Dal 25 al 28 Novembre 2010 si è svolta in Toscana l’esercitazione internazionale protezione Civile denominata “TEREX 2010 (Tuscany Earthquake Relief Excercise) ”. L’evento, molto importante non solo nel panorama dell’Italia centrale, ma per tutta Europa, ha visto coinvolte alcune provincie toscane: Lucca, Massa, Pisa e Pistoia (Alta Valle del Secchia e Lunigiana) e si è svolto sotto l’egida dell’Unione Europea.

TEREX ha previsto la simulazione di un terremoto di magnitudo 6.4, analogo a quello tristemente famoso avvenuto nelle Provincie sopra citate il 7 Settembre 1920 .

Una nota del Dipartimento della Protezione Civile informa che all’esercitazione hanno partecipato squadre di soccorso provenienti da Austria, Croazia, Francia, Slovenia e dalla Federazione Russa, al fine testare il modello italiano per l’impiego e il coordinamento delle squadre estere di soccorso “Search and Rescue – S.A.R.”, nonché l’attivazione delle risorse nazionali nell’ambito del Meccanismo Comunitario di protezione. Durante la quattro giorni di simulazione emergenza i territori citati sono stati sorvolati da un intenso traffico di velivoli e – soprattutto – elicotteri.

Abbiamo potuto notare: AB-212 di Polizia di Stato e Aeronautica Militare, AB-412 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, NH-500 della Guardia di Finanza, A-109 utilizzati per trasporto istituzionale e altri elicotteri utilizzati dalle Aziende Sanitarie Locali o Regionale (ad es. BK-117 e EC-135 ).
L’esercitazione ha avuto come fulcro l’aeroporto “G. Galilei” di Pisa da dove hanno operato numerosi assetti internazionali ad ala fisse e rotante.

Il ruolo dell’AMI quindi è stato ancora una volta fondamentale; infatti l’Aeronautica Militare Italiana ha messo a disposizione le strutture del Galilei, facendo sbarcare i passeggeri degli assetti aeronautici presso l’ATOC (Air Terminal Operation Center) della 46 Brigata Aerea in collegamento costante con Protezione Civile, Agenzia delle Dogane e con la Polizia di Stato .

Importanti i mezzi convogliati dai trasporti (si segnalano i due rari ed interessanti Il-76TD provenienti direttamente dalla Federazione Russa); un intero ospedale da campo, unità cinofile specializzate in interventi su zone terremotate, mezzi di soccorso, ambulanze attrezzate e squadre di specialisti.

Ma l’apporto AM non si è fermato alla “mera” infrastruttura logistica, infatti, riportando una nota di dell’Ufficio Stampa dell’Aeronautica Militare Italiana, segnaliamo che giovedì 25 e venerdì 26 Novembre sono state effettuate due ricognizioni aeree fotografiche con velivoli Tornado del 154° e 156° Gruppo Volo del 6° Stormo, che hanno consentito di avere immagini dettagliate della zona epicentrale e di quelle colpite in modo più grave dal sisma, come la diga di Vagli. “Non appena riceviamo le immagini dai velivoli caccia – ha detto il Maresciallo Giuseppe Ascierto, analista immagini del 6° Stormo – facciamo un mosaico dell’area fotografata che viene georeferenziata. Abbiamo la possibilità di vedere le foto in tre dimensioni, in formato stereoscopico. Possiamo ingrandirle e ridurle, secondo le necessità”. L’attività del centro analisi immagini non si ferma qui, “prima di inviare le foto alla Protezione Civile viene fatta una valutazione dei danni, con particolare riguardo alle vie di comunicazione – ha proseguito il Maresciallo Ascierto – inoltre, provvediamo a fornire indicazioni sulle aree dove mettere i campi di primo soccorso e le zone di atterraggio degli elicotteri”.

I prodotti fotografici realizzati dall’Aeronautica Militare contribuiscono efficacemente all’individuazione delle coordinate delle aree interessate da un eventuale sisma. Le immagini scattate dai velivoli, arricchite con i prodotti satellitari, vanno ad integrare la cartografia della Protezione Civile. Questo avviene sia durante le esercitazioni sia in casi reali, come il terremoto in Abruzzo.

“Il mezzo aereo consente di arrivare in brevissimo tempo sul luogo del disastro – ha detto il Maggiore Roberto Del Vecchio, Comandante del 154° Gruppo – in quanto non risente dell’orografia del terreno e degli eventuali danni alle vie di comunicazione.” Inoltre, i nuovi sistemi di ricognizione digitali, ha sottolineato il Tenente Colonnello Michele Ciuffreda, Comandante del 156° Gruppo, sono simili a quelli impiegati dai velivoli caccia AM-X nelle quotidiane missioni di ricognizione e sorveglianza aerea in Afghanistan; i sistemi consentono di condividere in brevissimo tempo il materiale raccolto, dal singolo operatore dotato di un palmare, fino ai centri di comando e controllo dei soccorsi.

Le immagini che presentiamo si riferiscono agli arrivi degli assetti a Pisa il giorno 25 Novembre 2010 .

Testo : Aviation Report
Foto: Alessandro Conti

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