Ieri 7 Settembre 2015, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’AM Generale Pasquale Preziosa, è andato in volo il primo F-35A Lightning II, con le insegne del 32° Stormo, dall’aeroporto di Cameri dove ha sede la FACO (Cameri Final Assembly and Check Out).

Questo è un importante obiettivo raggiunto dall’industria italiana e dal programma F-35 perchè è il primo velivolo ad andare in volo al di fuori dei confini degli Stati Uniti. Il pilota collaudatore della Lockheed Martin Bill “Gigs” Gigliotti, forse di origini italiane?, è andato in volo intorno alle 13:00 con il velivolo AL-1 che, come dichiarato dallo stesso collaudatore al rientro, ha eseguito tutti i test programmati per l’occasione senza nessun problema.

La FACO di Cameri è gestita, tramite il governo italiano, dalla Finmeccanica-Alenia e dalla Lockheed Martin Americana. La produzione dell’F-35 è iniziata a Luglio del 2013 con il roll-out e presentazione del primo velivolo AL-1 avvenuta a Marzo 2015.
Il velivolo andato in volo ieri dovrebbe essere consegnato all’Aeronautica Militare entro la fine del 2015. La FACO di Cameri produrrà sia la versione convenzionale F-35A che quella a decollo corto e verticale F-35B per l’Aeronautica Militare Italiana, la Marina Militare e per la Royal Netherlands Air Force olandese, e si occuperà anche della manutenzione dei velivoli F-35.
In aggiunta la FACO, tramite un contratto con la Finmeccanica-Alenia, produce e produrrà la sezione alare di circa 835 velivoli, assicurando così un elevato indotto produttivo-economico per le industrie italiane del comparto aeronautico.

Ad oggi più di 130 velivoli di produzione F-35 sono stati consegnati agli acquirenti con un totale di 38.700 ore di volo accumulate.

Testo: Stefano Monteleone

2 Risposte

  1. finocchiaro ernesto

    C’è da augurarsi che l’F35, abbia risolto i suoi problemi e perfezionato. Però la verniciatura e troppo monotona. Quel grigio scuro da poca allegria nel vedere aerei militari oggi. Come invece erano quelli del periodo bellico, della Regia Aeronautica chiazzati, di marrone, verde, gialli color sabbia, ecc. che facevano altro effetto. E poi xchè si continua a smantellare alcuni reparti storici dell’AMI?…

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    • Redazione di Aviation Report

      Ciao Ernesto, l’F-35 come tutti i nuovi aerei sta affrontando tutta una serie di test e collaudi da alcuni anni che oltre a confermare la validità del progetto stanno facendo, ed hanno fatto, venire a galla problemi di varia natura che sono stati risolti con aggiornamenti hardware e software. E’ anche il caso degli ultimi dei mesi scorsi.
      Per quanto riguarda la mimetica, beh se ne potrebbe parlare all’infinito, ma le ultime ricerche in questo campo hanno dimostrato l’efficacia delle mimetiche monocolore, vedasi i vari EFA, F-22, Tornado, B-2 ecc…. Lo so non sono belle e non fanno la felicità dei modellisti!
      Per quanto riguarda i reparti AM, siamo ora di fronte ad una ristrutturazione avviata proprio per la prossima entrata in servizio dell’F-35.
      90 nuovi aerei F-35 andranno a sostituire le flotte di Tornado, AMX ed Harrier. Meno aerei ma tecnologicamente avanzati faranno il lavoro di più aerei ma anziani. Oggi, quindi, si rende necessaria una riduzione dei reparti di volo e delle basi aeree e le previsioni sono che l’F-35 sarà basato solo a Ghedi ed Amendola (quest’ultima dovrebbe accogliere sia i velivoli dell’Aeronautica che della Marina, ma è ancora da confermare).

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