Tracciare la storia di un reparto che il prossimo anno celebra ben cento anni dalla sua prima costituzione è impresa non  facile, poiché i tanti dati si intrecciano e si spostano da un luogo all’altro li dove l’unità ha operato nel corso della sua lunga attività…strano destino quello del XVIII° gruppo che, come l’araba fenice, periodicamente rinasce dalle sue ceneri quando le esigenze lo richiedono per scomparire quando queste finiscono, ma sempre pronto a risorgere e ricostituirsi ovunque è richiesta la sua rassicurante presenza. 

Non abbiamo la presunzione di avere riportato tutti gli eventi, ma ci auguriamo con un testo agile e l’ausilio di  immagini spesso inedite di essere riusciti a “fermare il tempo” sul  XVIII° gruppo Caccia e alcuni suoi “figli” più famosi.

Genesi e la II^ Guerra Mondiale

Il XVIIIº Gruppo Caccia Intercettori fu costituito a Taliedo 1917 in seno alla Aeronautica per il Regio Esercito partecipando alle ultime “sortite” della Grande Guerra, prima di essere posto in posizione quadro nel 1919. L’istituzione della Regia Aeronautica quale Arma indipendente, 28 Marzo 1923, vide un naturale e progressivo rafforzamento dell’arma azzurra e il proliferare di nuove unità operative… il 1° Giugno 1931 sull’aeroporto di Bresso sede del 3° Stormo, viene  ufficialmente ricostituito il XVIII° gruppo Caccia Intercettori con le squadriglie 83^ 85^ e 95^ tutte equipaggiate con il FIAT CR-20 “Asso”. Il quinquennio 1931-1935 vide il reparto impegnato in esercitazioni e manovre militari, partecipazioni a “Giornate dell’Ala” nonché allo schieramento di difesa aerea predisposto per il Convegno di Stresa. Il nuovo velivolo utilizzato in quel tempo era FIAT CR-32 con l’insegna del “biscione Visconteo” in fusoliera  per la 83^  85^ squadriglia.

Nel 1939 il reparto transitò dal 3° al 56º Stormo Caccia Intercettori riconfigurando la propria linea volo con 26 nuovi caccia, FIAT CR-42,  su cui furono applicate nuove insegne di reparto raffiguranti tre frecce bianche con il motto “ocio che te copo..” già utilizzato dai FIAT CR-32 “Chirri” dalla squadriglia Autonoma Caccia e Mitragliamento Frecce, durante il conflitto spagnolo. Su questo distintivo di Gruppo il Gen. D.A. Giuntella ricorda : “il Sgt. Mag. pil. Squassoni conferma di aver fatto parte della Sq. Autonoma Mitragliamento in OMS (Operazioni Militari Spagna), successivamente in forza al VXIII° gruppo, afferma che detto distintivo è stato creato dal Sgt. Mag. pil. Fibbia e adottato dal Cap. pil. Voisilla comandante la suddetta squadriglia durante le OMS. Il Comandante del XVIII° gruppo Magg. Voisilla (detto “pistolero” per via della potente pistola Colt che portava sempre al fianco) propose questo distintivo per i velivoli del gruppo e venne accettato all’unanimità”. Con la nuova sui FIAT CR-42 il gruppo iniziò un intenso ciclo addestrativo e nella primavera del 1940 il reparto venne dapprima concentrato sul base di Mirafiori e successivamente rischierato a Novi Ligure con le squadriglie 83^ e 95^…poco dopo la 85^ squadriglia viene inviata a Villanova d’Albenga.

Il 10 Giugno 1940 il XVIII°gr. con le sq. 83^ 85^ e 95^ al comando il Magg. pil. Ferruccio Voisilla è alle dipendenze della 2^ Divisione Aerea Caccia “Borea” della 1^ Squadra Aerea; con l’entrata in guerra  dell’Italia il reparto effettuò azioni sulla Francia fino all’armistizio del 24 Giugno ed a Luglio, tutta l’unità venne radunata sul campo di Mirafiori.  Da questa sede un mese dopo, il comandante il XVIII° fu incaricato di trasferire 35 FIAT CR-42 sull’aeroporto di Castel Benito a Tripoli per riequipaggiare il gruppo Vizzotto (quello di Gigi tre Osei) in Africa Settentrionale Italiana. Decollati da Torino-Mirafiori il 9 Agosto tutti i velivoli giunsero sull’aeroporto di Castel Benito il 10 Agosto 1940 in perfetto stato, seguendo un piano di volo che prevedeva tappe a Ciampino – Reggio di Calabria – Trapani – Pantelleria –Zuar – Castel Benito; a seguito di questa brillante impresa agli equipaggi del “Diciottesimo” venne attribuito un encomio scritto (foglio n°667/4 del 30 Agosto 1940).

Nel successivo Ottobre tutto l’unità costituì, insieme ad altri reparti, il Corpo Aereo Italiano (CAI) e venne rischierata a Userl in  Belgio per fornire il contributo italiano alla Battaglia d’Inghilterra. Nelle operazioni di scorta ai bombardieri FIAT BR-20/M sul canale della Manica il reparto conseguì risultati soddisfacenti nonostante le difficoltà riscontrate sia per la differenza di prestazioni e armamento tra FIAT CR-42 e Hurricane o Spitfire della RAF che per le severe condizioni climatiche di quel periodo, queste ultime davvero gravose per gli equipaggi. Nel Gennaio seguente fu disposto il rientro del CAI in Italia con destinazione Pisa per il XVIIIº gr. Seguì un periodo di riposo per il personale nonchè la revisione delle macchine che furono predisposte con filtri antisabbia per operare sul territorio africano.

Il trasferimento in Libia avviene il 27 Gennaio 1941… dai campi di Castel Benito, Uadi Tamet, Tauorga, Derna n°1 e Bendasi K2 il reparto  effettua missioni di protezione, scorta e sorveglianza del traffico navale militare e mercantile. Agli inizi di Agosto i piloti del “Diciottesimo” si imbarcano sugli SM-81 e fanno rientro a Torino Caselle per un ciclo  addestrativo sul Macchi MC-200 propedeutico all’imminente impiego nella campagna di Grecia che iniziò nella seconda decade di Dicembre del ‘41 sull’aeroporto di Araxos, conducendo missioni di difesa aerea e scorta ai convogli marittimi sempre al comando del Magg. pil. Voisilla. L’attività operativa in Grecia si concluse nell’Aprile 1942 con il rientro a Torino Caselle li dove l’unità  iniziò un ennesimo addestramento per la specialità “bombardamento in picchiata”. Il 1° Luglio il Magg. Voisilla viene promosso T. Colonnello lascia il XVIII° e assume il comando del 50° Stormo; il nuovo Comandante il reparto sarà il Magg. pil. Gino Lodi. A Maggio ’42 il Gruppo, insieme al XXIII° gruppo Caccia passa alle dipendenze del 3º Stormo e non essendo più reparto Autonomo abbandona lo stemma “ocio che te copo” per  inalberare quello della “Vespa Arrabbiata” dello Stormo.

Rischiaratosi verso la fine di Luglio sull’aeroporto di Abu Haggag, nel nord Africa, con i sui Macchi MC200 operò missioni di attacco al suolo e ad Ottobre i piloti del XVIIIº e quelli del XXIIIº iniziarono la transizione sul nuovo Macchi MC-202 ritornando ad operare nel ruolo originario di caccia Terrestre. Ancora una volta piloti ormai veterani di guerra quali, Cap. Giuntella, Ten. Pilatone, Ten. Re, Ten. Bordoni Bisleri, Sgt. Magg. Gorrini, Sgt. Magg. Pretrignani ed altri ancora costruiscono la loro carriera di Assi guadagnando la M.O.V.M. ed entrando nella Storia dell’Aeronautica Italiana.

L’offensiva britannica cominciò ad esercitare una sempre maggiore pressione e la controffensiva italo-tedesca di fine Ottobre venne presto ridimensionata dalla preponderante “spinta” degli avversari che determinarono il ripiegamento delle forze dell’Asse verso la Tunisia. Nel corso della ritirata il 3º Stormo operò da più aeroporti in missioni di copertura che si prolungarono fino al marzo 1943 tra grandi difficoltà.

Rientrato in patria a fine Marzo e dopo un periodo di riposo, il 3º Stormo (XVIII° e XXIII° gruppo) a Giugno fu dislocato a Ciampino Sud  per la difesa di Roma poi, dopo due settimane, fu decentrato sui due aeroporti di Cerveteri (Furbara e Palidoro). Gli attacchi delle forze aeree USA sull’Italia centrale iniziarono in Luglio con grosse formazioni di bombardieri quadrimotori protetti da una consistente presenza di caccia, ma i piloti del XVIIIº seppur in netta inferiorità numerica difesero con grande energia, valore e sacrificio i cieli del Lazio Umbria e Campania. Anche con l’ingresso in linea operativa dei primi nuovi Macchi MC-205 “Veltro” ,un caccia dalle brillanti prestazioni ed adeguato armamento adatto a contrastare le forze aeree nemiche, la schiacciante superiorità aerea avversaria nei cieli della penisola non consentì ai nostri piloti di porre un freno alla incursioni nemiche.

A seguito dei noti fatti dell’8 Settembre 1943 si conclude  il ciclo operativo del XVIIIº Gruppo…la storia di ciò che avvenne per i provati Uomini del XVIII° gruppo Caccia Terrestre è davvero difficile da narrare… il Col. pil. Tito Falconi C.te il 3° Stormo Caccia, assegnò a tutti gli uomini una licenza illimitata, lasciando ad ognuno la libertà di decidere la propria “sorte”.

Punto e capo: il 18° Gruppo nell’Aeronautica Militare Italiana

La fine del secondo conflitto mondiale e come dettato dalle clausole armistiziali, lo smantellamento di ciò che rimaneva delle Forze Armate dell’Italia vinta portò ad un periodo di “anarchico oblio” dove tutto sembrò fermarsi. Dopo la firma del trattato di pace del 1947, l’alba degli anni ’50 vide l’Italia protesa ad sforzo di vitalità e rinnovamento … lentamente le industrie nazionali riprendevano la produzione essenziale, la vita ricominciava e si pensava alla ricostruzione. A metà degli anni ’50 la ricostituita Aeronautica Militare Italiana inizia l’ammodernamento del materiale di volo grazie all’US MDAP (Mutual Defend Aid Program) che “elargiva” cospicue quantità di materiale bellico alle nazioni dell’Alleanza Atlantica.

A Luglio del 1954 sull’aeroporto di Verona-Villafranca viene ricostituito il 3° Stormo RT e a Dicembre giunsero i primi Republic RF-84F “Thunderflash”…  il “Thunder fotografico” derivato direttamente dall’ F84F, di cui conservava tutte le caratteristiche e possibilità di carico bellico, armato con 4 Browning AN-M3 da 0,50”, imbarcava sul muso ridisegnato ben 6 fotocamere con differenti focali che gli consentiva di essere al top della categoria. Nel 1955 viene ricostituito per la “terza” volta il 18° gruppo subito assegnato all’organico del 3° Stormo affiancando con i suoi RF-84F i gruppi 28° e 132°. Per favorire il riconoscimento immediato dei velivoli dei tre gruppi volo vennero assegnati dei colori diversi che si ripetevano nelle tip alari, bordo del timone di coda e tip serbatoi che rispettivamente erano: Verde per il 18°, Giallo il 28° e Rosso il 132°gruppo…anche il numero di “carrozzella” aiutava al riconoscimento infatti il 18°gr. aveva la numerazione da 0 a 30, il 28° gr.  da 30 a 60 e il 132° gr. da 60 in poi.

Con il riordino delle unità AM a Gennaio 1956 il 3° Stormo RT si trasforma in 3^ Aerobrigata RT e viene inserita nell’organigramma della 56^ TAF. Negli anni ’60 a seguito della contrapposizione politico-ideologica-militare tra gli ex alleati USA e URSS passata alla storia come Guerra Fredda,  il 18° gr. effettua missioni operative fotografiche “riservate” nel settore Nord-Est della difesa NATO, partecipa ai primi e “nuovi” per noi Squadron Exchange con reparti dell’Allenza Atlantica,  opera in occasioni di calamità naturali dimostrando in ogni occasione l’elevato addestramento raggiunto dagli equipaggi e la reale validità del sistema Aerofotografico.

Il 29 Agosto 1973 un Thunderflash del “Diciottesimo” fu l’ultimo velivolo della serie “80” ad effettuare un volo operativo in Italia, infatti proprio in quell’anno il reparto effettuò la conversione sul nuovo Lockheed F-104G in versione ricognitore grazie al Recce pod Orpheus imbarcato sul travetto centrale. In quegli anni il 18°, che già aveva adottato il verde bandiera come colore di reparto, oltre allo stemma di stormo in coda fregia le prese d’aria dei suoi Starfigther con un nuovo distintivo formato da un disco verde bordato di rosso con dentro tre frecce bianche stilizzate ed il motto “Ocio che te copo” indiscutibile riferimento al passato…ad onor del vero qualche sporadica apparizione di questo distintivo ci fu anche sulla prua dei precedenti RF-84F Thunderflash. Anche con i nuovi velivoli bionici il reparto ebbe modo di sviluppare ed acquisire la piena operatività nel contesto difensivo nazionale, ma con l’abbandono del sistema Aerobrigate e la riconversione in Stormi della unità il 1 Settembre 1977 il 18° gruppo versa i suoi Strafigther ad altri reparti e viene posto in posizione quadro.

I “Brandy” in Sicilia

L’ultima rinascita del 18º Gruppo, questa volta sotto in seno al 37º Stormo schierato sull’aeroporto di Trapani-Birgi,   è una storia che non segue un iter “tradizionale” infatti questa prende corpo in sordina grazie al MSG.SMA. 133-202/G4-3/54 che il 1° Settembre 1983 sancisce la costituzione di un  Nucleo Operativo Difesa Aerea  (N.O.D.A.) con primo ed unico Comandante il T.Col. pil. Giuseppe Vigna il quale “imbastisce” il reparto a Gioia del Colle, sede del 36° Stormo da cui l’embrionale Nucleo dipendeva. In queste sede infatti giunsero piloti provenienti direttamente dall’Accademia ed altri ancora dai gruppi operativi  C.I.O. e C.B. dell’AM e l’unità venne armata con gli F-104S Starfigthers versati dal 156° gruppo in via di conversione su MRCA Tornado IDS.

Il giorno stesso della costituzione ufficiale, una coppia di F-104S pilotati dal T.Col. Vigna e Ten. Milani effettuarono il primo volo sfoggiando le nuove quanto insolite insegne di reparto, con codici ottici ed araldica inusuale; vennero obliterate le prime due cifre relative allo stormo versante rimanendo solo quelle di “carrozzella”, lo stemma con i tre “strali” stilizzati  inscritti in cerchio posto sulla presa d’aria e la scritta NODA in bianco sul piano di coda.

Il 13 Ottobre una formazione di F104S NODA composta dal T.Col. Vigna, Magg. Sigulin e Ten. Medda effettua il primo volo notturno. L’addestramento del reparto continua a ritmi serrati e nel Giugno del 1984 tutto il Nucleo si trasferisce sulla base siciliana di Trapani Birgi da dove ultimato il trasferimento di mezzi ed attivati i servizi logistici il 20 Giugno 1984 i suoi Starfighters effettuano il primo volo sui cieli siciliani. Nello stesso anno il NODA viene sciolto e da questo per la “quarta” volta viene ricostituito 18° gruppo nella storica specialità Caccia Intercettori con le squadriglie 75^ 82^ 83^ al comando del T. Col. pil. Cecconello.

Anche l’araldica subisce dei cambiamenti ed infatti sulle derive dei velivoli del neo costituito Diciottesimo compaiono gli scacchi Bianco-Verde mentre nelle prese d’aria viene apposto il distintivo “ocio che te copo” già utilizzato sugli F104G in periodo 3° Stormo.

Caratteristica che rese unico per molti anni il reparto dagli altri in seno all’AM, che gli valse l’appellativo di “Supergruppo”, era il doppio profilo di missione C.I.O. e C.B. e per questo motivo all’interno dell’unità convivevano F104S armati con il famoso cannone General Eletric M61 Vulcan ed altri con il solo armamento missilistico. A Marzo 1985 inizia l’attività addestrativa nel settore del bacino Mediterraneo, ed i “brandy” del Diciottesimo, ora al comando del T.Col. pil. Santacroce, contribuiscono alla difesa dello spazio aereo nazionale mantenendo 24H 365giorni l’anno, una coppia di F104-S in allarme “ready in five”.

Nel 1986 episodi di tensioni generano una crisi nelle relazioni Italo-Libiche; il lancio di missili SS-1C SCUD contro l’isola di Lampedusa, attacco immediatamente rivendicato dal governo libico come rappresaglia al raid aereo USA su Tripoli, portò al “ battesimo del fuoco” degli F104S del 18° gruppo chiamati a svolgere missioni di scorta diretta ai velivoli civili diretti alle isole minori e alla protezione del traffico navale ,mercantile e militare, in quell’area critica del Mare Mediterraneo.

Nel biennio ‘86/88 sotto la guida del nuovo comandante T.Col. pil. Cazzola il gruppo consegue la qualifica NATO “combat ready” nel ruolo difesa aerea ed entra a pieno titolo nel sistema difensivo aereo integrato dell’Alleanza Atlantica.

Sempre in quell’anno assetti del 18° gruppo si rischierano a Beauvechain, in Belgio, per uno Squadron Exchange  con i Mirage V del BR-10 della COMOPSAIR.

Negli anni ’90 il gruppo è impegnato in intense attività addestrative sia nazionali che in ambito NATO spesso ospitate in “casa”; Dragon Hammer, TLP (Tactical Leadership Program), Display Determination, Ample Train 95,  Odax 96, Ardente, Mothia e Tridente sono solo alcune di queste. Numerosi anche gli Squadron Exchange con reparti dell’Alleanza Atlantica e cicli “fire live” con munizionamento sia da esercitazione che reale nel poligono di Salto di Quirra, riguardano il non trascurato ruolo secondario di C.B.  assegnato al reparto.

Il crepuscolo del millennio vede ancora una volta F-104S ASAM del Diciottesimo impegnati nel servizio d’allarme in seno all’ operazione “Allied Force” durante il conflitto del 1999 in Kosovo… questo è “il canto del cigno” per gli immortali spilloni che presto verranno radiati definitivamente dai ranghi dell’AM dopo oltre 40 anni di onorato servizio.

“Vipere” al XVIII°

Con la dismissione degli ultimi F-104S ASA-M grazie al programma “Peace Caesar” il 17 Luglio 2003 il XVIII° è il  primo gruppo AM ad effettuare il passaggio macchina su F-16A ADF Block 15 “Fighting Falcon” ricondizionati e ceduti in leasing dalla Lockheed Martin. Con l’arrivo dei Viper il salto di qualità offerto dal nuovo assetto riporta il gruppo ad una nuova credibilità operativa…riprendono così le normali attività addestrative e il reparto viene impiegato in occasione dei grandi eventi svolti in Italia tra cui l’inaugurazione del pontificato di Benedetto XVI (Operazione Jupiter 2005), le olimpiadi invernali di Torino 2006 e l’operazione militare interforze “Giotto”  per il dispositivo di sicurezza del summit G8 tenutosi a L’Aquila nel 2009.

Negli anni 2010/2011 l’effetto domino causato da sommosse all’interno di molti paesi Arabi, in Libia sfociarono in una guerra civile che porterà al rovesciamento del regime e uccisione del Col. M’Ammar Gheddafi.  A tutela delle popolazioni civili il Consiglio di Sicurezza  ONU forte della risoluzione 1973 stabilisce una “no fly zone” e, il 19 Marzo inizia una operazione aerea di sorveglianza denominata “Odyssey Dawn”; il 25 dello stesso mese il precipitare degli eventi porta a dare il via all’operazione “Unified Protector” stavolta a guida NATO.

Ancora una volta il 37° Stormo, è in prima linea e i “Viper” del 18° gruppo vengono impiegati in missioni CAP (Combat Air Patrol) per assicurare l’inviolabilità della “no fly zone”, SEAD (Suppression  Enemy Air Defense),  OCA (Offensive Counter Aia), SMI (Slow Mover Interceptor) per ricerca e intercettazione di aerei lenti ed elicotteri, consentendo ai piloti del 18° di acquisire un now-how ed un feeling con la macchina in condizioni operative reali.

Concluse le operazioni NATO e rientrato nella normale attività operativa in tempo di pace, il XVIII° garantisce una sezione di velivoli d’allarme su “scramble” H 24  7 giorni su 7.

Il 1° Giugno 2012 presso AFB Davis Monthan in Arizona piloti del XVIII° consegnano alle autorità USA l’ultimo F16-A ADF … dopo nove anni i Viper con l’insegna “ocio che te copo” concludono la loro attività operativa nelle file dell’AM.

Il XVIII° oggi

Con la fine del programma “Peace Cesar” e la conseguente dismissione degli F16A ADF le sorti del XVIII° gruppo sembrano ancora una volta segnate…invece l’esperienza maturata durante la crisi libica del 2011,  fatta anche di “lesson identified e lesson learned”, ha generato una profonda riflessione in seno ai vertici SMA che decidono di non disperdere il now-how ma di metterlo a frutto.

Il 18 Ottobre 2012 dopo quasi cinque mesi di inattività, la sirena d’allarme XVIII° gruppo  torna a suonare ed una coppia di caccia F2000 decolla per l’intercettazione di una possibile minaccia alla sicurezza del Paese.

Con la consegna dei primi nuovi Eurofighter è scaturito quindi un intenso programma di addestramento e riqualificazione professionale che ha interessato piloti e specialisti a seguito di cui i “brandy” tornano ad operare iniziando un capitolo tutto da scrivere nella storia del reparto, che nella sua evoluzione darà luogo ad una nuova e più moderna versatilità e flessibilità operativa in grado di fornire oltre la quotidiana attività di un gruppo di difesa aerea anche quella “multimodale”.

A Giugno 2013, durante il volo di rientro dalla partecipazione alla manifestazione “Air Power 2013” tenutasi a Zeltweg Austria, il XVIII° Gruppo CI raggiunge il traguardo delle 1000 ore di volo con il velivolo Eurofighter a 
dimostrazione dello spirito, impegno e professionalità che da sempre contraddistingue gli uomini del gruppo pronti ad affrontano le nuove sfide con la solita immutata e caparbia volontà di dare il massimo.

Ultimata l’acquisizione della nuova macchina e conseguita la FOC (Final Operational Capability) con l’F2000,  il “diciottesimo” inizia le attività operativo-addestrative integrandosi nel “sistema operativo Eurofigther”e dal 2013 vengono testate le raggiunte  “procedure e capacità operative” in esercitazioni ed operazioni reali quali;

2013 esercitazione Star Vega, operazione “Cieli Ghiacciati” in Islanda, Albacete in Spagna al “Tactical Leader Program”  (TLP). Nel 2014 il Multi-National Aircrew Electronic Warfare Tactics Facility (MAEWTF)  in Germania…nel 2015 in Slovenia in seno all’operazione NATO “Baltic Air Patrol” (BAP) e nel 2015 durante la Trident Juncture la più imponente esercitazione NATO del dopoguerra svolta a Trapani Birgi ed a cui il gruppo ha assicurato missioni C.I.

Il resto è storia di oggi…2016 “Red Flag” Nellis AFB (Nevada, Usa).

Velivoli utilizzati dal XVIII° gruppo nella sua storia

1916 – 1^ Costituzione a Tailedo (Milano)
1916 – Caproni’ Ca.3
1918 – Caproni’ Ca.5
1929 –  2^ Ricostituzione a Milano (3° Stormo)
1929 –  Fiat’ CR.20
1931 –  Fiat’ CR.20bis
1937 –  Fiat’ CR.32
1939 –  Fiat’ CR.42
1941 –  Macchi’ MC.200
1942 –  Macchi’ MC.202
1943 –  SAI Ambrosini’ S.207
1943 –  Dewoitine’ D.520
1944 –  Macchi’ MC.205V
1956 – 3^ Ricostituzione a Villafranca (3° Stormo poi Aerobrigata)
1956 – RF-84F ‘Thunderflash’
1974 – F-104G ‘Starfighter’
1983 – Costituzione a Gioia del Colle (N.O.D.A.)
1983 – F-104S ‘Starfighter’
1984 – 4^ ricostituzione
1984 – F-104S ‘Starfighter (37° StormoTrapani Birgi)
1989 – F-104S ASA ‘Starfighter’
1999 – F-104S ASA-M ‘Starfighter’
2003 – F-16A ADF ‘Fighting Falcon’
2012 – EF 2000 Eurofigther

Testo: Gianni Scuderi
Foto: Gianni Scuderi , Alessandro Palantrani, Archivio S. Bottaro – G. Scuderi
Le immagini dei FIAT CR32, FIAT CR42, Macchi MC200, Macchi MC202, Republic RF84F provengono dall’Archivio Storico SMA

L’autore ed Aviation Report ringraziano per la disponibilità e la fattiva collaborazione:
– SMA Ufficio Pubblica informazione
– SMA Archivio Storico
– Col. pil. Luca  Capasso C.te Trapani Birgi AFB e 37° Stormo
– T.Col. pil. Mario Abeille CUO 37° Stormo
– T.Col. pil. “James” Salvatore Florio C.te 18° gruppo
– Cap. Cristian  Angelillo Uff. Pubblica Informazione 37° Stormo
Tutto il personale del XVIII° gruppo C.I. per l’accoglienza, disponibilità e cortesia dimostrata durante la nostra visita.

Un pensiero particolare a tutti i “brandy” che volano in cieli limpidissimi.

1 risposta

Rispondi