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24 ore di volo consecutive per un velivolo Predator italiano a supporto dell’operazione Inherent Resolve

@ Ufficio Pubblica Informazione Aeronautica Militare

Nei giorni scorsi, un velivolo MQ-9A Predator B dell’Aeronautica Militare impiegato presso il Task Group Araba Fenice dell’Italian National Contingent Command Air (IT NCC AIR), per la prima volta durante una missione operativa, ha effettuato un volo ininterrotto di oltre 24 ore consecutive a supporto all’Operazione Inherent Resolve.

La missione è iniziata alle prime ore del mattino, per supportare, unitamente agli alti assetti italiani schierati sul territorio kuwaitiano e iracheno, i partner della Coalizione e la Host Nation nella lotta al Daesh. Atterrato la notte del giorno seguente, è stato il primo assetto MQ-9 del Contingente Aereo in grado di operare per un periodo così esteso in supporto ad una missione operativa.

Il raggiungimento di tale traguardo è frutto dell’impegno costante degli uomini e delle donne impiegati presso il Task Group Araba Fenice dell’IT NCC AIR, che con il loro operato hanno rappresentato la forza motrice necessaria a portare a termine il maggior numero di ore di volo, 15.000, con un solo tipo di velivolo nell’ambito dell’Operazione Inherent Resolve.

Il velivolo MQ-9A Predator B è un Aeromobile a Pilotaggio Remoto (APR) impiegato dall’Aeronautica Militare per svolgere missioni di ricognizione e sorveglianza nella condotta di missioni ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance), sia in ambito marittimo che terreste con una capacità di volo a media ed alta quota, garantendo una grande autonomia di volo, assolvendo ad un’ampia gamma di compiti con elevate doti di flessibilità, versatilità ed efficacia.

Le Forze Armate italiane, mediante unità e assetti dell’Aeronautica Militare, svolgono attività di sorveglianza, ricognizione e raccolta dati con i velivoli Eurofighter e Predator a supporto all’Operazione Inherent Resolve. Inoltre, garantiscono il rifornimento in volo di tutti gli assetti della Coalizione, mediante l’impiego dei velivoli KC-767A e, in un contesto joint con l’Esercito Italiano, assicurano la difesa dello spazio aereo con il Sistema Integrato di Difesa Aerea e Missilistica SAMP/T.

Ricordiamo, inoltre, che lo scorso 25 luglio il governo italiano aveva trasmesso la richiesta di parere parlamentare, alle commissioni Difesa di Camera e Senato, sullo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 4/2022, denominato “MQ-9A – Completamento payload – Acquisizione capacità di ingaggio”, relativo al sistema MQ-9A Predator B.

Lo scorso 3 agosto, le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno dato parere favorevole all’avvio del programma che è concepito secondo un piano di sviluppo pluriennale di previsto avvio nel 2022 e durata complessiva di dodici anni (2022-2033). Il costo complessivo è stimato in 168 milioni di euro (condizioni economiche 2022).

Questo programma pluriennale è volto all’adeguamento dei sensori, dei payloads, degli armamenti e dei sistemi di comando e controllo agli ultimi standard tecnologici per il sistema ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) del MQ-9A “Predator B”.

L’acquisizione della capacità di ingaggio da parte degli APR in forza all’Aeronautica Militare, in particolare degli assetti MQ-9A che come spiegato peraltro sono già presenti in area di operazioni per esprimere la propria capacità informativa (ISR), può rilevarsi determinante per la difesa tempestiva delle truppe a terra mediante la possibilità di procedere ad ingaggi di precisione riducendo di fatto, da un lato, il rischio per le truppe amiche e, dall’altro, il potenziale danno collaterale.

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