Rivolto. Terra friulana. Aeroporto militare. Un tempo avamposto destinato a fermare la temuta avanzata di nugoli di T-55 e T-62 che avrebbero significato l’invasione della penisola da parte delle truppe del defunto Patto di Varsavia.

I vecchi shelter dispiegati apparentemente a casaccio all’interno della recinzione indicano che un tempo aerei da combattimento erano presenti in pianta stabile. Infatti, sino al 2004 il 14° Gruppo equipaggiato con gli AMX “Ghibli” era di casa a Rivolto.

Dall’altra parte invece, Hangar leggeri e palazzine più tradizionali proteggono aerei dalla livrea sgargiante, fasciati dal tricolore. Non è facile parlare di Rivolto e trovare parole nuove. Tutti sanno che nell’aeroporto, sin dal 1960, vi abita in pianta stabile la Pattuglia Acrobatica Nazionale. Rivolto, per la IATA RIV e per l’ICAO è LIPI.

A Rivolto non vi è solamente il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, ma anche, molto più discreta, una batteria di missili anti-aerei Spada.

A fianco dell’ingresso sorvegliato, campeggia la scritta BASE AEREA UDINE-RIVOLTO, dedicata al Cap. Malo Visintini. L’aeroporto è ancora immerso nella campagna friulana, la cementificazione e l’urbanizzazione non sono arrivate così vicino come da altre parti, Ghedi per esempio.

Si ha così una sensazione di pace, come trovare la luce in fondo ad un tunnel; nel percorrere la lunga e rettilinea strada (ma costellata di rotonde) che dalla A4 porta nel comune di Codroipo e poi alla base, la pace ti pervade e l’attesa di vedere in volo i 10 Aermacchi MB-339A PAN cresce con il diminuire dei chilometri che separano dalla meta.

Ripensando al 1960, anno in cui i primi aerei dedicati all’addestramento acrobatico calcarono il tarmac della base, mi viene in mente che mio papà non mi portò mai a vedere le Frecce Tricolori. Amava portarmi in stazione dove transitavano gli ultimi treni a vapore.

Ricordo le nere locomotive, oramai relegate sul primo binario, sbuffare vapore come un toro nella corrida ed ululare con l’inconfondibile sirena che le contraddistingueva. Lo sferragliare rumoroso delle bielle che fanno muovere le pesanti ruote a raggi delle locomotive è ancora impresso e ben chiaro nei miei ricordi di bambino: ciuffo…. ciuff…. ciuf.. ciuf.. ciuf-ciuf-ciuf-ciuf……

Così non vidi mai il “Gina”, il Fiat-Aeritalia G-91 PAN sfrecciare a bassissima quota sulle piste, in arditi passaggi che accarezzavano l’erba e facevano volare via i cappelli. Manovre impensabili al giorno d’oggi, non consentite.

FIAT G-91 PAN

FIAT G-91 PAN – @ Aeronautica Militare

Permettetemi la digressione su come si sviluppa il display nel luogo in cui la PAN si deve esibire. Il volo innanzitutto è effettuato a vista, come sottolineato dagli Speakers che negli anni hanno ricoperto il ruolo di descrivere le manovre ed appassionare gli spettatori. Pertanto, i riferimenti al suolo ed i parametri in volo durante l’esecuzione del programma sono indispensabili.

Ogni manovra inizia e si conclude in punti specifici che hanno una corrispondenza a terra e sono utilizzati dal Capo Formazione, dal Leader della seconda sezione e dal Solista per lo sviluppo delle figure. Anche per le esibizioni sull’acqua occorre avere tali riferimenti, in questo scenario saranno boe o barche appositamente ormeggiate.

Ovunque si esibisca la PAN devono essere sempre riprodotti gli stessi riferimenti presenti sull’aeroporto di Rivolto.

Curiosità per chi ha avuto modo di ascoltare le comunicazioni tra i piloti durante il programma acrobatico, essi si riferiscono sempre a “Udine” e “Codroipo” e mai a “destra” e “sinistra”. Perché? Le due cittadine si trovano sugli ideali prolungamenti della display line della pista di Rivolto.

Il Comandante della Pattuglia guida invece da terra la Formazione e si posiziona dallo stesso lato del pubblico per avere un’identica prospettiva.

La distanza minima da rispettare dalle transenne dietro le quali gli appassionati si ritrovano è di 230m mentre il riferimento che indica la distanza minima da rispettare per lo sviluppo delle manovre perpendicolari rispetto al pubblico è di 450m.

Per questi motivi a volte, si ha l’idea che la pattuglia si trovi fuori asse pista nelle manovre lungo il suo asse: perché la distanza minima non è rispettata. Descrivere questi tecnicismi mi fa rammentare che non ho neppure ricordi di aver visto neanche in tv il G-91 PAN.

Ramstein. Ecco cosa purtroppo ricordo come prima immagine degli MB-339. Immagine ancora scolpita nella mia mente e che è monito per tutti coloro che viaggiano, come in cielo così in terra: volare, come guidare un’auto, richiede attenzione, precisione ed affidabilità ed è pericoloso.

Troppo spesso non curiamo la manutenzione delle nostre auto o banalmente non teniamo gonfiati gli pneumatici con la corretta pressione; così quando freniamo la macchina non si comporta come dovrebbe causando il temuto incidente.

Dettagli. Dettagli importanti che ancor più valgono per le macchine che volano e ci ricordano quanto è cruciale ogni membro di un team; le sue azioni, seppur piccole, portano al risultato atteso.

#IVALORIDELLASQUADRA

Un ashtag azzeccato per questo 2017. Non un bel ricordo concludendo, la mia prima presa di contatto con le nostre Frecce. Ma le Frecce hanno resistito, sono sopravvissute ed hanno superato gli sforzi di chi, avvoltoio tra gli avvoltoi, ne voleva decretare la chiusura.

Lasciatemelo dire: le Frecce Tricolori sono l’unica entità che unisce veramente tutti, una squadra che vola.

#LATUASQUADRACHEVOLA

L’alona più lunga del mondo che abbraccia idealmente lo spettatore al termine del display acrobatico, è quella che ricordiamo con orgoglio e che ci fa emozionare. E che ha resistito nel tempo

Così, prima o poi vedrò il sostituto del “macchino”, il “nuovo” M-345 HET di Leonardo Velivoli, frutto della moderna re-ingegnerizzazione del conosciuto S-211.

Il primo volo dell'Aermacchi M-345 HET

Leonardo T-345A – @ Leonardo Spa

Ed eccoci nuovamente a Rivolto a distanza di un anno: il 2016 verrà ricordato come l’ultimo di Jan Slangen come Pony 0, il Comandante della Pattuglia.

Mirco Caffelli, il nuovo “Pony 0”, di fronte ai 130 Clubs Frecce Tricolori giunti il 1° maggio 2017 apre così la 57a stagione della PAN, immancabilmente sui cieli di Rivolto alla presenza di 7000 appassionati che si sono stretti anche in un lungo applauso al Tenente Colonnello Andrea Saia, Ufficiale dell’Aeronautica Militare ed ex speaker delle Frecce Tricolori scomparso prematuramente la scorsa settimana, al quale è stato dedicato questo ultimo volo di addestramento.

Pony 0 Mirco Caffelli

Pony 0 Mirco Caffelli

Non ho volutamente utilizzato i gradi militari, non me ne vogliate: consideriamo tutti, ufficiali piloti, tecnici e appartenenti al 313° Gruppo come vecchi amici e tra amici, senza per questo mancare di rispetto, ci si da’ del “tu”.
Grazie amici.

Grazie Mirco, Gaetano, Luca, Emanuele, Massimiliano, Stefano, Mattia, Pierangelo, Giulio, Franco Paolo, Filippo e tutta la squadra tecnica che vi supporta. Grazie per quello che fate e per come portate in giro i colori del nostro Paese con l’orgoglio di servirlo al meglio delle vostre possibilità e noi che vi guardiamo e ammiriamo, con un pizzico di invidia qualche volta, ne siamo inebriati.

Buon 2017, PAN!

E’ giunta l’ora di cominciare la nuova Stagione, e non dimenticate di controllare le date delle esibizioni 2017 più vicine a casa vostra, di seguito il link!

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Testo e immagini: Gianluca Conversi

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