La crescita dell’aeroporto di Milano-Bergamo Orio (BGY) non mostra segni di cristi, anzi: le recenti presentazioni di nuove rotte per/da Israele ed i continui annunci di nuove attività da parte del vettore principale di Bergamo, ovvero Ryanair, indicano che SACBO, società di gestione dello scalo lombardo, ha visto giusto e programmato bene, definendo BGY come  “L’aeroporto ideale al servizio della Lombardia”.

Dal 2002, anno di vera svolta del servizio passeggeri, Orio al Serio ha inanellato un continuo trend di crescita passando da 1.252.000 passaggeri movimentati agli 11.159.631 del 2016 attestandosi come terzo aeroporto italiano dopo Fiumicino e Malpensa per movimentazione passeggeri.

Un trend vertiginoso accompagnato dai dati positivi del proprio “zoccolo duro” del traffico merci nella cui classifica BGY si conferma come terzo aeroporto italiano per volume merci movimentate. Dalle 114.000 tonnellate del 2002, si è raggiunto il picco nel 2006 con ben 140.000 tonnellate. Gli ultimi anni mostrano invece un lieve trend in calo dalle 123.000 tonnellate del 2013 alle attuali 118.000 con le quali si è chiuso il 2016.
Analizzando la tipologia di merce movimentata, notiamo che Bergamo è il principale hub italiano per pacchi e corrieri espressi dove DHL ed UPS hanno stabilito le loro basi principali per il Sud Europa.

Tornando al traffico passeggeri, le nuove destinazioni offerte nel 2017 per chi si servirà di Bergamo sono 16 durante la stagione invernale e 17 in quella estiva, naturalmente charter esclusi. La base del successo di Orio al Serio è avere alle spalle un mercato forte: 10 milioni di abitanti in Lombardia (16% Italia), 893.000 aziende (18% Italia) pari al 21% del PIL nazionale.
Inoltre, se aggreghiamo le province (ma non dovevano essere soppresse?) di Milano, Monza Brianza, Bergamo e Brescia e le confrontiamo con le restanti, abbiamo il 73% del PIL lombardo, il 68% delle Imprese ed il 64% di Popolazione ubicati in queste 4 aree.

Inutile sottolineare che Bergamo gode di una posizione centrale non solo per le suddette zone a forte vocazione imprenditoriale ma anche per le attrazioni turistiche e della moda.

Le analisi svolte da SACBO mostrano che i 3 pilastri (Popolazione, Aziende e PIL) sono in sensibile aumento nelle aeree a Est di Milano che dall’apertura della BREBEMI e della A58 (La nuova TEEM, Tangenziale Est Esterna Milanese) godono di tempi di percorrenza verso l’aeroporto ridotti parecchio: da Lodi 55 minuti, Pavia 80 minuti, Piacenza 75 minuti, Milano Sud Est 45 minuti nonostante manchi un collegamento serio su binari verso il centro di Bergamo e la sua stazione ferroviaria (ahimé fuori dalle tratte TAV) come una metropolitana di superficie o interrata (ahi….) e con rete ferroviaria nazionale (lacuna comune a tutti gli scali italiani…) .

Completano il quadro dell’offerta le 2 nuove sale VIP dotate di Fast Track, Personal Shoppers, Minibus dedicati per imbarchi ed arrivi, Hostess dedicate e Check-In privati.

Passando agli investimenti effettuati nel decennio 2006-2016, i 154 milioni di Euro spesi per il rifacimento della pista (2014), per la torre di controllo (2006), nuovi parcheggi ed il rinnovo dell’aerostazione con nuove aree partenze, ampliamento dei terminal e delle aree check-in, vedono un impegno costante di SACBO per modernizzare lo scalo nonostante i limiti oggettivi di spazio, chiuso com’è dall’autostrada A4 a SUD e l’anello delle tangenziali che girano tutt’intorno al sedime aeroportuale, spesso intasate per la scarsa ampiezza degli svincoli, le 2 corsie e l’aumento purtroppo esponenziale del traffico.

Nonostante il traffico congestionato intorno a Bergamo, sulla A4 e sulle tangenziali tradizionali milanesi (esclusa la TEEM), è alto lo sforzo per garantire l’accessibilità dell’aeroporto di Milano Bergamo tramite i mezzi pubblici.
Vogliamo ricordare le 120 corse da/per Milano in (ben) 50 minuti, le 11 con Brescia, le 7 con Monza e Malpensa (30 minuti di percorrenza salvo code), ed altri collegamenti con la Fiera di Milano, Torino, Lugano ed i Laghi oltre ad un collegamento quadri giornaliero operati da Flixbus per Gardaland, Venezia, Udine, Verona, Vicenza, Trento, Bologna, Firenze, Ferrara, Ravenna e Perugia.

ITQF, Istituto Tedesco di Qualità e Finanza che conduce indagini di mercato finalizzate ad analizzare l’aspetto economico e qualitativo delle aziende attive in diversi settori tra i quali quello aeroportuale, ha nominato Bergamo come migliore tra i grandi aeroporti italiani. Già nel 2013, Milano Bergamo si era fregiata di questo riconoscimento che non fa che aumentare l’appeal dello scalo sul mercato.

L’aeroporto va detto è limitato nella sua espansione: una seconda pista non è proprio nel calendario e considerati gli slot di atterraggio/decollo consentiti in Italia non paragonabili ad un aereo ogni 30 secondi come accade in USA, non è possibile aumentare in gran quantità il rateo di decolli ed atterraggi in sicurezza. Vi sono ancora margini di crescita e miglioramento delle strutture attuali che, a parere dello scrivente, vanno sfruttati per garantire e mantenere la qualità dell’aeroporto anche nel futuro prossimo.

Testo e Immagini: Gianluca Conversi

A proposito dell'autore

Nato a Parma, vive a Brescia. Grande appassionato di fotografia aeronautica e sportiva, annovera un passato da radiocronista sportivo per alcune radio private emiliane. Collabora come fotografo sportivo con l’associazione Oldmanagency. Si occupa di processi aziendali i e formazione presso una multinazionale leader nei settori del trasporto internazionale e logistica integrata.

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