare alla esercitazione “Red Flag” svolta a Nellis AFB in Nevada, mirata a fornire un addestramento del tutto simile ad una esperienza di combattimento aereo reale, ripetuta ancora nel 2017 e 2018.

Durante la Red Flag i piloti consolidano le capacita d’impiego dei sistemi d’arma in dotazione e la validità  delle rispettive tattiche, mediante l’organizzazione ed il coordinamento di “fly pak” costituiti da un elevato numero di velivoli con più missioni distribuite nell’arco della giornata. Nel 2018 “TLP” (Tactical Leadership Program) ed altri impegni esercitativi. Quest’anno il reparto oltre alle esercitazioni in ambito nazionale, ha anche partecipato alla “Blue Flag 2019” organizzata dalla Israeli Air Force (IAF) presso l’aeroporto militare di Ovda (Israele) ed  alla “Cobra Warrior 2019” organizzata presso la Base inglese della RAF di Waddington. Queste solo alcune delle tante, giusto per offrire un quadro dell’importanza data alle esercitazioni multinazionali  dall’Aeronautica Militare e quindi dal 36° Stormo.

Le articolazioni del 36° Stormo

Elementi imprescindibili per un Stormo efficiente e funzionale sono i reparti che ne dipendono e lo compongono, che nel caso del “Trentaseiesimo” sono:

I gruppi volo del 36° Stormo “Picche & Strali”

I gruppi volo, con i loro velivoli, sono l’estensione operativa dello Stormo nei cieli ed il 36° Stormo può contare sul X gruppo (Picche) e XII (Strali) entrambi reparti da Caccia che operano in perfetta sinergia come un’unica unità entrambi su Eurofigther F2000-A, macchina di 4^ generazione progettata e costruita da un consorzio Europeo,  secondo specifiche mirate alla modernizzazione dei sistemi d’arma aerei nel ruolo Caccia del XXI secolo. Oggi i due reparti volo del 36° Stormo in ambito nazionale hanno come missione operativa principale la Difesa Aerea del paese ed a questo scopo  i due gruppi volo forniscono gli assetti per il “Servizio Sorveglianza Spazio Aereo“ (SSSA)   che prevede una coppia di intercettori  in QRA armati e pronti al decollo su Scramble in 15 minuti e un’ulteriore coppia in stand-by pronta entro due ore. Cuore pulsante dei Gruppi Volo  è la Sala Operativa  di Reparto o SOR che ha sede nella palazzina condivisa con gli Uffici Operazioni dei due gruppi volo, la Sala  Briefing e la Sala Equipaggiamenti .

La SOR è molto importante in quanto gestisce i piani volo, le missioni, le comunicazioni a terra ed in volo con gli assetti, le situazioni d’emergenza, il quadro piloti e assetti nonché i contatti con gli altri enti e reparti dello Stormo. Prendendo ad esempio altre forze aeree armate con il caccia europeo, che già da tempo lo utilizzano come un vero e proprio MultiRole Combat Aircraft, anche l’Aeronautica Militare in tempi non sospetti ne ha testato e sviluppato tali capacità utilizzando in alcune occasioni addestrative dispositivi a guida laser GBU-16 Paveway. Oggi  i gruppi volo montati su F2000-A “Typhoon” , compreso quelli del 36° stormo, pur mantenendo il ruolo primario di Difesa Aerea hanno raggiunto anche la capacità di attacco al suolo… obiettivo prefissato è quello di poter contare su un impiego operativo swing-role” che permette di affrontare sia missioni di Difesa Aerea che di Attacco al Suolo.

Operativamente  lo swing-role  e realmente praticabile grazie alla disponibilità e l’impiego di sistemi imbarcabili mediante POD  esterni che contengono i sistemi “Litening III “ e il RecceLite”;  il primo è un sistema di visione, acquisizione e designazione laser del bersaglio sia in modalità aria-terra che in quella aria-aria, mentre il RecceLite è un sistema esclusivamente da ricognizione. Inoltre l’F2000-A ,grazie ai sensori di cui è già dotato di “serie”, è in grado di effettuare anche attività ISR (Intelligence Surveillance and Reconnaissance) quest’ultima peculiare delle capacità multiruolo. La “sfida” attuale vede i piloti del X e del XII impegnati nell’ impiego operativo della tecnologia avveniristica quali i nuovi caschi HMSS/HEA (Helmet Mounted Simbology System / Head Equipment Assembly ) con visione all’infrarosso e  l’immissione in linea del missili di nuova generazione aria-aria a lungo raggio BVRAAM (Beyond Visual Range Air to Air Missile) MBDA Meteor.

Centro Addestramento Simulato “ASTA”

Il rapporto costi-benefici favorevole, la possibilità di effettuare missioni di simulazione avanzata ma  soprattutto quella di per poter simulare tutte le condizioni di emergenza non “sperimentabili” durante il volo reale, ormai da diversi anni hanno reso i simulatori di volo una realtà insostituibile che permettono  di ottimizzare le risorse e minimizzare l’impatto ambientale. L’importanza riconosciuta a questo tipo di addestramento ha portato anche la NATO a rivedere i parametri legati alle “ore volo sintetico” per mantenere la Combat Readiness dei piloti portando al 40% le ore volo al simulatore delle 180 standard annuali previste.

Sin dal lontano Aprile 2009 i piloti del X e XII Gruppo possono avvalersi di due simulatori di volo FMS ASTA (Full Mission Simulator – Aircrew Synthetic Training Aids) collegati via link, e alcuni E-ACPT (Enhanced Aircrew Cockpit Procedure Trainer), sviluppati  dalle società Alenia Aeronautica e Selex Galileo ora Leonardo. ASTA è uno dei programmi più ambiziosi di addestramento lanciato in Europa. 

La base aerea di Gioia del Colle è stata la prima dell’Aeronautica Militare ad avvalersi del Centro Addestramento ASTA, nato grazie alla perfetta sinergia tra la Forza Armata e l’industria nazionale. L’FMS permette di replicare esattamente e con estremo realismo la cabina di pilotaggio del Typhoon consentendo l’addestramento dei piloti a tutte le funzionalità e tipologia di missioni. I comandi di volo, HUD (Head UP Display), l’avionica, i sensori e i software per la gestione dell’armamento sono identici a quelli del velivolo reale così come il seggiolino “g-seat” installato che è in grado di fornire al pilota sensazioni di accelerazioni del tutto simili a quelle reali. Il sistema di visualizzazione sintetica genera le immagini dello scenario esterno per la proiezione in un “dome sferico” nel quale 13 proiettori ad alta risoluzione e 6 proiettori di target garantiscono al pilota un campo visivo di 360°, con capacità di simulazione sia diurna che notturna.

Inoltre grazie ad un database foto-geografico il sistema è in grado di riprodurre fedelmente basi militari e civili sul territorio nazionali ed estere. Inserendo ulteriori attori virtuali nello scenario (velivoli, veicoli, natanti etc) questi vengono visualizzati realisticamente sui display del cockpit esattamente come sull’assetto reale.  L’utilizzo del sistema di simulazione ASTA consente di effettuare con un elevato livello di realismo, esercitazioni ad alta quota , a velocità supersonica, utilizzo di armamento in scenari tattici complessi e contro forze ostili, e non per ultimo di effettuare training quotidiano mirato alla gestione in volo di situazioni d’emergenza.

Una delle funzionalità più rilevanti del sistema è quella di potersi interfacciare in rete con altre postazioni di volo sintetico… oggi il sistema ASTA è perfettamente “federato”  ed è quindi  possibile volare missioni congiunte utilizzando i simulatori di Gioia del Colle e Grosseto (F2000), e Lecce (T-346) contemporaneamente in tempo reale  ricreando scenari operativi complessi ottenendo così  il massimo ritorno addestrativo. Sono parte integrante di ASTA, a supporto di tutte le fasi di addestramento, i sistemi per la pianificazione e l’analisi della missione, Lesson Planner and Scenario Generator,  le Debriefing Station & Theatre, oltre ai DataBase Generation System e al Training Management Inforrmation System. Per il sistema  ASTAAlenia Aeronautica, ora Leonardo, ha ottimizzato a Gioia del Colle l’infrastruttura che ospita il Centro di Addestramento Simulato.

936° GEA ( Gruppo Efficienza Aeromobili)

All’interno di uno Stormo dell’Aeronautica Militare il Gruppo Efficienza Aeromobili (GEA)  è una struttura molto articolata e complessa, ciò dovuto alla mansione specifica che ricopre e all’elevato numero di personale specializzato che impiega.

Erede del vecchio Centro Manutenzione (CM) nato nel 1971 che ha gestito gli assetti in carico al reparto fino all’avvento dell’Eurofigther, oggi il 936°GEA è strutturato in sottosezioni e gestisce la manutenzione programmata e straordinaria  di tutta la flotta aeromobili  F2000A e biposto TF2000, in carico sia al 36° Stormo che agli altri reparti che lo impiegano. Operativo dal 1° Novembre del 2007, in concomitanza con l’ingresso in linea del Typhoon, il GEA di Gioia del Colle si pone a pieno titolo all’interno della catena manutentiva del velivolo con capacità d’interventi equiparate al 1° RMV

Gerarchicamente alle dirette dipendenze del Comandante del 36° Stormo, il GEA ha in un T.Colonello Ingegnere iI proprio Direttore in comando, che oltre ad una segreteria di Comando si avvale di tre articolazioni principali  quali:

  • Ufficio Tecnico che gestisce le prescrizioni tecniche, emana gli ordini tecnici di lavoro per la Direzione Tecnica, aggiorna la documentazione tecnica, ha il controllo di configurazione e di scadenza e verifica il mantenimento dell’aeronavigabilità.
  • Direzione Tecnica Operazioni ovveroil “braccio operativo” del Gruppo che mediante i propri tecnici specializzati effettua le ispezioni di 1° Livello direttamente in linea volo per tutte le categorie e di supporto per gli equipaggiamenti. Gestisce la SALV (Sezione Approntamento Linea di Volo) tramite i propri “crew chief” nelle normali operazioni pre e post volo ed effettua  la manutenzione correttiva e ordinaria LIC (Limite Impiego Calendariale) e LOF (Limite Operativo Funzionale) svolte tra una IP (Ispezione Programmata) e quella superiore. Svolge manutenzioni in hangar di 2° Livello, con interventi calendarizzati alle 500fh, con interventi su tutti i sistemi del velivolo,  CND (Controlli Non Distruttivi),riparazioni ed eventuali sostituzioni, aggiornamenti di configurazione degli “hardware” e “software” per la gestione dei sistemi di bordo, sostituzione dei cablaggi per implementare l’interfaccia con il nuovo casco HMSS e dei Pod Litening III e RecceLite. L’IP di 2° livello, tecnicamente la più radicale tra le ispezioni programmate, è assimilabile al vecchio   3° IRAN (Inspection and Repair As Necessary) che si effettuava direttamente in ditta: oggi grazie al sistema di controllo strutturale a sensori di cui è dotato l’F2000, che monitorizza costantemente la cellula, l’IP di 2° livello è effettuato in seno al GEA con l’ausilio del personale di Leonardo con cui il repartomantiene una proficua collaborazione .

La Direzione Tecnica nelle rispettive aeree di competenza include anche: 

  • Sezione linea volo 
  • Sezione manutenzione armamento 
  • Sezione manutenzione meccanica 
  • Sezione manutenzione avionica 
  • Sezione manutenzione propulsori 
  • Sezione tecnici generali  
  • Sezione Controllo e Qualità che fondamentalmente opera il controllo qualità delle lavorazioni sull’assetto, stila le procedure in ottemperanza  normative per le ispezioni e il rilascio dei documenti, il controllo del livello di addestramento del personale, il controllo della politica di gestione, ma soprattutto il mantenimento del reparto agli standard della Certificazione ISO9001/2015 in aderenza alle pubblicazioni tecniche approvate dalla D.A.A. e alle sue norme prima tra tutte la AER P2005.

Le sezioni a loro volta sono composte da Nuclei preposti al mantenimento e all’assistenza dei velivoli di passaggio, delle barriere di arresto, delle sale pneumatici, del comparto metrologica,  degli equipaggiamenti , insomma a tutte le attività tipiche del reparto.

436° GSTO  (Gruppo Servizi Tecnici Operativi)

Il  Gruppo gestisce tutti i servizi Tecnici Operativi quali il SCSA (Servizio Controllo Spazio Aereo) e il Servizio Carburanti. Dal SCSA dipende la Torre di Controllo che, situata al centro delle due piste parallele, gestisce tutte le operazioni a terra e in volo degli assetti che operano sulla base di Gioia del Colle, nonché il controllo del traffico aereo in prossimità dell’aeroporto fino ad una distanza di cinque miglia. Il Servizio Carburanti invece si occupa dell’approvvigionamento, il mantenimento e il rifornimento degli assetti  dello Stormo e di tutti i velivoli “transient line”, con il Jet Propellant 8 (JP8).

536° GSLO (Gruppo Servizi Logistici Operativi)

Il Gruppo gestisce tutti i servizi Tecnici Logistici, ovvero l’Autoreparto e il Nucleo Antincendi. L’Autoreparto garantisce l’efficienza di tutti gli automezzi in dotazione allo Stormo curandone anche la manutenzione tecnica sia ordinaria che straordinaria. Il Nucleo Antincendi  unitamente all’Infermeria di Corpo , garantisce sia la Sicurezza del Volo in caso di incidenti che interventi a salvaguardia del personale militare che opera all’interno della base aerea. Le due componenti, Nucleo Antincendio e il Servizio Sanitario dell’Infermeria di Corpo, si addestrano congiuntamente simulando interventi durante atterraggi “difficili” con la messa in sicurezza dell’assetto e del pilota.

GPF (Gruppo Protezione delle Forze)

Il Gruppo è preposto alla difesa delle infrastrutture aeroportuali e garantire la sicurezza del personale che vi opera all’interno. L’incarico si esplica con il pattugliamento del perimetro aeroportuale, il controllo dei varchi d’accesso e il contrasto verso ogni  eventuale tipologia di minaccia o intrusione. L’addestramento degli operatori del GPF prevede preparazione fisica, combattimento terrestre, armamento, nozioni di primo soccorso, antincendio, diritto umanitario, aspetti del contrasto a ordigni esplosivi di varia natura, operazioni in ambiente soggetto a minaccia chimica, batteriologica, radiologica e nucleare. I mezzi in dotazione al reparto vertono sui blindati IVECO Lince.

Araldica: Il distintivo e la sua evoluzione

Sin dalla storia dei tempi antichi gli eserciti di tutto il mondo erano usi all’utilizzo di un “segno” distintivo che li rendesse un’unità e li distinguesse sia durante le parate che in azione sul campo di battaglia… questo poteva essere drappo ricamato, un gonfalone personale o di casato, un fregio scolpito o un distintivo metallico. Nel XX secolo la nascita dell’aviazione e il suo impiego militare non esentò da questa tradizione i reparti aeronautici ed oggi possiamo affermare che la storia ed evoluzione dell’Araldica di Stormo ,Gruppo o Squadriglia che sia, è parte integrante e viva della storia di tutti i reparti dell’Aeronautica Militare… questi infatti  nascono o per motivi scaramantici (i famosi “Fortunelli” italici della Grande Guerra) o ispirati a fatti d’arme realmente accaduti ( il “Gigi tre Osei” ed altri del secondo conflitto) e spesso seguono e si adattano alle trasformazioni di missione a cui il reparto stesso è sottoposto nel corso della sua attività operativa.

 Il 36° Stormo non fa eccezione a questa “regola” e così nel 1938, anno della sua costituzione,l’allora 36° Stormo Bombardamento Terrestre si fregiava di un emblema di reparto intimamente legato alla città in cui era stanziato: Bologna. Lo stemma raffigurava le due famose torri , Garisenda e Asinelli, simbolo della città emiliana con fattezze umane e affioranti dal mare, che tenevano per mano bombe e, ai loro piedi due barchette di carta con tanto di bandiera nemica. Sulle due torri una scritta richiamava un modo di dire tipicamente bolognese non proprio castigato, mentre sopra il distintivo capeggiava il motto “Alas altius alere”. La missione operativa del reparto era chiara ed inequivocabile. Trasformato nel 1940 in Aerosilurante il 36° Stormo abbandona il vecchio emblema legato al Bombardamento ed assume lo stemma che utilizzerà nel corso di tutto il secondo conflitto mondiale; un’aquila con ali spiegate e tesa verso l’obiettivo in groppa ad un siluro, il tutto inserito in anello con le scritte “Con l’ala tesa a gloria o morte” nella parte superiore e “36° Stormo Aerosiluranti” in quella inferiore. Nel 1944, a seguito dell’accorpamento di personale e materiali di altri reparti venne formato il 36° Stormo Trasporti Notturni, e con esso nasce un nuovo stemma più consono alla nuova mansione raffigurante una cicogna in volo all’interno di uno scudo con fondo azzurro e la scritta 36° Stormo.. lo stesso distintivo con la scritta 36^ Aerobrigata IS e un atomo da cui scoccava una freccia verrà utilizzato dal 1960 al 1963 a seguito della costituzione come reparto missilistico non convenzionale. Sciolta l’ Aerobrigata e ricostituito il 36° Stormo nel 1966 l’insegna mutò ancora, venne infatti ridisegnato un nuovo distintivo formato dalla coppia diavolo ghignante e stallone nero entrambi su fondo bianco, a simboleggiare l’unione dei due distintivi del 6° e 9° stormo da cui provenivano i due Gruppi Volo di stanza a Gioia del Colle. Questo emblema venne utilizzato per poco tempo sulle derive degli F84F “Thunderstreak” infatti di li a poco, ispirandosi al vecchio e glorioso distintivo degli Aerosiluranti venne rivisitato il nuovo emblema di reparto raffigurante un’aquila in volo che tiene tra gli artigli due fulmini con i colori dei due gruppi di volo il tutto inscritto in un anello con il motto “con l’ala tesa a gloria o morte” … ancor oggi questo è utilizzato dal 36° Stormo Caccia.

Aeroporto Gioia del Colle 

Le origini della base aerea Murgese risalgono al 1916, data in cui fu realizzato come “ Campo Scuola” in contrada Piano Gaudella  a Gioia del Colle, utilizzato dal “Battaglione Aviatori” alle dipendenze del Comando di Torino.

Durante la Prima Guerra Mondiale Gioia del Colle balza agli onori della cronaca per una missione che rimarrà storica ovvero, l’attraversamento dell’Adriatico per 400 km alla volta delle Bocche Cattaro sede di una importante base di sommergibili e di idrovolanti Austro-Ungarici. Promotore di questa “impresa” fu “il pilota poeta” Gabriele D’Annunzio… nella notte tra il 4 e il 5 ottobre del 1917 dal campo di Gioia del Colle decollarono 15 Caproni Ca.3 da bombardamento che compirono vittoriosamente quella che lo stesso “Vate” la considerò la sua impresa bellica più audace. 

Nel 1928 con D.M. del 25 Giugno,  Gioia del Colle fu declassato a Campo di Fortuna,  un ulteriore decreto di declassamento ci fu il 4 gennaio del 1930… in questi anni il “Campo” venne utilizzato dall’aviazione civile commerciale.

Nonostante la gloria dell’ “Impresa” D’Annunziana  nel 1933 la struttura era ancora un semplice Campo di Fortuna quasi in stato di abbandono ,  e non vi operava alcun ente della Regia Aeronautica. Il 15 Febbraio 1939 con Foglio d’Ordine n° , il Campo di Volo fu intitolato alla memoria del “Cap. Pilota Antonio Ramirez” perito in un incidente aereo il 28 aprile 1930 nei cieli di Capua. 

Solo i venti di guerra in Europa, portarono ad un riammodernamento del campo di volo,  con la realizzazione di nuove strutture ed una nuova pista di volo… ultimati i lavori di ampliamento l’Aeroporto divenne sede del 35° Stormo Bombardamento Terrestre e successivamente dal 32° Stormo Aerosiluranti. La base fu anche sede addestrativa  dell’’86° Gruppo e del 13° Stormo entrambi da B.T. e nel luglio del 1943 era di stanza anche il 43° Stormo BT con i Gruppi 98° e 99°. Alla data dell’armistizio di Cassibile sull’aeroporto di Gioia del Colle erano schierati, il 9° Gruppo del 4° Stormo, due Squadriglie del 21° Gruppo Autonomo CT e il 98° Gruppo del 43° Stormo BT. Nella notte tra il 16 e 17 Settembre truppe inglesi “occuparono” l’aeroporto Murgiano… in quel momento sul campo rimaneva un comando della Regia Aeronautica denominato “Distaccamento R.A.”. Alla fine del 1943 l’aeroporto fu sede del 60th Air Service Squadron dell’USAAF e il 284th Squadron della RAF. Nel 1944 erano presenti solo  reparti americani con il 41st Air Depot Repair Squadron dedito alla manutenzione dei bombardieri B 24 , inquadrato nella 15th Air Force.

Il 1° novembre del 1944 fu chiuso il Distaccamento “R.A.”, subentrando il 94° Nucleo Guardie che vide la trasformazione in 42^ Compagnia Servizi Aviazione. ..nel 1945, a guerra finita, l’aeroporto divenne la base dell’859° Bombardment Heavy Squadron dipendente dal 641° Special Group (Provisional),  mentre per la parte italiana divenne sede del Distaccamento Demanio, della 42^ Compagnia Servizi Aviazione e della 2^ Compagnia Aerostieri. Nel 1946 l’aeroporto di Gioia del Colle ritornò nella piena disponibilità della neonata Aeronautica Militare che dislocò la “Squadriglia di Volo Autonoma” posta alle dipendenze del CUA (Comando Unità Aerea). 

Nel 1948 sull’aeroporto di Gioia del Colle era stanziato  il “1° Gruppo Scuole Volo”  ed  altri enti tecnico-logistico… nel 1952 il  1° Gruppo Scuole Volo  fu trasformato in 211° Gruppo, nel quale i primi allievi della risorta Accademia Aeronautica conseguirono il brevetto di pilota d’aeroplano, con il trasferimento del 211° ad Alghero a Gioia rimase solo un Distaccamento.  

La cosidetta  “Guerra Fredda” ovvero la contrapposizione NATO e Patto di Varsavia, porta gli Stati Uniti in accordo con il Governo italiano, allo stanziamento  nell’area di Gioia del Colle di missili balistici non convenzionali a medio raggio IRBM PGM-19 Jupiter.  La fine degli anni cinquanta vede  l’aeroporto “A.Ramirez” diventare una delle strutture più importanti dell’Aeronautica Militare… nel 1958 infatti iniziarono i lavori per adeguare il vecchio aeroporto alle nuove esigenze e dal 1960 al 1963 fu sede delle basi di lancio degli Jupiter in seno alla 36^ Aerobrigata IS.  

Con la chiusura della 36^ Aerobrigata IS fu costituito il Comando Aeroporto che per tre anni garantì i servizi tecnici, logistici e operativi a supporto dei Gruppi di Volo della 4^ e della 51^ Aerobrigata che si alternarono a Gioia del Colle per garantire la copertura dello spazio aereo di competenza fino al 1° Giugno 1966, data in cui fu ufficialmente ricostituito a Gioia del Colle l’attuale 36° Stormo Caccia.

A questo punto si conclude la nostra visita al 36° Stormo Caccia di Gioia del Colle e con essa anche Il nostro “viaggio” lungo ben 81 anni, attraverso la storia e l’attualità di uno dei reparti volo operativi più decorati della nostra Arma Aerea … siamo coscienti di non avere riportato tutto, che tanto ancora ci sarebbe da raccontare su questo reparto dell’ Aeronautica Militare e sulle gesta dei suoi uomini del passato e di oggi. Ci conforta il fatto che il 36° Stormo sarà nei “ranghi” della Forza Armata per molto tempo ancora e, i suoi uomini e donne tutti scriveranno altre pagine di storia da raccontare in futuro. Uno Stormo sempre in movimento e sempre pronto a vigilare e proteggere i cieli della nazione.

Comandante 36° Stormo: Col A.A.r.n.n. Pilota in S.P.E. Emanuele Spigolon

Il Col. Emanuele SPIGOLN è nato a Cuneo il 29 ottobre 1970; è entrato in Aeronautica Militare con il corso NIBBIO IV il 26 agosto 1991. Conseguita la laurea in “Science Aeronautiche” presso l’Università Federico II di Napoli, ha ottenuto il brevetto di pilota militare alla scuola internazionale di Sheppard AFB, Texas (USA). Dopo il corso di conversione operativa su velivolo F-104, nel 1997 è stato assegnato al X Gruppo Caccia presso il 9° Stormo di Grazzanise. Durante questo periodo, ha effettuato molteplici missioni di guerra per le operazioni NATO sulle Regioni Balcaniche. Nell’agosto  2000,  scelto  come  primo  pilota  di scambio con le Forze Aeree Francesi, è stato assegnato al Escadron de Chasse 1/5 Vendèè Orange in Francia, dove ha svolto attività di volo su Mirage 2000 per tre anni. 

Al rientro, nel 2003, è stato assegnato al IX Gruppo Caccia del 4° Stormo di Grosseto, primo Gruppo Operativo in transizione su velivolo F-2000. Nel 2009, dopo aver ottenuto la qualifica di istruttore pilota, sempre su velivolo F-2000, ha preso il comando del 20° Gruppo Addestramento Operativo. Nel 2011, al termine della frequenza del corso Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI), è stato assegnato presso il 6° Reparto Affari Giuridici e Finanziari dello Stato Maggiore dell’Aeronautica. Nel 2013 ha assunto, in qualità di Comandante di Corpo, la posizione di Chief General Staff della base di Herat, Afghanistan, a favore dell’operazione ISAF. Al rientro, il Col. SPIGOLON è stato assegnato al 4° Reparto Logistica dello Stato Maggiore dell’Aeronautica dove si è occupato della gestione, per l’Aeronautica Militare, del programma F-35. Nel 2015, scelto quale rappresentante a livello interforze, ha frequentato il corso IASD – Istituto Alti Studi Difesa – presso lo Chem – Centre des Hautes études Militares – di Parigi. A marzo 2017 è stato individuato, in qualità di Comandante della Task Force Northern Ice, per la missione fuori da confini nazionali a contributo per la Difesa Aerea dell’Islanda.

Il Col. SPIGOLON ha frequentato: 

  • Laurea in Scienze Aeronautiche presso l’università di Napoli nel 1995;
  • Corso TLP, Florennes – Belgio nel 1999;
  • Pilot Exchange Mirage 2000c nel 2000 – Orange, Francia;
  • Scuola di Guerra Aerea , Firenze nel 2004;
  • Laurea Magistrale in Scienze Politiche,indirizzo economico,c/o l’Università di Trieste nel 2004;
  • Corso di Guerra Elettronica, Pratica di Mare nel 2007;
  • Corso Sicurezza Volo, Roma nel 2008;
  • Corso di Stato Maggiore, Roma nel 2010;
  • Master sul management degli affari finanziari presso la Bocconi di Milano nel 2011;
  • NATO School, Oberammergau, Germania nel 2012;
  • Istituto Alti Studi per la Difesa, Parigi nel 2015.

Il Col. SPIGOLON ha all’attivo più di 2.400 ore di volo su velivoli T-37, T-38, MB339, F-104, Mirage 2000 ed Eurofighter F-2000.

È insignito delle seguenti onorificenze:

  • Medaglia d’Oro di Lunga Navigazione Aerea;
  • Medaglia di Bronzo di Lungo Comando;
  • Croce d’oro per il servizio militare;
  • Croce Commemorativa per la partecipazione alle operazioni di concorso della sicurezza Nazionale svolte dalle Forze Armate per la pacificazione dell’Afghanistan; 
  • Medaglia d’Oro per la difesa nazionale francese;
  • Medaglia NATO per le operazioni nell’ex Jugoslavia e Bosnia;
  • Medaglia NATO per le operazioni in Kosovo;
  • Medaglia NATO per le operazioni in Afghanistan;
  • Croce con spade al merito maltese.

L’autore ed Aviation Report esprimono il loro ringraziamento per la disponibilità e fattiva collaborazione a: SMA Ufficio Pubblica Informazione, Col. A.A.r.n.n. Pil. Emanuele Spigolon attuale Comandante il 36° Stormo, T.Col. Danilo T. attuale Comandante il 936° GEA , i Comandanti i 2 Gruppi Volo. Un ringraziamento per la squisita accoglienza, l’infinita disponibilità e il costante supporto che ha permesso la realizzazione del reportage al personale dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale del 36° Stormo in particolare  all’Av.Sc. Michele Rubino nostro simpatico e paziente  “anfitrione” durante i giorni della visita. In ultimo, ma non questo ultimi, un ringraziamento particolare a tutto il personale del 36° Stormo per la collaborazione e gentilezza dimostrata durante la nostra permanenza.

Testo e foto: Gianni Scuderi
Foto storiche: USSMA, Gen. B. Servadei, S. Bottaro, G. Scuderi.

Print Friendly, PDF & Email
 

Rispondi