E’ sera ed una flight di 4 F-16AM e 2 F-2000 Typhoon decollano in direzione sud. I 6 aerei in silenzio radio percorrono la loro rotta con i Typhoon a copertura aerea degli F-16AM che arrivati in zona d’operazioni prendono contatto con i FAC (Forward Air Controllers) a terra che stanno illuminando, con i laser, i bersagli della missione. Uno dopo l’altro gli F-16 ingaggiano gli obiettivi sganciando le loro armi, mentre i Typhoon concorrono alla copertura aerea del pacchetto d’attacco. Il gruppo aereo torna alla base e la missione è un successo. Dove siamo?

Potrebbe essere il racconto di una missione in Iraq, in Afghanistan o in Libia, ma invece tutto ciò è una simulazione. Siamo sulla base aerea dell’Aeronautica Militare (AM) di Grosseto e gli F-2000 Typhoon sono i velivoli assegnati al 4° Stormo che ha sede proprio qui, che insieme a 10 F-16AM (monoposto) e BM (biposto) MLU (Mid-Life Update) della Royal Danish Air Force (RDAF) stanno dando vita alla Joint Exercise Winter Hide 2013.
Gli F-16 Danesi provengono dal 730th Fighter Squadron reparto operativo del Fighter Wing (FW) di Skrydstrup insieme al 727th Fighter Squadron. Il FW è dotato di circa 30 aerei e la sua missione primaria è la difesa dello spazio aereo della Danimarca H24 ma è in grado di operare anche in missioni di bombardamento al suolo, ed è responsabile anche dell’addestramento e della conversione operativa dei nuovi piloti assegnati all’F-16. Inoltre il FW fa parte anche della NATO High Readiness Force (NHRF) alla quale mette a disposizione 4 aerei pronti ad essere rischierati ovunque nel mondo con minimo preavviso.

Il rischieramento dei velivoli Danesi fa parte di un accordo bilaterale tra il nostro e il loro Ministero della Difesa. La Winter Hide è alla seconda edizione, dopo quella del 2011. In questo periodo dell’anno la Danimarca è nel pieno dell’inverno nord-europeo che condiziona notevolmente a livello meteorologico le opportunità di volo ed addestramento della Royal Danish Air Force costringendola ad annullare in questi mesi molte missioni di addestramento di routine a scapito delle ore di volo per i propri piloti militari. Proprio per questo nasce la Winter Hide, che permette quindi per circa un mese ai piloti Danesi di poter volare con condizioni meteo piuttosto favorevoli, buone condizioni che normalmente caratterizzano la zona della Maremma grossetana a ridosso del mare, oltre che sperimentare aree di lavoro diverse dalle loro specialmente quelle montagnose che si possono trovare in Italia.

La Winter Hide 2013 vede la partecipazione di 10 velivoli Danesi che sono rischierati sulla base aerea di Grosseto dal 14 gennaio 2013, con l’advanced party Danese arrivato qualche giorno prima per preparare le infrastrutture tecnico-logistiche per supportare i velivoli. Insieme a loro sono presenti anche circa 120 uomini e donne tra piloti e specialisti della ground manteinance. I Danesi torneranno a casa l’8 Febbraio 2013 dopo circa 4 settimane di permanenza in Italia, con l’obiettivo di aver volato circa un minimo di 480 ore di volo complessive.
Al momento nessuna missione è stata annullata, portando notevoli benefici ai partecipanti all’esercitazione che hanno portato in volo i loro velivoli in formazione mista con quelli dell’AM per testare il loro livello di addestramento in missioni joint avanzate nelle quali vengono coinvolti un gran numero di velivoli e per la gestione dei quali c’è bisogno di molta coordinazione e pianificazione.
Naturalmente anche la nostra Aeronautica Militare e, in particolar modo il 4° Stormo, beneficia per molti aspetti di questa esercitazione sia in termini di coordinamento logistico che integrazione a livello combat con assetti multi-ruolo come gli F-16. La possibilità di missioni congiunte con velivoli di altre nazionalità e la possibilità di addestrare il personale a gestire un grande rischieramento, secondo i modelli standard della NATO, vanno ad alimentare il già ricco bagaglio d’esperienza del nostro personale.
Rispetto alla passata edizione dell’esercitazione, quest’anno è stata applicata una nuova metodologia di approccio ai rischieramenti. Un’intera area dell’aeroporto, diversa da quella occupata dall’AM, è stata riservata alla RDAF permettendogli così l’autonomia nella gestione delle proprie risorse e per poter massimizzare ad esempio i movimenti a terra dei velivoli velocizzando le operazioni di rullaggio, decollo ed atterraggio “deconflittandoli” da quelli dell’AM.
Una cellula di collegamento tra le due Aeronautiche (Liason Cell) permette la perfetta integrazione e il perfetto scambio di dati tra le forze impiegate per permettere lo svolgimento in tutta sicurezza delle operazioni aeree sul territorio nazionale italiano da parte della RDAF, che chiaramente deve applicare le nostre procedure, restrizioni e regolamenti di volo.
Tutto questo perfetto meccanismo mette in grado di effettuare circa 40 sortite al giorno da parte degli equipaggi in missioni aria-aria (DACT), aria-suolo (CAS) e Composite Air Operations (COMAO) sul mare.

Una tipica giornata dell’esercitazione inizia con il consueto briefing e pianificazione delle missioni che poi saranno volate in 3 tranches la mattina, il pomeriggio e la sera; molta importanza infatti è stata data anche alle operazioni notturne. Lo scenario della Winter Hide è quello tipico in cui Red Land minaccia Yellow Land e Blu Land interviene a sua difesa e in questa simulazione il territorio italiano è stato suddiviso nelle tre nazioni.
Per quanto riguarda le sortite aria-aria di difesa aerea i piloti sono stati impegnati in molte advanced air combat training missions cha hanno visto i velivoli Italiani e Danesi gli uni contro gli altri. Queste missioni DACT (Dissimilar Air Combat Training) sono state utilissime ai piloti della RDAF per sperimentare ed attuare tecniche di combattimento aereo nuove e più efficaci per cercare di tenere testa ai piloti italiani che operano un velivolo nettamente superiore all’F-16 soprattutto se ingaggiato ad una quota superiore ai 40.000 piedi, dove l’Eurofighter non ha rivali.
Per le missioni di Close Air Support (CAS) sono intervenuti a supporto delle missioni anche elementi del Danish Army con funzioni di FAC ed elementi del Gruppo Protezione delle Forze dell’AM.

Attualmente, contemporaneamente alla Winter Hide, la Royal Danish Air Force è impegnata con i suoi caccia F-16 nella NATO Baltic Air Policing Mission a difesa dei cieli delle repubbliche Baltiche, dal 2 gennaio 2013, con 4 velivoli e 50 tra uomini e donne di personale, e con un C-130H Hercules a supporto della Francia impegnata in Mali con l’Operazione Serval, per il trasporto di uomini, mezzi e materiali in teatro operativo a partire dall’aeroporto di Dakar in Senegal.

Gli impegni di questa piccola ma ben addestrata Forza Aerea sono notevoli e notevole è il riscontro di tutta questa attività addestrativa ed operativa che è stata messa alla prova durante la partecipazione alle operazioni aree sulla Libia da marzo 2011. Durante l’Operazione Unified Protector (OUP) la Royal Danish Air Force ha rischierato, per sette mesi, 6 velivoli con personale navigante e di supporto sulla base aerea di Sigonella dalla quale ha lanciato i propri velivoli sui cieli libici in 600 missioni di difesa aerea e controllo della No-Flying Zone, ma anche di attacco al suolo di obiettivi sensibili delle forze lealiste di Gheddafi.
La recente OUP ha dimostrato proprio che esercitazioni come la Winter Hide sono indispensabili per il coordinamento tra le nazioni NATO, per testare sempre tutte le procedure in comune e per la corretta gestione di un distaccamento di aerei rischierato fuori casa per molti mesi, applicando quel concetto ormai assodato del “Training as you Fight” che è alla base del moderno uso del potere aereo richiesto per intervenire nella risoluzione dei conflitti. Ricordiamo, infatti, che la Winter Hide 2011 si concluse a febbraio 2011 e le operazioni sulla Libia iniziarono poco dopo a marzo.

Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare il Comandante del 4° Stormo il Col. L. Spuntoni, il T.Col. M.Brighel dell’Ufficio Pubblica Informazione dell’Aeronautica Militare, il Cap. D.Corbi Ufficiale Pubblica Informazione del 4° Stormo, il Maj. Lysemose della Royal Danish Air Force, tutto il personale Italiano e Danese per l’ospitalità, la cordialità ed il supporto ricevuto durante la visita.

Testo: Stefano Monteleone
Immagini: Stefano Monteleone e Michele Monteleone

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