Una sagoma affusolata dalle ali tozze… il tubo di pitot che ne è il suo naturale prolungamento, tanto da attribuirgli nel suo insieme un nome rimasto nella memoria di molti… un jet che non perdona e dai pochi compromessi

I colpi di tosse del post-bruciatore all’atto dell’accensione… la rincorsa bruciante e la spinta che ti incolla al sedile… l’ululato caratteristico del suo turbo-reattore J-79 e l’arrampicata potente nel cielo….

La sua casa costruttrice fu Lockheed, la stessa del Raptor, del Blackbird e del Lightning II ma venne prodotto su licenza da svariate industrie in diverse nazioni del mondo, inclusa l’Italia.

Fu presentato al mondo nel 1954 e poi acquisito dall’Italia nel 1962.

Ritirato ufficialmente dal servizio nel nostro Paese “solo” dopo 50 anni dalla sua progettazione, mantenuto in servizio nonostante dal punto di vista militare avesse ben poche capacità belliche. La sua avionica non fu mai all’altezza delle prestazioni di volo, invece eccellenti.

Andò in guerra nel 1991, partecipando alla prima Guerra del Golfo con la sua versione da ricognizione.

Il legame tra piloti ed avieri dell’Aeronautica Militare e l’aereo fu fortissimo, tutt’ora qualcosa di unico.  Nonostante l’alto tributo di piloti e mezzi caduti, questi ultimi sono stati il 38% delle macchine avute in inventario (137), era considerato un privilegio ed un onore essere assegnato ai gruppi di volo che lo avevano.

Incarnava l’essenza dell’aviazione, del volo e della velocità, del temerario e della passione,   per questo amato da tutti.

Ormai avrete capito, stiamo parlando del Lockheed F-104 Starfighter.

F-104S ASA Starfighter

F-104S ASA Starfighter 37° Stormo – Copyright Gianni Scuderi

F-104 Starfighter 50° Stormo

F-104 Starfighter 50° Stormo – Copyright Gianluca Conversi

L’ultimo volo militare in Italia e nel mondo avvenne il 27 luglio 2005 presso l’aeroporto di Pratica di Mare con un biposto TF-104G.

Ne abbiamo visti ben 360 in Italia, una cifra pazzesca, di cui 205 prodotti ed aggiornati da Fiat Aeritalia, poi Alenia.

Impiegato dall’Aeronautica in più ruoli, difesa aerea, ricognitore, addestramento e caccia-bombardiere, verso la fine degli anno ’80 del secolo scorso è stata la maggiore Forza Aerea ad utilizzare il “104” con 11 reparti operativi aventi in dotazione il velivolo di progettazione americana.

Ma tutto questo già lo sapete, non potete non saperlo.

Ebbene, il 28 settembre, il “104” è tornato in volo

Il suo post-bruciatore ha ripreso a tossire, il vecchio motore completamente rimesso a nuovo ha ruggito, urlato… e una volta “mollati” i freni, il vecchio veterano si è lanciato sulla pista, ha staccato le ruote da terra dopo una lunga rincorsa, facendo tremare i presenti dall’emozione…. qualche lacrima è scesa a molti.

E’ accaduto in Norvegia, altro paese utilizzatore dello “spillone”,  un lavoro lungo 13 anni. Chapeau..

Un CF-104D Starfighter restaurato in ogni sua parte, con il seggiolino eiettabile Martin Baker revisionato completamente dalla casa costruttrice ed installato lo scorso luglio, è decollato ieri dalla base di Bodø, accompagnato dal suo successore, un General Dynamics (Lockeed Martin) F-16 in qualità di chase plane.

E noi, che siamo stati i più importanti e longevi utilizzatori dello Starfighter, che non sappiamo preservare le nostre tradizioni, nemmeno con l’aiuto di privati ed appassionati in nome di chissà quali regole burocratiche, non resta che gustarci, ammirati, il grande risultato ottenuto in Norvegia.

CF-104D Starfighter Norvegia

CF-104D Starfighter Norvegia – Copyright Starfighter.no

Ci restano così malinconici spilloni in qualche museo, gate guardian di molte basi dell’Aeronautica o complementi d’arredo in rotonde, dove nemmeno il numero di matricola originale è stato dipinto sulle vecchie fusoliere, pezzi e cimeli ceduti, accaparrati e sparpagliati qua e là..

Potete rivivere le emozioni di questo volo qui: https://youtu.be/J9YhnFmWpSg , ve lo consiglio perché vi emozionerete: la vostra mente rivivrà i momenti di un tempo che fu, dal dolce sapore del ricordo, l’amaro ricordo di momenti personali che non torneranno più.

Testo: Gianluca Conversi
Video e immagini: Starfighter.no

A proposito dell'autore

Nato a Parma, vive a Brescia. Grande appassionato di fotografia aeronautica e sportiva, annovera un passato da radiocronista sportivo per alcune radio private emiliane. Collabora come fotografo sportivo con l’associazione Oldmanagency. Si occupa di processi aziendali i e formazione presso una multinazionale leader nei settori del trasporto internazionale e logistica integrata.
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