Entrando nella 71 Baza Aeriana di Campia Turzii, in Transilvania, si ha l’impressione di tornare nell’epoca della guerra fredda, essendo presenti solo aerei che hanno rappresentato la spina dorsale del patto di Varsavia, ovvero i MiG 21. Ma vedendo in una piazzola vicino alla torre di controllo, una ventina di MiG 21 nella versione Lancer A parcheggiati e che fungono da fonte per parte dei pezzi di ricambio per i velivoli ancora operativi, ci si accorge che invece qualcosa sta cambiando, e che questi gloriosi caccia sono ormai giunti purtroppo alla fine della loro carriera operativa.

Romanian Air Force: 71 Baza Aeriana

La 71 Baza Aeriana è strutturata con la 711 Escadrila, che opera con i MiG-21 Lancer B e C, e con la 712 e 713 Escadrila che operano con gli IAR 330L/M, la versione prodotta in Romania dell’Aerospatiale SA 330 Puma per l’appoggio tattico e per il soccorso aereo, e il legame alla propria regione è simboleggiato nell’emblema della base, ovvero i sette castelli della Transilvania.

Nel 1989, dopo la caduta di Ceausescu, la Romania gradualmente si è allontanata sempre più dalla dottrina sovietica, per affacciarsi all’occidente, e di conseguenza alla NATO, di cui diventò membro nel 2004.

Con la fine dell’alleanza con l’Unione Sovietica, venne a mancare il supporto economico e in termini di materiali, di cui godeva fino ad allora la Fortele Aeriene Romane.

Inoltre, in quegli anni il livello tecnologico dell’avionica dei caccia occidentali cresceva rapidamente, cosi l’aviazione rumena si trovò a dover decidere se acquistare un nuovo caccia, per restare al passo con le altre forze aeree, o aggiornare i propri mezzi. Nella scelta ovviamente giocavano un ruolo determinante anche le risorse economiche, cosi il primo programma scelto fu di aggiornare i MiG 29 (programma Sniper). Ma anche in questo caso, il budget portò presto ad abbandonare questo progetto per optare per il definitivo Lancer Program, ovvero la modernizzazione dell’avionica dei MiG 21 MF e UM, in servizio presso l’ Aviazione Rumena dal 1962.

110 aerei vennero selezionati per l’up-grade, che iniziò nel 1993 ad opera della Rumena Aerostar SA, in collaborazione con la israeliana Elbit System Ltd, per concludersi con le ultime consegne nel 2003. Il programma prevedeva l’aggiornamento di 73 MiG 21 lancer A per l’attacco al suolo, 23 MiG-21 Lancer C per il ruolo di difesa aerea e 14 Mig-21 lancer B biposto per l’addestramento e l’attacco al suolo.

Romanian Air Force: Mig-21 Lancer

Lo scopo di questo importante programma di aggiornamento era quello di aumentare l’interoperabilità e compatibilità con le forze NATO. Dopo la dissoluzione del patto di Varsavia, un problema che i Paesi ex-membri dovevano affrontare era l’ approvigionamento dei pezzi di ricambio per la flotta di MiG, venendo ora a mancare il supporto dell’Unione Sovietica. Nel programma Lancer venne calcolato anche il necessario di parti di ricambio da fornire ai 110 aerei modernizzati fino al raggiungimento della fine della loro carriera operativa. Attualmente la manutenzione dei motori e della cellula viene effettuata dagli specialisti della 71 Baza Aeriana fino alle 100 e 200 ore di volo, mentre il livello successivo viene effettuato dalla Aerostar a Bacau.

L’avionica del MiG 21 venne radicalmente modificata, ed ora il cockpit si presenta non più come quello di un vecchio caccia sovietico, ma molto più conforme agli standard occidentali, con il posizionamento di due Displaies multifunzionali (MFD) nel pannello strumenti frontale e dell’ HUD (Head Up Display). Le modifiche più importanti riguardavano la sostituzione del radar RP 21 Sapfir con il nuovo radar-doppler ad impulsi IAI Elta EL/M2032M israeliano, che andò ad equipaggiare i più giovani MiG 21 Lancer C destinati al ruolo di difesa aerea, mentre i restanti Lancer A e Lancer B ricevettero il meno avanzato  Elta EL/M 2001B. Nel Lancer C il display di sinistra è a colori e fornisce informazioni per la navigazione e per il selezionamento dei piloni alari degli armamenti, mentre quello di destra è monocromatico e rappresenta la situazione radar.

Altri sistemi compresi nel programma di aggiornamento sono dati dal sistema di navigazione LISA-4000EB, Marconi air data computer, radio VHF/UHF, sistema di trasferimento dati e un transponder IFF compatibile con gli standard NATO. Il sistema di auto-difesa venne migliorato con l’installazione di due MPMN-60 chaff and flare posizionati  sui lati della parte posteriore della fusoliera. La protezione in caso di ambiente elettromagnetico ostile, è garantita dal pod Elta EL/L-8222R, che rintraccia autonomamente  le minacce radar o missilistiche nemiche ed emette segnali elettronici per respingere la minaccia.

Un limite invece presente anche nella versione Lancer, è l’assenza del sistema datalink Link 16, che permette quando si vola in formazione di quattro o più aerei, di sapere ogni cosa sugli altri aerei della formazione, come ad esempio armamenti, autonomia ed altre informazioni vitali.

Un ulteriore elemento importantissimo della versione Lancer, è il pilone armamenti multi-ruolo, come ci racconta il Col. Cosmin Cosma, comandante della 711 Escadrila. Questo elemento, sviluppato congiuntamente dalla Aerostar e dalla Elbit, è in grado di montare armamenti sia di produzione sovietica, come gli R 73, sia di produzione occidentale, come gli israeliani Python 3, utilizzando diversi tipi di connettori, e grazie ad un ulteriore adattatore, è possibile caricare anche il missile Magic-2.

Questo permette ai MiG-21 della Fortele Romane Aeriana di poter portare nella stessa missione entrambi i tipi di armamenti, ampliando le possibilità di attacco e risposta, ed inoltre il pilone ventrale originariamente destinato a montare il serbatoio esterno ausiliario, è stato sostituito da uno in grado di caricare le bombe Mk 83, quindi un singolo aereo potrebbe caricare armi da difesa aerea e da attacco al suolo, anche se questa configurazione rimane prevista ma nella realtà delle missioni, un aereo viene configurato o per la sola difesa aera o per il solo attacco al suolo.

Per il combattimento ravvicinato, il Lancer C può caricare la mitragliatrice sovietica a due canne, Gsh-23L.

Il ruolo principale del Lancer C è la difesa aerea, prosegue il Col. Cosma, ma dopo il ritiro dei Lancer A, è possibile svolgere anche le missioni di attacco al suolo, potendo montare il Pod da ricognizione aerea (ARP), il Rafael Litening Pod per la designazione laser dei bersagli, razzi non guidati di fabbricazione sovietica come gli S-5M, S-5K, S-24, bombe a caduta libera come le BEM-100 e le cluster bombs CL-250, le Mk 82 e Mk 83, e le sovietiche FAB-100, FAB-250 e FAB-500 e le bombe convenzionali Rumene da 100 e 250Kg.

Il Lancer upgrade ha trasformato i MiG-21 probabilmente nella versione più performante di se stesso, essendo stato il primo caccia operativo ad utilizzare sistema Display montato sul casco, che permetteva ai piloti di agganciare i bersagli semplicemente muovendo il capo.

Rischieramenti USAF: gli F-15 Eagle

Sulla base di Campia Turzii sono frequenti i rischieramenti di velivoli dell’USAF per le esercitazioni congiunte USAF-Romane Fortele Aeriana. Recentemente si è svolta la Dacian Eagle 2016, che ha visto presenti nella base gli F 15 C/D del 144 FW, basato a Fresno, California, e quelli del 104 FW, basato a Barnes, Massachusetts. Queste esercitazioni sono importanti per aumentare l’interoperabilità con l aviazione Rumena e per sostenere la prontezza a condurre operazioni aeree congiunte, prendendo parte sia a missioni di difesa aerea che di attacco al suolo. Questo, prosegue il Col. Oatu, Comandante della 71 Baza Aeriana, è stato utile per permettere ai nostri piloti di familiarizzare con le procedure, le tattiche e le strategie dei nostri alleati della NATO.

Per I piloti USAF queste esercitazioni rappresentano un’opportunità per raffrontarsi contro aerei diversi da quelli comunemente presenti nelle esercitazioni NATO di qualche anno fà, come i MiG-21, potendo cosi familiarizzare con le prestazioni in volo degli avversari. Come ci racconta il Col. Cosma, il MiG-21 è come un missile, a bassa velocità perde energia, ma è più piccolo e difficile da “agganciare”, inoltre con la versione aggiornata Lancer, a differenza dei vecchi MiG-21, i piloti rumeni sono avvantaggiati dalla possibilità di usare anche armamenti occidentali, e questo ha permesso di ottenere diversi successi nei combattimenti simulati con gli F 15.

Il Lancer ha permesso dunque di ridurre il gap con gli altri aerei occidentali più moderi, ma parte dei successi è dovuta anche alla grande abilità e addestramento dei piloti Rumeni. Come ci spiega il Col. Cosma, un allievo pilota, dopo il diploma presso l’Accademia di Brasov, Academia Fortelor Aeriene, continua con il programma di formazione che prosegue presso la Scoala Pentru Aplicatii a Fortelor Aeriene a Boboc, dove I giovani piloti completano il loro addestramento al volo sui velivoli IAR 99 SOIM, volando dalle 70 alle 100 ore, in base ai singoli obbiettivi, carriere, e future destinazioni operative.

Questo impiega un anno, a volte un anno e mezzo, poi i piloti arrivano ai reparti da caccia o di elicotteri, dove completano l’addestramento alle missioni operative. Il ruolo principale della 711 Escadrila è la difesa aerea, dunque sulla base sono sempre presenti due velivoli pronti per il QRA (Quick Reaction Allert), e per essere piloti combat ready per queste missioni, sono necessari due anni di addestramento, suddiviso in un primo livello dove vengono insegnati tutti gli aspetti delle missioni di difesa aerea, e prevede circa 100 ore di volo, e un secondo livello, di circa 80 ore di volo, dove vengono insegnate tutte le tattiche di intercettazione.

Ci spiega il Col. Cosma, “i nostri limiti nel combattimento aereo sono dettati dalla manovrabilità in dogfight, ma nei combattimenti in BVR (Beyond Visual range) possiamo rappresntare una minaccia difficile da battere. Nei duelli uno contro uno possiamo essere facilmante sconfitti, ma quando siamo in due o più, sfruttando le nostre tattiche basate sul nostro basso segnale radar, i nostri MiG-21 sono difficili da colpire. I successi contro gli F-15 sono favoriti dal fatto che l’ Eagle ha un segnale radar più grande, che può essere agganciato da distanze di 50-60km, mentre aerei più piccoli, come F-16,  F-18 o MiG-29, vengono agganciati più tardi e questo rende più incerto l’esito del duello. La tattica preferita dai piloti della 711 Escadrila è quella dello “hit and run”, colpisci e fuggi, grazie alle piccole dimensioni del MiG-21 e alla sua elevata velocità, e legata anche alla limitata autonomia.“

L’addestramento invece per le missioni di attacco al suolo, ruolo secondario della 711 Escadrila, viene svolto presso il poligono di tiro a Bogata o presso quello di Cincu.

Grazie all’adeguamento agli standard NATO, da agosto a novembre 2007, quattro MiG 21 della 71 Baza Aeriana hanno svolto anche le missioni di Air Policing Baltikum, rischierandosi sulla base si Siauliai, in Lituania, per garantire la polizia aera dei paesi Baltici e prestando servizio di QRA 24 ore su 24 per tutto il periodo.

Il futuro

Nel 2013, il Governo di Bucharest firmò un contratto per l‘acquisto di 12 F-16 AM/BM Block 15, nove monoposto e tre biposto, dall’Aviazione Portoghese.

Il contratto prevedeva anche l’aggiornamento di mezza vita dei velivoli ceduti, motori di scorta, supporto logistico, l’addestramento degli equipaggi Rumeni, parti di ricambio, armamenti tra cui i missili AIM-120 Amraam, AIM-9 Sidewinder, bombe guidate GBU-12, missili AGM-65 Maverick.

Attualmente piloti ed equipaggi di terra sono in addestramento in Portogallo, e i primi F-16 sono arrivati presso la 86 Baza Aeriana a Borcea-Fetesti già a fine Settembre 2016, e i MiG-21 provenienti dalla 86 Baza probabilmente andranno a supportare la flotta a Campia Turzii, dove si prevede che l’ F-16 arrivi tra circa quattro o cinque anni.

Testo e immagini: Andrea Avian, Liviu Dnistran

Aviation Report e l’autore desideranoringraziare per il fondamentale supporto il Col.Marius Mihai Oatu, Col. Cosmin Cosma, Lt. Laura Istrate, WO3 Adela Muresan. Liviu Dnistran

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