Questa mattina sono partiti da Grosseto alla volta di Nellis AFB, Nevada USA otto Eurofighter degli Stormi 4°, 36° e 37° alla volta dell’edizione 2016-2 della più grande esercitazione americana, la Red Flag. I caccia intercettori italiani sono accompagnati nel loro viaggio verso gli Stati Uniti da due velivoli cisterna KC767A del 14° Stormo e tre C130J Hercule della 46^ Brigata Aerea a supporto della traversata oceanica.

A partire dal 29 Febbraio 2016, data di inizio della Red Flag 2016-2, gli Eurofighter F-2000 italiani, insieme a numerosi velivoli di altre nazioni tra cui Stati Uniti e Turchia, saranno impegnati in complessi scenari aerei sia diurni che notturni.
Ricordiamo che la Red Flag simula uno degli scenari più realistici al mondo nello sviluppare l’interoperabilità, l’integrazione e la sinergia degli assetti aerei presenti per lo svolgimento di operazioni aeree complesse lavorando in maniera congiunta, consolidando le capacità d’impiego dei sistemi d’arma in dotazione e la validità delle rispettive tattiche.

L’obiettivo principale consisterà nell’addestrare il personale italiano alla pianificazione ed all’esecuzione, di concerto con i colleghi stranieri, di missioni di volo in scenari operativi complessi organizzando e coordinando pacchetti costituiti da un elevato numero di velivoli di diverse forze aeree.
Tale addestramento è, inoltre un’occasione importante per sviluppare la capacità di rischierare a notevoli distanze dall’Italia, in condizioni ambientali spesso molto diverse da quelle presenti sul territorio nazionale.

Dal 1975, anno della prima Red Flag, sono stati adddestrati più di 440.000 militari, dei quali circa 145.000 equipaggi di volo che hanno totalizzato più di 385,000 sortite e più di 660.000 ore di volo fino ad oggi. Oltre agli Stati Uniti, organizzatori dell’esercitazione, finora 28 paesi alleati hanno partecipato attivamento con uomini e mezzi alla Red Flag. L’ultima edizione la 2016-1 conclusasi il 12 Febbraio 2016 ha visto la partecipazione di USA, Australia e Regno Unito che hanno contribuito a due missioni giornaliere di 5 ore l’una con più di 80 velivoli militari in volo contemporaneamente.

Photo credits: UCOM Aeronautica Militare

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