Il caccia multiruolo Su-33 Flanker perso il 3 Dicembre scorso è il secondo caccia imbarcato sulla portaerei russa Admiral Kuznetsov ad andare distrutto dopo solo 3 settimane di operazioni sulla Siria dal Mar Mediterraneo.

Secondo un comunicato stampa del Ministero della Difesa russo, il Flanker sarebbe precipitato in mare a causa della rottura del cavo di arresto del ponte di volo della portaerei, al secondo tentativo di atterraggio. Nessuna conseguenza per il pilota che si è lanciato e recuperato subito dopo da un elicottero del soccorso aereo.

Il 14 Novembre 2016 un caccia imbarcato Mig-29K Fulcrum-D è andato perduto mentre era in prossimità della portaerei per l’appontaggio sempre a causa di un precedente guasto, sempre ai cavi di arresto della portarei. Sembra che il suddetto guasto abbia costretto il caccia a circuitare fino alla fine del carburante senza poter atterrare. Anche in questo episodio il pilota dopo essersi lanciato è stato recuperato da un elicottero. Questo evidenzia anche una mancanza di capacità di rifornimento in volo?

Questi due episodi stanno evidenziando potenziali carenze e problemi tecnici e di sicurezza non indifferenti, che potrebbero mettere in seria crisi tutta la missione del gruppo navale russo e della sua aviazione navale. La portarei Kuznetsov è entrata nel Mediterraneo con un gruppo aereo imbarcato formato da cinque Su-33, quattro MiG-29Ks, un elicottero Kamov Ka-52K da combattimento, due elicotteri Kamov Ka-29TB da assalto, due elicotteri Kamov Ka-27PS per il SAR e un elicottero Kamov Ka-31 per la scoperta radar.

Con queste due perdite il gruppo aereo imbarcato ad ala fissa ha già perso circa il 20% della sua capacità a sole tre settimane dall’inizio del suo dispiegamento nel Mediterraneo.

IHS Jane’s il 20 Novembre scorso aveva pubblicato delle immagini satellitari che mostravano una parte degli assetti imbarcati sulla Kuznetsov operare dalla base militare siriano di Humaymim. Forse l’unità navale russa non è pienamente operativa come crediamo.

Ricordiamo infatti che questa è la prima missione, dell’unità e del personale imbarcato, così lontano dalle proprie basi aero-navali e che la portaerei tornerà in Russia a fine gennaio 2017 circa per grossi lavori di ammodernamento.

Photo credits: Ministry of Defence of the Russian Federation

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