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Reportages

3° REOS “Aldebaran”: il Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali dell’Aviazione dell’Esercito

Il 3º REOS – Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali “ALDEBARAN” è un reggimento elicotteri dell’Esercito Italiano alle dipendenze del Comando Aviazione dell’Esercito, inquadrato come unità di supporto operativo per operazioni speciali.

​​​Costituito il 10 novembre 2014 a Viterbo presso l’aeroporto “T. Fabbri” dalla trasformazione del già esistente 26° gr. sqd. “Giove”, il 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali “ALDEBARAN” ha ereditato il nome e la bandiera di guerra dell’ex 3° Reggimento AVES “ALDEBARAN” di Bresso (MI), disciolto in data 1° settembre 1998. Il 19 novembre 2014, la bandiera di guerra del disciolto reggimento, custodita presso il Sacrario delle Bandiere del Vittoriano di ROMA, viene concessa al 3° REOS a conferma della prosecuzione delle tradizioni di questa Unità. ​

Cosa fa il 3° REOS “ALDEBARAN”

Il 3° REOS “ALDEBARAN” è il reparto dell’AVES, composto da personale specificamente formato, particolarmente addestrato ed equipaggiato per assicurare, prioritariamente nell’ambito delle operazioni speciali, un’adeguata capacità di manovra nella 3ᵃ dimensione, al fine di supportare le attività militari della componente terrestre e/o interforze, ovvero contribuire a conseguire obiettivi militari di rilevanza politico-militare, strategico-militare o di livello operativo per la tutela degli interessi nazionali, in ogni contesto operativo, in pratica fornisce elicotteri e personale altamente specializzato a svolgere missioni speciali.

Punto chiave di questo reparto è il personale che ne fa parte, donne e uomini con un amore smisurato per la propria nazione e una altrettanto immensa passione per il proprio lavoro, un lavoro spesso carico di rischi e di sacrifici, sacrifici che hanno ricevuto importanti riconoscimenti da parte dello Stato Maggiore dell’Esercito e che sono un vanto per l’intero Reggimento: “Sono orgoglioso dei miei uomini – esordisce il Comandante Col. Gianpaolo Rapposelli – “sono tutti volontari che hanno scelto questo tipo di vita e che non si tirano mai indietro di fronte a qualsiasi sfida gli venga proposta!

Già ma come si diventa membri di un reparto così altamente specializzato? Formazione, equipaggiamento ed addestramento, sono questi i tre pilastri che rendono questa unità una delle eccellenze dell’Esercito Italiano

La formazione degli equipaggi di volo punta alla creazione di mentalità, obiettivi comuni e amalgama tra il personale di volo e il personale delle forze speciali, capacità indispensabili per la conduzione di specifiche missioni che gli equipaggi sono chiamati a compiere in sinergia stretta con il personale dei reparti terrestri. Tale preparazione viene conseguita attraverso la frequentazione del corso EVOS – Equipaggi di volo per O.S. che ha lo scopo di fornire una base comune per operare in ambienti operativi ostili utilizzando l’elemento “sorpresa” vitale per la sopravvivenza dell’unità e il successo dell’operazione. A questo si unisce l’obiettivo di addestrare gli equipaggi all’impiego delle tecniche peculiari per operare a supporto delle forze speciali. Il corso, della durata di 9 settimane, è diviso in tre moduli:

  • Modulo Ground: acquisizione di tattiche e procedure di combattimento individuale e di pattuglia per sopravvivere, muoversi in maniera occulta ed operare in maniera integrata alle forze speciali, affrontare e superare situazioni critiche in ambienti naturali ed impervi, tiro, evasione e resistenza agli interrogatori.
  • Modulo Pianificazione Integrata: base capacitiva di pianificazione integrata e congiunta ai distaccamenti operativi delle forze speciali secondo gli standard interforze e NATO.
  • Modulo di Volo: acquisizione delle tecniche, tattiche e procedure di volo fondamentali per il supporto efficace alle forze speciali in tutti gli ambienti naturali di riferimento.

Gli assetti del 3° REOS si basano sugli elicotteri CH-47F Chinook, UH-90 e HH-412 per la condotta delle operazioni in tutte le missioni specifiche delle forze speciali quali le Special Reconnaissance, le Direct Actions, le Military Assistances, le Counter-Insurgery e le Counter-Terrorism potendo fornire il framework per un SOATG a livello nazionale interforze e internazionale impiegando almeno due SOATU più eventuali DSATU – Direct Support Air Task Unit ed il CSS – Combat Service Support a favore di tutte le sue componenti.

L’HH-412 è un elicottero bimotore che monta 2 turbine PRATT & WHITNEY PT6T-6 ed ha una capienza di 11 militari con una velocità massima: 260 Km/h e una autonomia: 2h 15′ (420 Km.) La versione in uso all’esercito si differenzia da quella civile per la presenza di prese d’aria con speciali filtri antisabbia (fondamentali per missioni in ambienti difficili come l’Afghanistan). Monta i tranciacavi anteriore che proteggono il rotore ed i pattini dall’impatto contro cavi durante i voli a bassa quota ed è dotato di un “allarme missili” che capta i missili in arrivo disturbandone i sensori. Ogni fiancata dispone di una mitragliatrice da 7,62mm con una riserva di 300 proiettili e di un lanciatore di flares per ingannare i missili con guida all’infrarosso. Nei prossimi anni questo assetto verrà sostituito dall’AW169 LUH, un elicottero all’avanguardia, capace di operare nei moderni contesti operativi perché dotato di equipaggiamenti e tecnologie avanzate.

L’UH-90 ​ è un elicottero da trasporto tattico, un aeromobile di nuova generazione prodotto dal consorzio industriale NHI (NATO HELICOPTER INDUSTRIES), nato da requisiti operativi comunemente espressi in ambito NATO da Italia, Francia, Germania, Olanda, e Belgio. È in grado di operare con successo nei moderni scenari operativi, nei quali l’elevato livello tecnologico dei sistemi imbarcati rappresenta una caratteristica fondamentale ed irrinunciabile atta a garantire il soddisfacimento di requisiti tecnico-operativi sempre più stringenti. La versione TTH (Tactical Transport Helicopter) è stata concepita, sviluppata e realizzata per essere in grado di svolgere missioni su ogni tipo di terreno, rispondendo a tutti i requisiti specifici previsti per gli elicotteri da trasporto tattico, assicurando un elevato coefficiente di disponibilità operativa. Le caratteristiche di elevata flessibilità e versatilità dell’NH-90 TTH, ne consentono una facile e rapida riconfigurazione tale da permettere lo svolgimento dei diversi tipi di missione.

Il CH-47 Chinook è un elicottero estremamente versatile che ha condotto missioni sia di carattere prettamente operativo che interventi di carattere umanitario sul territorio nazionale e all’estero. Il CH-47F, evoluzione del CH-47C/D, è in grado di operare in condizioni ambientali difficili ove ad esempio i fenomeni noti come brown-out (operazioni su terreno polveroso) e di white-out (operazioni su terreno innevato) possono essere causa di disorientamento spaziale degli equipaggi.

Le unità del 3° REOS sono in grado di assolvere tutti i compiti delle unità aeree multiruolo convenzionali in scenari di alto rischio laddove non sia possibile o conveniente l’uso delle stesse allo scopo di supportare le forze speciali nel conseguimento degli obiettivi di livello operativo e strategico. Per far ciò il REOS può operare principalmente come SOATG – Special Operations Air Task Group un’organizzazione che ha le capacità di comando e controllo delle unità di volo assegnate che siano dell’Esercito o interforze oppure come SOATU – Special Operations Air Task Unit unità del minimo livello organizzativo idonea a fornire supporto alle forze speciali. Gli equipaggi naturalmente sono pronti anche per garantire la sicurezza in ambito nazionale sia per le operazioni anti terrorismo sia a supporto della popolazione con compiti di protezione civile.

Le tecniche di impiego degli elicotteri sono diversificate in funzione del modello stesso del velivolo e in funzione del teatro operativo in cui si opera e degli aspetti che lo caratterizzano. Quindi per garantire l’inserzione e/o l’estrazione dei gruppi di FS, di giorno come di notte, possono essere impiegare diverse tecniche:

  • Aviolancio: tecnica di inserzione di personale e/o materiali tramite lancio con paracadute, ad apertura automatica o comandata, da alta quota.
  • Fast Rope: tecnica di inserzione in ambiente urbano o in zone impervie ristrette che prevede l’impiego di una fune detta “canapone” con la quale gli operatori si calano sull’obiettivo. Richiede velocità, stabilità e coordinazione tra i piloti e il team da inserire.
  • Rappelling: tecnica di inserzione, detta anche a corda doppia, che permette la discesa dall’elicottero in volo stazionario fino a 4 operatori contemporaneamente tramite il sistema della corda frizionata e discensore. E’ una tecnica più rapida del fast rope proprio per la capacità di inserire più personale contemporaneamente.
  • Verricello: tecnica che permette la discesa e/o il recupero di personale e materiali dagli elicotteri in hovering. Viene utilizzata da tutti gli elicotteri in attività operativa in ambienti ostili o durante operazioni di salvataggio e soccorso anche di personale civile. E’ indispensabile avere personale altamente addestrato all’uso del verricello, delle imbragature e delle barelle certificato OV – Operatore al Verricello.
  • Soft Boat Release: tecnica utilizzata nell’ambito delle MSO – Maritime Special Operations allo scopo di inserire ed estrarre in maniera occulta e in ambiente acquatico team di forze speciali e i relativi battelli. Grazie alle capacità di carico, galleggiamento e di allagamento temporaneo della stiva il CH-47F è il vettore ideale per queste attività tipiche delle Ship Boarding Operations.
  • Biscaglina: tecnica per estrarre personale da ambiente acquatico qualora non fosse possibile od opportuno l’impiego del verricello di soccorso.
  • FRIES – Grappolo: tecnica utilizzata per l’estrazione degli operatori tramite un “canapone” dotato di anelli all’estremità inferiore che permettono l’aggancio e il recupero del personale. Sul CH-47F è utilizzabile il sistema FRIES – Fast Rope Insertion and Extraction System che permette sia la discesa in fast rope che l’estrazione a grappolo.

Inoltre, potendo imbarcare Team di Sniper delle FS, gli equipaggi di volo sono preparati anche ad azioni dirette contro un determinato obiettivo o in azioni di Hely Vehicle Interdiction atte ad arrestare veicoli o convogli con intervento aereo. Questa è una peculiarità che ha impressionato anche i colleghi delle FS francesi che si sono complimentati per la capacità espressa su questo particolare tema. L’attività di Helisniping viene condotta al fine di integrare la cornice di sicurezza del personale a terra durante le fasi più critiche di un intervento e per ingaggiare obiettivi statici o dinamici altamente paganti o altamente minacciosi per la sicurezza delle forze. I team di Helisniping sono impiegati anche nelle attività di blocco di veicoli in coordinamento con un team di assalto che interviene una volta bloccato il veicolo per neutralizzare definitivamente la minaccia.

Un’altra peculiarità è quella che riguarda la capacità di incrementare il raggio d’azione operativo degli elicotteri tramite la possibilità di schierare e impiegare il sistema FARP – Forward Arming and Refuelling Point aviotrasportato con il Chinook o aviolanciato. Il FARP è un posto avanzato di rifornimento di munizioni e carburante che consente di incrementare il raggio d’azione e il tempo di impiego sull’obiettivo e il reimpiego degli armamenti, il tutto realizzato in territorio non permissivo.

Il CH-47F dispone del sistema modulare ERFS – Extended Range Fuel System che grazie a tre serbatoi da 3000 litri ciascuno imbarcati sull’elicottero permette di aumentare il raggio d’azione dell’elicottero stesso e di rifornire a terra altri elicotteri tramite il kit FARE – Forward Arming and Refuelling Equipment – che può rifornire anche due velivoli contemporaneamente. Il Jump FARP sfrutta l’aviolancio, sia con velivoli dell’Esercito che dell’Aeronautica Militare, in ambienti presumibilmente impervi ostili e non permissivi oltre le linee nemiche, ed è un posto avanzato organizzato a tempo determinato occulto e protetto in totale autonomia. E’ una capacità di importanza strategica che prevede, oltre agli equipaggi di volo, la sinergia e la sincronizzazione di diverse componenti delle forze speciali come i FAC, i JTAC, i LO, i CCT i CWP e i PJ. Suddivisi in nuclei, una volta aviolanciati, ognuno di essi con le proprie caratteristiche e specialità, contribuirà alla realizzazione del posto avanzato e alla sua gestione e protezione.

Ultimo punto cardine del 3° REOS è l’addestramento, sicuramente la chiave del successo del Reggimento. Un addestramento continuo e intenso dove personale e mezzi vengono continuamenti messi alla prova per essere pronti ad intervenire in ogni momento della giornata in qualsiasi parte del mondo. Le esercitazioni di cui ogni tanto parlano i media servono a questo: a garantire un continuo addestramento e la prontezza operativa che è alla base del successo di ogni missione.

La missione di volo con il 3° Reos

Già ma come avviene l’addestramento del 3° REOS? Per scoprirlo siamo saliti a bordo di uno degli UH-90 in dotazione al reparto e li abbiamo seguiti da vicino durante una delle tante esercitazioni a cui vengono sottoposti.

Fa un certo effetto entrare nella linea volo del reparto e vedere gli elicotteri pronti per essere schierati, è un mix di stupore e timore reverenziale, capisci che quelle cose dette finora non sono solo parole, qui si fa sul serio! Gli incursori fanno il briefing prima della missione mentre noi veniamo imbracati e preparati in maniera molto attenta e scrupolosa alla missione che andremo a fare, una attenzione maniacale che denota da subito l’alto livello di preparazione del personale del 3° REOS.

Il comandante avvia l’elicottero e io vengo piacevolmente avvolto dall’odore del JETA1, lo respiro a pieni polmoni mentre uno degli incursori mi osserva e sorride: “è un profumo, il profumo del volo e io… io non posso resistergli!” gli esclamo. Osservo ancora una volta da fuori l’UH-90, imponente, muscoloso, robusto, mi compiaccio che questa meraviglia tecnologica sia costruita in Italia, poi salgo a bordo, mi siedo di fianco al mitragliere e mi allaccio le cinture seguito da vicino da uno degli incursori.

L’elicottero lentamente si solleva da terra e punta verso nord sorvolando la campagna viterbese; in qualsiasi altra situazione mi soffermerei ad ammirare il panorama ma stavolta no, stavolta i miei occhi si perdono nell’enorme cabina dell’UH-90 ma soprattutto negli sguardi degli incursori, ne vedo a malapena gli occhi celati dietro la visiera di un casco o dietro degli occhiali, provo a scorgergli un segno di debolezza, di incertezza, di disappunto… nulla!

Ci avviciniamo alla zona di sbarco, l’elicottero si ferma in hovering a dieci metri da terra e in pochi secondi gli incursori si calano dall’elicottero con l’enorme “corda” (fast rope): il tutto avviene in pochissimi secondi ed in maniera rapida, precisa ed ordinata, una rapidità ed una precisione che farebbero invidia allo svizzero più incallito, una precisione non improvvisata ma frutto di quella maniacale preparazione di cui tanto vi ho parlato sopra.

È una scena che ho visto tante volte nei film solo che qui è reale, solo che qui non ci sono attori ma incursori veri, padri di famiglia, fidanzati, persone comuni che fanno un lavoro difficile ma fondamentale per la sicurezza paese e lo fanno lontano dalle telecamere, lo fanno non per sentirsi fighi ma perché per loro questo non è un semplice lavoro ma uno stile di vita, una missione. E’ incredibile vedere lo sbarco degli uomini del 3° REOS cosi da vicino, mai avrei pensato quindici anni fa che la mia passione per la scrittura mi avrebbe portato sin qui, il mitragliere mi fa cenno se è tutto ok io gli alzo il pollice migliore di sempre e gli faccio un sorriso enorme, se ne accorge e mi sorride anche lui, un attimo di condivisione del volo che mi fa capire che dietro quegli sguardi concentrati si celano degli uomini prima che dei soldati, degli uomini dal cuore d’oro ma pronti a dare la propria vita per il paese.

Lo specialista dà l’ok al pilota e l’elicottero si solleva, fa un giro per controllare che l’area sia sicura e si mette in posizione per recuperare gli incursori che velocemente risalgono a bordo dopo aver simulato il recupero di un civile. L’elicottero riprende velocemente quota nonostante le 15 persone a bordo e fa un volo tattico a bassa quota sorvolando il percorso di un torrente e dando mostra delle enormi potenzialità dell’UH-90 ma soprattutto dei due piloti che riescono a seguire il percorso del fiumiciattolo con una precisione chirurgica, un pilotaggio molto tecnico e per nulla improvvisato frutto anche questo di una attenta, scrupolosa maniacale preparazione, il tutto nella più totale sicurezza per tutto l’equipaggio.

Volo da quasi venti anni e in aria ne ho viste di cotte e di crude ma il volo a cui ho partecipato oggi non ha eguali, la potenza, la precisione, la forza lasciatemi dire, con cui l’elicottero è riuscito a seguire il percorso del torrente ha dell’incredibile. Torniamo alla base e ci congediamo dalle donne e dagli uomini del 3° REOS, non prima di aver osservato più da vicino due esemplari degli altri elicotteri in forza al gruppo: un HH-412 e un bellissimo ed imponente CH-47F tenuti maniacalmente efficienti dei tecnici del reparto.

L’autore, il direttore di Aviation Report Gianluca Vannicelli e tutta la redazione, desiderano ringraziare per l’opportunità, il Comando AVES di Viterbo, tutto il personale del 3° Reggimento “Aldebaran”, tutto il personale del 1° Reggimento “Antares”, il team Pubblica Informazione del Comando AVES, il Magg. Antonio, il Cap. Francesco e il Ten. Daniele per il supporto durante la nostra visita.

Testo: Emanuele Ferretti
Immagini: Gianluca Vannicelli

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Emanuele "Mané" Ferretti

Emanuele Ferretti, per gli amici Manè, è da sempre un grande appassionato di volo. Oltre ad avere all'attivo diverse centinaia di ore di volo in parapendio ed in paramotore, Mané lavora in una azienda aeronautica in provincia di Ascoli Piceno. La passione per la fotografia e per la natura lo ha portato a scoprire il mondo con i mezzi più disparati: dalla canoa, alla moto, al paramotore.

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