Lo scorso giovedì 12 febbraio tra le ore 10,00 e le 12,00, alla presenza del Comandante di CINCNAV (Comando in Capo della Squadra Navale), Ammiraglio Filippo Maria Foffi, e del Comandante della Brigata Marina San Marco, Contrammiraglio Rosario Walter Guerrisi, presso il Centro Addestramento di Massafra si è svolta l’esercitazione finale del XVII Corso di Medicina di Combattimento, importante momento formativo per il personale sanitario della Marina che, presso le strutture della Brigata Marina San Marco, si addestra ad operare in teatri operativi complessi caratterizzati da contesti ambientali difficili e potenzialmente ostili.

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Durante le quattro settimane del corso, i frequentatori imparano ad utilizzare i dispositivi attualmente impiegati nei diversi teatri operativi nel soccorso di militari feriti secondo la normativa TCCC (Tactical Combat Casualty Care) in aderenza alla dottrina medica NATO.

Materie di studio sono pertanto:
– gestione delle vie aeree,
– infusione di liquidi per via intraossea, utili quando il paziente non presenta accessi venosi disponibili e il farmaco deve essere iniettato in soluzione direttamente nell’osso,
– trattamento delle più frequenti ferite da combattimento,
– stabilizzazione e trattamento di ferite ed emorragie esterne con applicazione di medicazioni avanzate,emostatici o tourniquet,
– trattamento di traumi toracici aperti ed ustioni,
– estrazione da veicoli tattici,
– immobilizzazione di fratture,
– triage (selezione e priorità di trattamento ed evacuazione dei feriti),
– tecniche di barellamento,
– evacuazione aerea e terrestre (MEDEVAC).










Al fine di una corretta valutazione dei partecipanti, il corso si conclude con un’esercitazione complessa in uno scenario realistico di combattimento (in condizioni quindi di stress psico-fisico) che contempla attività di soccorso ed evacuazione di feriti, cosa che rende il Corso di Medicina di Combattimento unico nel suo genere nel panorama formativo militare italiano e, soprattutto, momento fondamentale per la preparazione professionale del personale sanitario della Marina MIlitare.

In particolare, l’evento del 12 febbraio u.s., prevedeva che una pattuglia in ricognizione incappasse nell’esplosione di in IED (Improvised Explosive Device) venendo contemporaneamente fatta segno a colpi di arma da fuoco da parte di uno sniper; allertata una QRF (Quick Reaction Force), questa interveniva con medici, fucilieri ed elicotteri, di cui uno in funzione di eliambulanza e l’altro di copertura del personale a terra.

Divisi in quattro squadre da 5 persone, mettendo in pratica le nozioni di:
– condizionamento fisico,
– impiego armi,
– combattimento terrestre,
– topografia,
– movimento tattico,
– impiego di apparati radio,
– triage e primo soccorso sul luogo dello strike,
– elitrasporto tattico,

i partecipanti si cimentavano quindi nel soccorso dei feriti sul campo, trovandosi anche a fronteggiare soldati in preda a crisi di panico, assegnando a ciascuno di essi un codice ed evacuando i più gravi a mezzo elicottero.
Al fine di meglio comprendere l’importanza di una corretta preparazione che i team medici militari debbono possedere, bisogna considerare una delle più temibili emergenze da affrontare in combattimento: le ustioni.
Queste, se riguardanti il volto possono, tramite le narici, interessare le prime vie aeree comportando la formazione di un edema con conseguente ostruzione delle stesse; unica soluzione si prospetta allora la cricotiroidotomia, tecnica (consistente nell’inserire un ago nella trachea allo scopo di agevolare la respirazione) che non si può certo praticare se privi della dovuta preparazione.
Ai frequentatori si chiede tuttavia di comprendere anche l’importanza del sostegno umano, necessario alle volte più della morfina al militare ferito.







Tactical Combat Casualty Care
I corsi TCCC, sviluppati negli anni ’90 dall’USSOCom (United States Special Operations Command), approvati sia dall’American College of Surgeons che dalla NAEMT (National Association of Emergency Medical Technicians), ed utilizzati da Navy Seals e Rangers nel 1996, sono l’equivalente militare delle lezioni di primo soccorso in traumatologia preospedaliera PHTLS (Prehospital Trauma Life Support) e sono diretti a personale di supporto alle operazioni di combattimento.
Essi prevedono che il tipo di cure cui assoggettare i feriti dipendano dalla situazione tattica, dalle lesioni subite, dalle conoscenze e competenze di primo soccorso del team medico nonché dalle attrezzature disponibili; questo in quanto, a differenza del pronto soccorso di un ospedale dove il paziente è la missione, sul campo di battaglia, i feriti sono solo una parte della missione.

L’utilizzo dei corsi TCCC è ormai ampiamente diffuso nelle forze armate USA così come in ambito NATO ed in molte unità d’elite come team SWAT (Special Weapons and Tactics) americani, GSG9 (GrenzSchutzGruppe 9) tedeschi, Spetnatz russi e molti altri in Belgio, Canada, Israele, Olanda, Svizzera.

Testo: Raffaele Fusilli
Foto: Raffaele Fusilli e Remo Guidi

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