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Aeronautica Militare

3 Marzo 1981: atterra a Pratica di Mare il primo Tornado assegnato al Reparto Sperimentale

Oggi di 36 anni fa, il 3 Marzo 1981, l’allora Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale Lamberto Bartolucci, atterra sulla base di Pratica di Mare Roma a bordo del primo velivolo Tornado assegnato al Reparto Sperimentale Volo.

Il 5 dicembre 1975 dall’aeroporto di Torino Caselle dell’allora FIAT / Alenia Aermacchi, si alzava in volo per la prima volta il Tornado con ai comandi il pilota collaudatore Egidio Nappi. Fu un evento storico per l’industria aeronautica nazionale e per la nostra Aeronautica Militare. L’Italia ha poi ufficialmente ricevuto il primo Tornado il 25 settembre 1981.

Il Tornado negli anni del suo sviluppo fu, per la nostra industria, un vero salto tecnologico. Un velivolo bisonico con ali a geometria variabile che rappresentava un vero gioiello tecnico quanto militare, oltre che un successo di partnership costruttiva delle tre nazioni riunite nel consorzio Panavia Tornado GmbH: Italia, Germania e Regno Unito.

I due motori Turbo Union RB-199 che spingono il caccia oltre i Mach 2 di velocità e le ali a geometria variabile ne fanno un velivolo veloce, agile e manovrabile soprattutto alle basse quote rendendolo estremamente efficace nel suo impiego più classico, quale bombardiere.

Il Tornado è attualmente il più grande programma di cooperazione europeo per la produzione di velivoli militari, con circa 950 aerei prodotti. L’Italia ricevette 100 Tornado IDS, 15 dei quali vennero più tardi convertiti nella versione IT-ECR (Electronic Combat Reconnaissance).

Oggi il Tornado è sempre in carico all’Aeronautica Militare dove tutti gli esemplari rimasti sono stati concentrati sulla base aerea di Ghedi sotto il 6° Stormo. Le versioni IDS e IT-ECR opereranno fino alla loro sostituzione con l’F-35 Lightning II rispettivamente con il 154° Gruppo “I Diavoli Rossi” ed il 102° Gruppo “I Paperi” per quanto riguarda la versione da attacco e ricognizione IDS e con il 155° Gruppo Volo “Le Pantere Nere” per la versione per guerra elettronica e soppressione delle difese aeree IT-ECR.

Photo credits: UCOM Aeronautica Militare

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Redazione di Aviation Report

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