Anni ‘70. Aermacchi. MB-326. MB-339. MB-339A PAN. M-346 (T-346A). M-345HET. Sostantivi, anni e sigle che ci raccontano una storia, anzi un’epopea. La  storica casa di Venegono, ora Leonardo Divisione Velivoli, la sapeva lunga in fatto di addestratori ed il know-how non si è certo disperso.

Oggi il T-346A Master vola impavido ed efficiente nelle nostre scuole volo, lo vediamo agli airshows impeccabile ed elegante nel cielo, è lui che sta raccogliendo l’eredità dell’altrettanto conosciuto MB-339 che ancora equipaggia il 313° Gruppo Acrobatico, “i 10 delle Frecce Tricolori” e il 61° Stormo di Lecce.

41 anni fa, il 12 agosto 1976 ai comandi di Franco Bonazzi,  il primo prototipo di un MB-339 (m.m. 588 I-NOVE), l’ultimo progetto di Ermanno Bezzocchi, si alzò in volo sancendo la fine del predecessore MB-326 che oggi ancora vediamo volare nelle mani di famosi appassionati privati. Subito evidenti le differenze tra i due aerei: posti scalati e deriva più grande, servocomandi ed ala irrigidita. In quegli anni il Reparto Sperimentale Volo ebbe in carico il primo e il secondo prototipo più i primi quattro esemplari di serie.

Spinto originariamente da una turboventola Armstrong Siddeley Viper, subsonico, bi-posto, entrò in servizio nel 1979 con l’Aeronautica Militare che ne ricevette 139 esemplari.

Altri 96 velivoli vennero acquisiti da 8 nazioni (Eritrea, Argentina, Malesia, Nigeria, Perù, Nuova Zelanda, Emirati Arabi, Ghana). Proprio gli Aermacchi MB-339A con i colori albicelesti dell’Armada Argentina parteciparono alla Guerra delle Falkland dando buona prova seppur operando sul Mare; un “macchino” della 1^Escuadrilla Aeronaval de Ataque, il 21 Maggio 1982, fu protagonista dell’attacco con diversi colpi a segno alla fregata britannica HMS Argonaut.

Il 61° Stormo di Lecce e le Frecce Tricolori sono gli utenti domestici che ancora utilizzano questo eccellente prodotto di casa Aermacchi e negli ultimi anni, anche grazie alla formazione della pattuglia acrobatica Al Fursan, la versione NAT equipaggia  anche la formazione emiratina.

Versioni migliorate, con elettronica digitale e musetto allungato per rimanere al passo con i tempi, vennero studiate, proposte ed alcune portate in produzione come la versione CD (Completamente Digitale) mentre la versione K monoposto per attacco leggero (Veltro 2) non andò mai oltre lo stadio di prototipo.

Già nei primi anni anni ’90 si vide un MB-339 digitale, concept del futuro CD con immatricolazione I-GROW presentato al Salone dell’Aeronautica e dello Spazio di Le Bourget: era il 1991.

Pur essendo un eccellente addestratore basico, rustico ma dotato di buone doti per l’attacco al suolo e compiti CAS oltre all’impiego per la difesa aerea contro gli slow-movers, non ha avuto la diffusione auspicata  e meritata; altri aerei, le cui case costruttrici godettero e godono tutt’ora di ampio e forte sostegno dai propri governi, seppur meno performanti o più datati hanno prevalso sull’MB-339. Va anche detto che la concorrenza di Alpha Jet, Aero L-29 e poi L-39, Pilatus ed altrI consentiva agli acquirenti una scelta tra più prodotti.

L’aereo partecipò, in joint-venture con Lockheed, al concorso statunitense JPATS (Joint Primary Aircraft Training System) per un addestratore avanzato. Come sempre nelle gare americane il “buy-american” e le scelte politiche sancirono un risultato a sfavore  degli aerei di fabbricazione italiana perchè anche anche Agusta in consorzio con Grumman presentò una versione del SF-260: l’appalto venne assegnato a Raytheon / Pilatus e l’aereo vincitore, un turbo-elica, per quanto ottimo e derivato dal PC-9 Mk 2 , non eguagliava certo le prestazioni di un jet.  Nel 1995, venne così proclamato l’aereo prescelto che entrò poi in servizio presso l’USAF come  Raytheon T-6 Texan II .

Con l’evoluzione dell’elettronica imbarcata sui moderni aerei da combattimento e l’evoluzione dell’iter addestrativo nella formazione dei futuri piloti da combattimento, che deve rivolgere un occhio anche al contenimento dei costi, l’eredità dell’ottimo MB-339 è ora raccolta dall’eccellente M-346 Master e dall’M-345HET, entrambi di Leonardo Velivoli.

Questi due aviogetti sono destinati a  formare al meglio gli allievi piloti ma anche preservare, da una parte delle attività di conversione operativa, macchine più sofisticate e costose come gli Eurofighter Typhoon ed F-35.

Vedremo gli MB-339 calcare i cieli ancora per qualche tempo ma purtroppo l’inesorabile parabola verso il ritiro definitivo prosegue per far spazio ai suoi eredi designati.

Curiosità: nel 2008 abbiamo fotografato il secondo prototipo dell’Aermacchi MB-339A con la colorazione “Marlboro” nella località di Salve (LE), in Puglia. Il secondo prototipo volò il 20 maggio 1977 (m.m. 589 I-NINE) e partecipò anche al Salone di Le Bourget dello stesso anno. Servì anche come banco prova per il motore Viper 680-43, sviluppato per il “K” la versione il monoposto del 339, con il quale volò con i codici I-MABX. Non siamo più passati per questa cittadina, speriamo che l’aereo sia sempre li e in buone condizioni!

secondo prototipo MB-339A

Testo: Gianluca Conversi
Immagini: Gianluca Conversi, Stefano Monteleone

A proposito dell'autore

Nato a Parma, vive a Brescia. Grande appassionato di fotografia aeronautica e sportiva, annovera un passato da radiocronista sportivo per alcune radio private emiliane. Collabora come fotografo sportivo con l’associazione Oldmanagency. Si occupa di processi aziendali i e formazione presso una multinazionale leader nei settori del trasporto internazionale e logistica integrata.


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