Non c’è che dire, il RIAT è una manifestazione incredibile, se solo venisse svolta in una nazione con un clima più stabile, sarebbe la perfezione: è un mix di organizzazione ed  efficienza british-style organizzata in una base ben curata e con piazzali enormi che consentono agli aeroplani esposti di avere il giusto spazio tra loro a beneficio dei fotografi.

Non credo serva aggiungere altro e spiegare cosa è il RIAT, vi è materiale a sufficienza ovunque e la fama di salone militare più importante nel mondo, dove moltissimi mezzi hanno visto il loro battesimo assoluto o, il loro canto del cigno,  credo sia nota a buona parte dei lettori.

Vi sono tante aree ristoro e di divertimento,  chalets e banchetti che spaziano da aeromodelli, gadgets, abbigliamento in tema e home-made whisly scozzese, per finire a splendidi lavori in legno. Una manna per chi vuole fare shopping d’ogni tipo, sale giochi, simulatori di ogni genere completano il tutto.

Degni di nota il Vulcan Official Shop, quello dei Red Arrows, e il piccolo stand di un aeromodellista che lavora  per grandi marche, e solo al RIAT espone e vende aeromodelli da salotto in scala 1:48; assai spettacolari quelli in mostra di F-22, A400M (con tanto di eliche rotanti dal vento)  F-35B e SU-35.

Insomma, si respira un mix di militaria, sagra paesana, scampagnata di famiglia e naturalmente l’atmosfera tipica di air show pervade tutto, condita dall’inebriante profumo di cherosene e dal familiare suono dei jets o dei motori stellari.

Una nota ulteriore sul pubblico: ordinatissimo, nessuna ressa alle transenne a bordo pista,  tutti al loro posto e nessun fotografo o pseudo-tale dotato di tablet che si fa largo per passare davanti a tutti. In prima fila erano posizionati gli spettatori dotati di sedie, dietro quelli in piedi e poi coloro (pochi per la verità) muniti di scale.

Altre due note sulla base: è dotata di un servizio Wi-Fi gratuito a disposizione, di bus-navetta a far la  spola tra i punti più lontani dell’area pubblica per evitare lunghe scarpinate al pubblico, servizi per disabili eccellenti.

E’ vero, si paga per accedere al RIAT ed importanti sponsor contribuiscono a rendere l’International Air Tattoo un evento incredibile, ma quando si hanno servizi di tale livello e lo spettacolo a terra ed in volo lo è altrettanto, è niente.

Alla base era anche previsto un punto “park & view”, attrezzatissimo e naturalmente a pagamento, messo a disposizione per consentire la visione degli atterraggi sia durante la manifestazione (per coloro che non desideravano entrare in base) che nei giorni immediatamente precedenti e successivi,  per osservare gli arrivi e le partenze.

Era infatti proibito  assieparsi o sostare per chiunque lungo la rete esterna, chi voleva stare fuori dallo show poteva così farlo nelle aree apposite.

Bene, il venerdi, giorno della mia visita, prevedeva un fly display ed uno showground ridotti rispetto ai due giorni successivi e la chiusura della base era alle 18:30, un’ora dopo il sabato e la domenica.

Dal mio punto di vista è stato meglio così, sono riuscito nonostante tutto a dividere bene il tempo e concentrarmi, oltre al programma di volo, su due topics di cui racconterò a parte: il “cinquantenne” Hercules della Pakistan Air Force, di ritorno al RIAT dopo dieci anni, ed il prototipo di velivolo CAS Scorpion.

Il tempo, del resto siamo in Gran Bretagna (anzi… Inghilterra), è un fattore condizionante: il vento forte ha limitato alcuni programmi, alcuni che tutti attendevano sono stati cancellati, mentre la pioggia ha risparmiato la giornata di venerdi.

Lo show del venerdi  è stato di fatto un grande spot pubblicitario, organizzato per mostrare ai presenti ed agli addetti ai lavori il discusso e nuovo caccia  F-35, presente sia nella versione A che B, incluso il primo esemplare per la RAF.

Lo show in volo è iniziato con il “fly-past” di un KC-130J Hercules dei Marines (s/n BH8071)  con portellone aperto e cestelli per il rifornimento srotolati, ed un F-35B (S/N160726)  del VMFAT-501 di stanza presso la MCAS Beaufort in South Carolina.:

Qual è stato il “take-away” della giornata di venerdi?

Intanto, vedere gli aerei “convenzionali” in volo esibirsi quasi tutti in configurazione “bagnata”, quindi con taniche alari e carico bellico.

Infatti, sono con questi carichi che le reali doti di un velivolo vengono fuori, come per l’Eurofighter Typhoon tranche 3 rappresentato in foto, uscito di fabbrica il 21 dicembre dello scorso anno, che è andato in volo in configurazione “swing-role”.

Il suo decollo è stato come sempre prorompente per efficacia, rateo di salita e corsa di decollo.

Il demo del Airbus A-400M è stato notevolissimo, non si è esibito nel  looping che abbiamo ammirato osservando i “nostri” G-222/C-27J, ma ha sciorinato doti di agilità incredibili ed un atterraggio d’assalto e successivo decollo corto di livello assoluto e con tanto di retro-marcia in pista.

E poi… la guest star dell’Air Show … ha veramente offuscato tutto e tutti,  mio personalissimo e naturalmente discutibilissimo  parere. Nonostante i tentativi di speaker e programma per esaltarne il ruolo durante tutto la giornata, il caccia americano F-35, più volte mandato in volo nelle versioni A e B, per me non ne è uscito bene.

Forse complici il programma di volo veramente limitato dal punto di vista prestazionale e con poca grinta dimostrate. Le esibizioni del Lightning II hanno entusiasmato e certamente impressionato  la folla solo per il decollo corto e l’atterraggio verticale dei 2 esemplari B, quello dei Marines e la prima macchina della RAF.

Il Raptor è di un altro pianeta, perlomeno per quanto riguarda le prestazioni in volo, agilità e controllo alle basse e bassissime velocità. Per chi ha visto le prestazioni del Sukhoi-27 e derivati, ecco.. siamo ad altri livelli e non solo per la disponibilità della spinta vettoriale.

In chiusura il fly-past del F-22A in formazione con un F-35A dell’USAF, il  12-5052/LF appartenente al 61st Fighter-Squadron, ha chiuso la parte in volo dedicata agli aerei stealth delle Forze Armate americane.

Il programma di volo ha poi visto il fly past dei  Red Arrows in formazione a freccia che, insieme a due Eurofighter della RAF hanno scortato il nuovo F-35B.

Testo e immagini: Gianluca Conversi

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